CATANIA – Avevano sancito un vero e proprio accordo criminale per poter spacciare nella stessa zona. Una pace mafiosa tra Cappello, Santapaola Ercolano e Cursoti Milanesi per poter contrastare a livello militare qualsiasi controllo e incursione da parte delle forze di polizia. Al viale Moncada 16 di Librino qualche anno fa si poteva trovare cocaina, marijuana e anche eroina. Gli inquirenti, addirittura, l’avevano definita la piazza di spaccio di eroina più importante della Sicilia Orientale. Nel 2014 finirono in manette oltre 40 persone.
A tre anni di distanza dal blitz Fort Apache è arrivato il terzo grado di giudizio per gli imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. La Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi inammissibili tranne per la posizione di Anthony La Farina, la cui condanna è stata riformata a un anno, 26 giorni e 2.977 euro di multa. Non a caso, qualche giorno fa, la Squadra Mobile ha arrestato i fratelli gemelli Mario e Salvatore Cantone, condannati in via definitiva a 9 anni e 4 mesi di reclusione.
Il processo davanti al Gup si chiuse nel 2015 con una raffica di condanne: tre secoli di carcere furono inflitte dalla giudice Bernabò Distefano. Rispetto al primo grado la Corte d’Appello, l’anno scorso, aveva riformato la sentenza solo nei confronti di 9 imputati e confermando nel resto la pesantissima sentenza del Gup. Alfio Gambero è stato condannato dai giudici di secondo grado a 8 anni, Vincenzo Crisafulli a 11 anni e 10 mesi, Santo Castagna a 10 anni, 10 mesi e 20 giorni, Gaetano Petralia e Mario Donato a 11 anni, Salvatore Rapisarda a 11 anni e 8 mesi, Giovanni Mirabella a 8 anni e 24.667 euro di multa e Salvatore Vecchio a 8 anni e 8 mesi.
L’INCHIESTA – L’indagine scattò anche a seguito di 5 morti sospette per overdose avvenute tra il 2009 e il 2012. La Squadra Mobile attraverso video e intercettazioni ricostruì la dinamica della gestione (anomala) a tre della piazza di spaccio. A capo dei tre gruppi c’erano Salvatore Tudisco, detto Bla Bla, e Angelo Guzzetta per la cosca Cappello, Giovanni Battaglia per i Santapaola Ercolano mentre il referente dei Cursoti Milanesi era Mario Russo. Il giro d’affari era stato stimato in 300 mila euro al mese per ogni gruppo. I tre gruppi criminali fino al 2012 avevano monopolizzato la roccaforte di palazzi del civico 16 di viale Moncada. Molti i giovanissimi che operavano nella piazza di spaccio. Nuove leve che volevano imitare i “boss” storici, anche nei riti. Le immagini delle telecamere della squadra mobile immortalarono alcuni dei pusher non solo a vendere dosi di stupefacente, ma anche a scambiarsi baci a stampo sulle labbra per salutarsi. “Una forma per far capire all’esterno che fanno parte di un gruppo criminale” – spiegava il dirigente della Mobile Antonio Salvago.

