Il Consorzio di Bonifica etneo: | “Niente servizi, siamo a pezzi” - Live Sicilia

Il Consorzio di Bonifica etneo: | “Niente servizi, siamo a pezzi”

Ieri sera a Paternò si è svolta una conferenza promossa dall’Ente di Bonifica etnea sui temi “Alga rossa”, avvio stagione irrigua e crisi economico-finanziaria. Moltissimi, infatti, i problemi che affliggono e preoccupano il consorzio. A rischio la stagione irrigua 2014.

Il summit
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Il tavolo dei relatori

Il tavolo dei relatori

PATERNO’.  L’imminente stagione irrigua 2014 si profila breve, difficilissima e come se non bastasse le casse del Consorzio di Bonifica 9 sono in rosso. L’attualissimo problema dell’alga rossa, infatti, non sarebbe l’unica fonte di preoccupazione per l’ente che mette le mani avanti. “Se dovessero esserci disservizi – ha spiegato il direttore generale Giuseppe Barbagallo – relativamente la gestione della prossima stagione irrigatoria, ormai alle porte, non sarà responsabilità del Consorzio. Non possiamo inventarci il denaro che non abbiamo o far pagare all’utenza l’acqua come se fosse champagne”. L’allarme, infatti, è stato lanciato proprio dalla dirigenza dell’ente che ieri sera si è riunita nella biblioteca comunale di Paternò, insieme ai sindaci dei comuni che ricadono nel comprensorio del consorzio ed esperti, per discutere circa le soluzioni da adottare per tentare di far fronte ad una questione ormai divenuta emergenza.

L’ente infatti già stremato dalla crisi economica finanziaria e per ultimo dalla mancata approvazione regionale della finanziaria-bis, invoca la necessità di sedersi attorno ad un tavolo con tutti gli attori coinvolti per individuare soluzioni eque che siano dalla parte degli agricoltori della Piana di Catania con lo scopo di non compromettere la prossima stagione irrigatoria. Se le cose non dovessero smuoversi, infatti, il settore agricolo, già al collasso, subirebbe un colpo pesantissimo. “Oltre ai problemi economici, – ha spiegato Emilio Cocimano, dirigente dell’area agraria – all’alga rossa che sta infestando l’acqua destinata all’agricoltura, quest’anno c’è il problema della poca acqua nelle dighe degli impianti sia di Ogliastro, Ancipa e Pozzillo. Abbiamo circa il 50% in meno di acqua rispetto all’anno scorso, una carenza dovuta ad una stagione sicuramente poco piovosa. Temo non si arriverà a agosto. La stagione irrigua 2014 – conclude Cocimano – si preannuncia davvero complicata”.

E la dirigenza della bonifica etnea, nel corso della conferenza ha inevitabilmente commentato con una vena polemica le recenti dichiarazioni di esponenti politici relativamente la possibile abolizione degli enti ritenuti inutili, riferendosi proprio ai consorzi. “ E’ bene rivendicare l’operato svolto da questo ente – ha dichiarato a tal proposito Massimo Paterna, dirigente dell’aera tecnica – dal 2009 ad oggi abbiamo ricevuto significativi finanziamenti grazie ai quali abbiamo realizzato importanti opere all’interno dell’ente, quali la realizzazione dei tratti dei canali principali, ma il lavoro da fare è ancora tanto”.

Per il consorzio di bonifica etneo, infatti, che sottende un territorio irriguo di circa 12mila ettari e con un bacino di utenza di più di 12mila famiglie le risorse necessarie non sono poche. Il risanamento finanziario, secondo la dirigenza, dovrebbe puntare sullo sviluppo e dunque sull’investimento, attraverso la realizzazione di nuovi invasi, miglioramento dell’approvvigionamento dell’acqua ad uso agricolo e per ultimo, ma non per importanza, una maggiore salvaguardia del territorio siciliano. Quest’ultimo, infatti, per secoli lasciato all’incuria e al degrado versa in condizioni preoccupanti, a causa del dissesto idro-geologico, del disordine idraulico e della progressiva desertificazione, i cui effetti si manifestano nelle continue inondazioni e smottamenti.

Ma tra i temi importanti discussi, anche quello attualissimo dell’alga rossa, la Planktothrix Rubescens e degli eventuali danni connessi alla produzione di tossine di questa. Dopo il recente annuncio dell’annullamento delle operazioni di scarico dell’impianto di Pozzillo sul Simeto, il problema comunque rimane e la soluzione non sarebbe vicina. Non si conoscerebbe, infatti, la reale concentrazione di tossicità dell’alga e dunque la natura dei danni in caso di scarichi nelle zone ortive. E tra gli esperti convocati, a tal proposito la biologa Marta Finocchiaro dell’Agenzia regionale per la protezione Ambiente (ARPA) di Catania. “Un attuale sversamento – spiega Finocchiaro – delle acque nel Simeto potrebbe contaminare i raccolti, far ammalare gli animali che vanno ad abbeverarsi e i pesci, l’allarme sanitario dunque è altissimo. Tra le cause che hanno favorito – prosegue – la proliferazione nelle acque dell’alga sicuramente la presenza di fosforo e azoto, ma anche errate tecniche agricole e una scarsa manutenzione e pulizia dei depuratori. Purtroppo in quanto ARPA non ci è dato studiare la tossicità dell’alga, non disponiamo delle giuste dotazioni strumentali, qui dovrà intervenire la sanità. Anche quando l’alga morirà non è da escludere che la tossicità persista. Al momento – conclude la biologa – sembrerebbero non esserci soluzioni, o comunque non a breve termine. Ci auguriamo almeno che l’alga muoia in fretta”. Il problema dell’alga, comunque, si spera che si risolva spontaneamente con l’innalzarsi delle temperature.

E come detto all’inizio, durante la conferenza si sono susseguiti diversi interventi dei sindaci di alcuni comuni simetini. Il primo cittadino di Paternò Mauro Mangano: “Il fatto che oggi siamo qui riuniti a cercare di intavolare un dialogo costruttivo in sinergia con gli altri sindaci è un dato già fortemente significativo”. Ma i primi dati che hanno accertato la presenza dell’alga nelle acque sono stati registrati a seguito del costante monitoraggio promosso dall’amministrazione del comune di Regalbuto, e della successiva ordinanza a tutela della salute pubblica emessa dal sindaco, Francesco Bivona. “ L’ordinanza – ha spiegato Bivona – di divieto di scarichi rimane in vigore, ma occorre fare fronte comune, per questo mi confronterò con gli altri sindaci. Sicuramente sarebbe bene pensare ad un ammodernamento del consorzio di bonifica”; Vincenzo Dicuzzo, vicesindaco di Ramacca (“I costi di gestione sono altissimi e frutto di una cattiva politica passata. Occorre studiare soluzioni al più presto”); Pippo Grasso, sindaco di Castel di Iudica “Dobbiamo dare risposte concrete agli agricoltori e contenere gli sprechi di acque”.


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