GIARRE – Ha giurato il neo assessore Giacomo Benenati, nominato stamani dal primo cittadino Roberto Bonaccorsi dopo le dimissioni, giunte ufficialmente ieri, di Antonino Raciti. Il 61enne medico legale di Acireale, espressione del gruppo Giarre Futura, rappresentata in consiglio comunale dal vice presidente Angelo Turrisi e da Salvo Camarda, e legata al deputato Nicola D’Agostino, non è alla prima esperienza politica. Tra il 1998 e il 2003 Benenati è stato infatti consigliere alla Provincia Regionale di Catania. Il dagostiniano rileva tutte le deleghe del suo predecessore, tra cui Pubblica Istruzione, Cultura e Servizi Cimiteriali.
A due anni dalle elezioni, dunque, Giarre Futura incassa l’agognato posto in giunta, concordato in campagna elettorale. “La scelta di Giacomo Benenati si inserisce nel contesto della condivisione programmatica ed amministrativa con le forze politiche che sostengono l’attuale Giunta – spiega Roberto Bonaccorsi – e ci consente di non rallentare nell’azione amministrativa in settori essenziali per la vita dell’ente e della città. Auguro al nuovo assessore buon lavoro”.
La nomina di Benenati non incassa però il plauso dei democratici locali, che parlano dell’ennesima mortificazione della città. “Mortificata la città di Giarre: la scelta di un estraneo al contesto politico e civile giarrese è segno di un asservimento a logiche di potere sconnesse dalla realtà locale e prive della capacità a rappresentare la città – scrive in una nota Dario Li Mura, segretario del Pd giarrese – Il centrodestra giarrese mostra di essere senza classe dirigente e di scodinzolare, in continuità col passato, al cospetto di coloro i quali hanno reso Giarre colonia. E’ forse un bene l’ingresso di un medico legale nella giunta Bonaccorsi per il sol fatto che potrà stabilire con esattezza – conclude Li Mura – la fine di questa fallimentare amministrazione e poi a chi chiedere conto della chiusura dell’ospedale di Giarre meglio che al dagostiniano medico acese?”.
Altra presa di posizione ufficiale tra gli scranni dell’opposizione è quella di Città Viva. “Nell’anno in cui ricorre il 200° anniversario dell’istituzione del Comune di Giarre, in cui si è costituito un apposito Comitato di personalità giarresi per sviluppare iniziative celebrative dell’evento – scrive il leader Angelo D’Anna – si nomina un assessore non autoctono che nulla ha a vedere con la nostra Città. Non do giudizi sull’uomo che non conosco, ma assisto sbigottito al solito modo di fare politica, attribuzione di poltrone per l’esercizio ed il perpetuarsi del potere! Un potere che cala dell’alto e non è espressione del sentire della collettività”.
Ma al di là delle critiche dell’opposizione, la nomina del neo assessore rischia di creare nuovi dissapori anche in quello che resta della maggioranza.
In 24 mesi di era Bonaccorsi sono molti gli equilibri e gli assetti venuti già meno. Il primo cittadino da tempo non naviga politicamente in buone acque, stretto tra un’opposizione agguerrita formata da Pd e Articolo 4, ormai divenuta maggioranza in consiglio comunale, ed una coalizione sempre più sfilacciata e “malpancista”. L’ormai ex maggioranza non sembra riuscire a nascondere più i malumori per l’azione politica e amministrativa condotta finora da Bonaccorsi in solitaria. La mancanza di condivisione, più volte lamentata, ha oggi creato evidenti lacerazioni.
Nei prossimi mesi dovrebbe lasciare il posto in giunta anche Giovanni Finocchiaro, espressione dell’Ncd. Da un oltre un anno l’assessore ai servizi sociali è pronto alle dimissioni ma Bonaccorsi ha finora temporeggiato, in assenza di un’alternativa, per evitare scosse telluriche che potrebbero far implodere il partito del principale alleato, il senatore Pippo Pagano.
E in questo quadro politico incerto si inserisce anche la difficile situazione economico finanziaria dell’ente, destinato ormai quasi inevitabilmente al dissesto.

