Il giorno del bilancio in Consiglio |Commissario diffida l'assemblea

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Insediato il commissiario: il documento andrà approvato entro trenta giorni, pena la decadenza del Consiglio.

CATANIA – Un emendamento alla delibera e un aggiornamento al Dup – documento unico di programmazione – dovrebbero pacificare gli animi in vista della discussione di stasera sul bilancio. E forse portare la maggioranza a votare il preventivo 2016, che arriverà in Consiglio oggi pomeriggio dopo i rinvii delle sedute convocate per lunedì e per martedì scorsi. Quanto presentato dall’amministrazione dovrebbe armonizzare i contenuti del documento di programmazione economica dell’ente a quanto contenuto nel piano di rientro rimodulato dall’amministrazione Bianco. Lo ha affermato l’assessore al ramo, Salvatore Parlato ieri mattina, ospite della commissione consiliare permanente presieduta da Vincenzo Parisi. “Dopo la conferenza dei capigruppo – spiega Parisi – si era stabilito di rinviare il consiglio per esaminare l’emendamento integrato al bilancio”.

Rinvio che i consiglieri avevano chiesto fosse di una settimana, per permettere loro di esaminare tutti gli atti, ma che è stato di appena due giorni (procedura contestata dal vicepresidente della commissione, Niccolò Notarbartolo che non ravvisa profili di urgenza. Ma tant’è. Il documento arriva in aula stasera – anche se difficilmente sarà approvato oggi – corredato di un emendamento dell’amministrazione che dovrebbe dipanare alcuni dubbi espressi dai componenti della stessa commissione – oltre che quelli espressi dal collegio dei revisori dei conti- relativi ad alcune voci inserite nel bilancio di cui, però, non si capisce bene la provenienza.

“Dal mio punto di vista – afferma Parlato – qualsiasi bilancio preventivo non approvato ad aprile richiede la massima urgenza. L’aggiornamento del Dup – continua – ha valenza quasi nulla nella dinamica programmatoria, in quanto serve a fare in modo che venga rispettato il requisito di legge secondo cui il documento unico di programmazione sia allineato al bilancio approvato. Questo allineamento viene costruito con la nota”. Parlato dipana il primo dubbio sulla necessità di rimodulare una delibera già approvata dall’aula. E passa ad analizzare un altro degli elementi incongruenti secondo i membri della commissione: le voci di entrata non verificabili, non corrispondenti al trend degli anni pregressi. “Insomma – spiega il consigliere Notarbartolo – non abbiamo prova che siano attendibili. E non capiamo, dal momento che ci sono scostamenti significativi”.

Ad esempio per l’mu, voce aumentata per il 2016 di 8 milioni di euro nonostante non sia aumentata la tariffa né il numero degli immobili. “Gli uffici sono convinti che si incasserà di più – continua Notarbartolo – ma noi vorremmo avere contezza del come e a oggi non la abbiamo”. E ancora, l’imposta sulla pubblicità che cresce di oltre un milione, la Tarsu, ecc. “Tutte le imposte sono cresciute anche se non è cambiato nulla né da parte dell’amministrazione, né dall’ente riscossore” – continua il consigliere, che parla di voci “impressionanti”. “”Le voci residuali passano da 15 milioni del rendiconto 2015 a 30 milioni del previsionale 2016”. Nel bilancio, inoltre, sono inseriti maggiori trasferimenti regionali, nel 2016, che ammontano a circa trenta milioni in più rispetto a quelli del 2015. “Significa che la Regione ci dato altri soldi? – domanda Notarbartolo – quasi il doppio”.

E poi, crescita di proventi contravvenzionali – che probabilmente non verranno incassati – che aumentano di dieci milioni; i diritti di segreteria, che passano da zero a oltre settecentomila euro. “Entrate da servizi sportivi aumentano – continua Notarbartolo – e anche qui non sappiamo come. Ma la vera voce che suscita meraviglia è che dai servizi sociali che prima erano a 0 diventano 11 milioni nel 2016 e poi poco più di un milione nel 2017. Come è possibile?” – incalza il consigliere che continua ad elencare le voci.

Tra queste anche le dismissioni immobiliari: previste nel 2016 vendite per circa 27 milioni quando, a oggi, è stato venduto solo il Palazzo Bernini per circa 2 milioni, con procedura giudiziaria. “Con questi 27 milioni – sottolinea – però si vanno a coprire 27 milioni di debiti fuori bilancio che sì che esistono”. Ma anche le entrate eccezionali di carattere non ripetitivo, che si ripetono nello schema di bilancio per i prossimi anni. Insomma, una serie di cifre inserite nell’atto, per cui i membri della commissione chiedono spiegazioni ma che, con l’emendamento dell’amministrazione, diminuiscono e anche di parecchio.

“L’emendamento che verrà presentato in aula aggiornerà il bilancio – afferma Parlato – di cui diventerà parte integrante”. L’assessore parla di documento “Veritiero, coerente con il piano di riequilibrio e ordinato. È chiaro – dice: se avessimo da tagliare dieci milioni di spesa lo avremmo dovuto fare ad aprile, ma io mi sento tranquillo. Con l’emendamento – sottolinea – riduciamo le entrate previste di 24 milioni, (le voci sono proprio relative a Imu, tassa sulla pubblicità, Tarsu. Ma mi sento di dire – continua – che, sulla dinamica delle entrate e delle spese, è chiaro che si può chiedere il dettaglio, ma dietro questi numeri c’è la firma di qualcuno che si è assunto la responsabilità”. E sulle alienazioni immobiliari: “L’emendamento riduce le entrate da 27 milioni di euro a 20,7 milioni che incasseremo con la vendita della rete del gas”.

L’assessore risponde, in parte, anche ai rilievi dei Revisori. ”Le osservazioni riguardano accertamenti e riscossioni, alienazione patrimoniali, fondo sulle partecipate – afferma: condivido in larga parte, salvo alcune cose. Condivido l’impostazione, nel senso che il bilancio che noi presentiamo, probabilmente, poteva avere elementi maggiori di rigore sul versante della spesa. Probabilmente il prossimo bilancio avrà elementi di maggior rigore”. E, per quanto riguarda le famose asseverazioni relative alle società partecipate, conferma che vadano inserite nel consuntivo e non nel previsionale. “Cosa diversa e il fondo per compensare le perdite delle partecipate – afferma: rispetto a questo, forse, ci sarebbe da intervenire e non è escluso che lo si faccia. Stiamo lavorando a ipotesi emendamento”. Che potrebbe approdare in aula stasera.

In commissione interviene anche il Ragioniere generale, Massimo Rosso. “Siamo nella fase preventiva per cui – evidenzia – nonostante siamo a dicembre, ci sono margini di errore. Il concetto è la congruità e l’attendibilità.

Intanto, ieri si è insediato il Commissario ad acta, Carlo Turriciano. Se l’assemblea non approveà il documento entro trenta giorni (entro l’11 gennaio), Turriciano si sostituirà al Consiglio che decadrà.

 

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