Il giudizio di parifica, l'Asael: | "A rischio l'attività degli enti locali"

Il giudizio di parifica, l’Asael: | “A rischio l’attività degli enti locali”

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Dopo lo stop momentaneo della Corte dei conti.

PALERMO – “Le notizie che rimbalzano dalla recente udienza della Corte dei Conti per il giudizio di parifica sul conto consuntivo per 2016 della Regione siciliana creano grande preoccupazione anche fra gli amministratori locali, nel timore che, se venissero confermati i dati comunicati dal Procuratore Generale ed in base ai quali per validare il pareggio di bilancio la Regione dovrebbe procedere ad effettuare degli ‘accantonamenti’ nel proprio strumento finanziario, potrebbe essere messo a rischio di conseguenza lo stesso bilancio corrente e quindi le stesse previsioni anche dei trasferimenti per Comuni, Città Metropolitane e Liberi Consorzi”. E’ quanto afferma Matteo Cocchiara, presidente dell’Asael (Associazione siciliana amministratori enti locali). “La richiesta avanzata dal Procuratore Generale della Corte dei Conti, Pino Zingale, che ha chiesto ai Giudici contabili di non approvare il rendiconto generale per il 2016 della Regione siciliana a causa di alcune irregolarità, apre, qualora fosse avvalorata dal giudizio di parifica, scenari sino ad ora mai apertisi nella storia della Sicilia – aggiunge -, anche se per la verità in precedenti casi siano stati solamente adombrati”.

In buona sostanza nella situazione dipinta dalla relazione del rappresentante della Procura contabile sarebbero pertanto a rischio, fra le tante malaugurate conseguenze, gli stessi servizi che gli enti locali dovrebbero garantire ai propri amministrati, allontanandosi altresì la possibilità di dare vita a breve alla formazione dei bilanci di previsione per l’anno corrente nella maggior parte dei comuni siciliani. Pertanto – continua Cocchiara –  ci troveremmo di fronte non soltanto ad una vera e propria crisi istituzionale, da tempo ormai temuta dagli amministratori locali, bensì ad una mancanza di certezza e di legittimità nell’operato di una Regione che mette pertanto a rischio nella sua ‘specialità’ anche i suoi compiti ‘essenziali’, ad iniziare dalla programmazione di un esercizio finanziario”. 

Seocndo Cocchiara, dunque, “appare chiaro come di fronte a questi richiami della magistratura contabile è non più rinviabile il ritorno da parte delle istituzioni regionali ad operare secondo i dettami dello stato di diritto, in cui la legittimità dell’azione non può essere considerata un ‘optional’, ma una rigida e puntuale applicazione di norme costituzionali volte a salvaguardare il funzionamento stesso dei vari livelli di governo della cosa pubblica”.

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