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Il governo giallorosso? | Gigino, stai sereno…

Un partito che passa da Salvini a Renzi ed a Zingaretti non può che sciogliersi come neve al sole

IL DIEGONALE
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Eravamo tutti in attesa, anche il Presidente Mattarella, ci ha rassicurato Davide Casaleggio, ha appreso il risultato dal blog ed adesso che anche la piattaforma Rousseau si è espressa, con un risultato senza precedenti, ottanta mila votanti, quanto gli abitanti di Cinisello Balsamo piuttosto che quelli di Sesto San Giovanni, si può finalmente partire.

Avremo un governo di gente seria che ha una parola sola, con un Presidente del Consiglio che fino a qualche mese fa saltellava di felicità nella sede del movimento cinque stelle alla comunicazione dei risultati elettorali ed adesso ci dice che non è grillino.

Un governo sostenuto da Zingaretti che alla Convenzione Nazionale del PD affermava:

“Lo dico davanti a tutti e lo dirò per sempre, io non intendo favorire alcuna alleanza o accordo con i cinque stelle e non governo con loro”.

Stai sereno Gigino, stai sereno Nicola.

Pare che queste siano state le prime parole pronunciate da Matteo Renzi per consentire un avvicinamento tra il movimento cinque stelle ed il PD e fare in modo che le due formazioni politiche mettessero da parte il rancore per tutto il peggio che si erano detti in questi ultimi anni, per giungere con sofferenza e sacrificio nell’interesse prioritario del Paese a formare un nuovo governo.

Entrambi si sono sentiti rassicurati da tale disinteressata e coerente disponibilità, coerente non certo nel senso che Renzi avesse dimostrato analoga disponibilità in precedenza verso il movimento cinque stelle, anzi tutt’altro, ma coerente nell’espressione linguistica già usata in passato.

Né Gigino né Nicola hanno però voluto badare a questo insignificante precedente e, con la forza che solo ‘il superiore interesse del Paese’ può dare, si sono lanciati l’uno verso l’altro in quest’abbraccio che fino a qualche tempo fa sarebbe sembrato innaturale.

Si è trattato del più classico dei matrimoni di interesse tra l’arricchito commerciante con il senso del business, che ha fatto con perseveranza, tenacia e vaffa la sua scalata sociale ed il nobile decaduto e squattrinato.

Gigino quindi ha portato in dote i suoi ricchi (di numero) gruppi parlamentari e Nicola ha portato la nobiltà del blasone dell’ideologia di sinistra e naturalmente la schiera dei suoi intellettuali radical chic.

Grillo, papà politico di Gigino, che di Renzi non ha mai avuto una grande opinione, nonostante sembrava avesse fiutato la trappola e avesse detto di essere di fronte ad ‘un avvoltoio pensatore’, ha voluto superare la sua diffidenza e la sua naturale avversione verso “l’ebetino di Firenze”, come usava definirlo non molto tempo fa, pensando che il fine giustifica i mezzi e che non andando a votare il suo movimento si sarebbe potuto salvare.

Gigino, che non è molto istruito, avrà invece pensato di ragionare come Raymond Kroc, l’imprenditore statunitense che nel giro di pochi anni divenne proprietario della McDonald’s, il quale teorizzava che la perseveranza è elemento indispensabile, persino più importante dell’istruzione, in quanto, diceva Kroc, esistono cretini istruiti.

Sarà un matrimonio duraturo?

A sentire Carlo Calenda che è istruito e cretino non è, l’ex premier farà i suoi gruppi parlamentari a ottobre ( se non sarà ad ottobre comunque certamente tra qualche mese) e poi staccherà la spina con una scusa già pronta.

A me Calenda piace, è a mio avviso uno dei pochi leaders seri, credibili e coerenti rimasti in giro, doti rare in questo panorama di fantasisti.

L’unico suo limite, purtroppo, è che piace molto anche a se stesso e non fa nulla per nasconderlo.

Quanto al versante grillino, all’altro compagnetto di questa avventura, Paolo Becchi ideologo della prima ora del movimento, non gliele ha di certo mandate a dire. In una recente intervista lo ha accomunato a Renzi e li ha definiti “due falliti i quali credono che mettendosi insieme possano entrambi salvarsi dal fallimento”. “Grillo può forse ritardare la fine del Movimento, ha aggiunto, ma il suo destino è comunque segnato”.

Non so se la profezia di Becchi è esatta anche se ad una prima affrettata analisi sembrerebbe errata. I grillini dall’inizio della crisi con il prospettarsi del Conte bis hanno guadagnato cinque punti nei sondaggi (gli analisti attribuiscono questo recupero all’effetto Conte).

Io la vedo diversamente e sono convinto, come Paolo Becchi, che il movimento cinque stelle pagherà nel tempo questa metamorfosi. Nella mia immaginazione il movimento cinque stelle lo vedo rappresentato come la chimera, l’animale mitologico formato da parti del corpo di animali diversi: testa di leone, una testa di capra sul dorso e la coda di serpente.

Un partito che passa da Salvini a Renzi ed a Zingaretti come fosse una normale transizione non può che sciogliersi in futuro come neve al sole.

Basterà riflettere su che cosa era e che cosa è diventato.

Non ci sarà più motivo di votarlo: se sono incazzato voterò Salvini, se sono incazzato ed un po’ più di destra voterò Meloni, se sono di sinistra voterò PD, se sono un po’ più di sinistra voterò LEU, se ci saranno superstiti di un’area liberal-democratica e si troverà nel tempo qualcuno in grado di rappresentarla e capace di comunicare decentemente quelle idee e quei valori, voteranno quello che dovrebbe diventare quella che un tempo era Forza Italia.

Quanto a Renzi, che farà, anche a mio avviso, cadere il governo quando riterrà di essere pronto, è un tattico ma purtroppo per lui non ha né strategia né visione. Oggi può dire la sua e certamente la starà dicendo, direttamente a Conte, nonostante si sia levata qualche voce di dissenso nella dirigenza Pd: non facciamo che Renzi e Conte si parlano? Questa deliziosa ingenuità mi fa davvero tenerezza. Renzi che ha la maggioranza nei gruppi parlamentari e che, con buona pace di Zingaretti e compagni, è quello che ha reso possibile questa alleanza e questo governo, non ha parlato con Conte? Ma dite vero?

Detto questo, io però rimango scettico su un futuro di successo di una sua formazione politica alle prossime elezioni. Certo, rispetto a questi nani, politicamente è un fuoriclasse, ma forse troppo spregiudicato e altrettanto screditato per diventare un’alternativa credibile.

Purtroppo il nostro Paese si avvia a vivere un’altra stagione di governo con il respiro corto, troppe contraddizioni e troppe divisioni e tutto nelle mani di persone mediocri, senza valori e soprattutto senza pudore.


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Commenti

    Analisi lucida e condivisibile….purtroppo!

    mi rammarico di essere nato in italia,paese di arlecchini e pulcinella,non capisco come facciano gli africani a voler venire qui forse non sanno da chi siamo governati.

    Un anno e mezzo fa ho votato un partito che mi prometteva, come minimo, un referendum sull’uscita dall’Euro. Oggi mi ritrovo con lo stesso partito che va al governo con il PD, ovvero con il più europeista dei partiti italiani.

    Caro Diego come darle torto, del resto tra mediocri si ci annusa al volo! Vero?

    Tutti insieme appassionatamente vogliamoci bene nell’esclusivo interesse del paese. Sono commosso. Racconto perfetto, bravo Diego.

    Ottima sintesi

    Analisi pacata e condivisibile.

    Ottimo Cammarata. Vali sempre 100 Orlando.

    Hanno grande “idee” politiche, si l’idea delle poltrone, in fin dei conti come coloro criticati da loro duramente x anni.

    Condivido perfettamente, però si è dimenticato di grasso, ex presidente del senato, che in dissenso con renzi e il PD ha formato un piccolissimo partito, che nessuno lo ha mai considerato e oggi si allea con il PD, con renzi e con il 5 stalle che lui non considerava minimamente, il tutto per la Nazione (? figuriamoci).
    Aggiungo bersani che in televisione con il suo lamentevole parlare, pareva piatusu, oggi anche lui alleato con le stesse persone che criticava e condannava.
    Tutto fa brodo. W l’Italia e il Papa che entra nella governance della nostra Nazione.

    Bravo Cammarata . Ricandidati a Sindaco il mio voto è per te.

    puntuale la sua analisi dott. Cammarata tuttavia non capisco il perche non si dovrebbe alzare l’asticella del ragionamento nell’ammettere che al netto della pochezza politica di queste compagini partitiche in tutte le loro declinazioni, non si ha il coraggio o non si trova di ammettere che questo momento storico politicosi caratterizza per l. assenza nell’arco parlamentare di una forza che incarni nuovamente un. anima socialista che sia realmente contrapposta al modello economico che orienta tutti partiti italiani fidelizzati all. ultraliberismo con in testa lega e 5s partiti che hanno rinnegato quella parvenza di psudosovranismo fatto di chiacchiere anziche mettere realmente in discussione la struttura comunitaria costringendoci a delle regole di bilancio a servizio dei mercati, che stanno condannando il paese.

    Ma se il nostro problema è trovare coerenze e linee diritte in politica, allora stiamo freschi: chi dove quando?

    Bravo………. però..!… chi voterà?! Perché il dato vero che alimenta le vere incertezze del futuro politico nel Paese è la risposta a questa domanda, che però non interessa chi si occupa di politica come il bravo Cammarata. Con chi parla oggi la politica e quando parla riesce ancora a farsi capire?! Bravo Cammarata, trovi Lei maniera di approfondire provando a leggere i fondi di quel grande serbatoio che è stato il bottino elettorale di Forza Italia e PD.

    Cammarata, hai perfettamente ragione

    Io, come tanti, ho votato per i 5stelle perchè erano chiaramente contro il PD di Renzi.
    Oggi, li ritrovo alleati! Questa non è democrazia!
    Gli elettori votano un partito per ciò che dichiara in campagna elettorale: non deve essere consentito di modificare il programma comunicato agli elettori!

    Mi domando, perché su facebook la stessa intervista è strapiena di critiche degli utenti con nome e cognome (sia sulla persona Cammarata sia su quello che dice…con una percentuale di, circa, il 95% di critici contro solo un 5% di persone d’accordo), ed invece i commenti anonimi della testata sono infarciti di adoratori dell’ex-sindaco? C’è qualcosa che non quadra…

    Bravo Diego un’analisi perfetta specialmente sulla fine del movimento che …e’ gia’ cominciata anche se ancora tenuta segretamente nascosta! secondo me un vaffa se lo meritano…o no?

    Assolutamente d’accordo con Cammarata. I 5stelle hanno fatto decidere da chi farci governare da 60.000 attivisti del loro movimento, che corrispondono ad un millesimo della popolazione italiana: ci vuole proprio un bel coraggio a chiamarla democrazia!
    Sono in parecchi a dire che, visto l’andazzo, non ha senso andare a votare: io ritengo invece che non dobbiamo rassegnarci, continuando ad esercitare il nostro diritto al voto perché, se vi rinunciassimo, l’avrebbero vinta quei “signori” che si sono nuovamente e abusivamente rimessi al potere, i quali vogliono proprio questo: che la gente si scoraggi e non vada più a votare

    Detto da uno che ha fatto piu danni della grandine…

    Di Maio, uno dei più “grandi” trasformisti politici della storia repubblicana, che diceva “Mai col partito di Bibbiano” e cosa fanno, lui e i grillini? Fanno prendere il Ministero per la Famiglia proprio a una del PD!
    Qualcuno dice che non serve più votare? Io credo invece che non ci dobbiamo rassegnare e che dobbiamo continuare ad esercitare il nostro diritto al voto, o l’avranno vinta quei “signori” che si sono appena accomodati sulle poltrone, e che vogliono proprio questo: che la gente si scoraggi e non vada più a votare

    Di Maio è troppo sereno con la poltrona di ministro.

    Il guaio della repubblica parlamentare.

    E’ stato migliore di Orlando ma non lo vorrei sindaco.

    La ragione è molto semplice mio caro Pix, commentatore anonimo.
    Su livesicilia i commenti sono spontanei, su Facebook sono organizzati.
    Naturalmente quelli del movimento cinque stelle nati sul Web in questo sono davvero maestri, ma questo lo sai già!

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