Il marittimo morto sul "Sansovino" |L'addio di Terrasini a Santo Parisi - Live Sicilia

Il marittimo morto sul “Sansovino” |L’addio di Terrasini a Santo Parisi

I funerali di Santo Parisi a Terrasini

Una chiesa gremita di amici e familiari per l'ultimo saluto all'operaio morto al porto di Messina.

Provincia di Palermo
di
2 min di lettura

TERRASINI (PALERMO) – Una chiesa strapiena ha salutato per l’ultima volta Santo Parisi, l’operaio di Terrasini rimasto ucciso nel tragico incidente al porto di Messina, sulla nave Sansovino in cui hanno perso la vita altri due marittimi. Tutto il paese si è stretto attorno alla moglie Rosanna e i tre figli, Francesco, Giuseppe e Rosalia, in prima fila nella chiesa madre della cittadina in provincia di Palermo. A celebrare il funerale l’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi, che ha definito il dolore per la morte dell’operaio “il dolore di tutta la comunità, un dolore nostro, che deve farci profondamente riflettere”.

Santo Parisi, quel giorno al porto di Messina per lavoro, ha perso la vita svolgendo il suo dovere: un aspetto sul quale Pennisi si è soffermato più volte durante l’omelia. “Si trovava lì per guadagnare il suo pane quotidiano. Tutte le morti sono gravi, ma quelle sul lavoro lo sono ancora di più, perché indicano l’assenza dei parametri di sicurezza, la mancanza del rispetto per la salute e la vita del lavoratore, che invece devono essere al primo posto. Dobbiamo ribadire ancora una volta quanto sia fondamentale pensare alla dignità e alla cultura della sicurezza”. Presenti in chiesa il presidente della Regione Rosario Crocetta e il sindaco di Terrasini, Giosuè Maniaci. “Non deve più accadere – ha proseguito l’arcivescovo – che si verifichi ciò che era evitabile. Non si può dire soltanto col senno di poi che una tragedia poteva essere prevedibile. Il dolore e il pianto – ha aggiunto Pennisi – sono sentimenti umanissimi, ma non possono rappresentare le ultime parole nel destino di una persona. E’ necessario un impegno serio e responsabile per la ricerca della verità e della giustizia che adesso deve andare avanti”.

Palloncini bianchi applausi all’uscita del feretro dalla chiesa. La piazza, circondata da bar e negozi con le saracinesche abbassate per il lutto cittadino indetto dal sindaco, ha così dato l’addio al suo operaio. “Conoscevo da vent’anni Santo – dice Salvatore Palazzolo – e mai avrei immaginato che il suo lavoro gli avrebbe teso la trappola peggiore. Oggi il nostro paese piange e le lacrime per gli altri due operai che hanno perso la vita insieme a Santo sono inconsolabili”. A Lipari sono stati celebrati i funerali dell’ufficiale Gaetano D’Ambra, 27enne, a Messina, invece, quelli di Cristian Micalizzi, il primo ufficiale del traghetto Sansovino. Viene invece ritenuto ormai fuori pericolo  Ferdinando Puccio, 36 anni, il palermitano rimasto coinvolto nel grave incidente. Dopo lo scioglimento della prognosi l’operaio, rimasto gravemente intossicato, è stato trasferito stamattina nel reparto di Neuroriabilitazione per Gravi Cerebrolesioni Acquisite (GCA) dell’IRCCS-Piemonte, dove ha iniziato la riabilitazione neurocognitiva e motoria. Se le sue condizioni di salute continueranno a migliorare, Puccio sarà dimesso mercoledì

 


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI