Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Vergogna, se i siciliani avessero voluto votare per la lega avrebbero votato per la lista Lega-Fdi che ha eletto Rizzotto come unico leghista.
Vergogna senza fine… politica senza idee e valori, fatta solo di poltrone incarichi e lauti stipendi.
Arrivoglio il quartetto Cetra!!!
Ma a cosa serve creare gruppi nuovi se dentro ci sono sempre i soliti noti??
I soliti cambiacasacca. Se rieletti tra 3 anni ( se) li ritroveremo in altri partiti saltellando di qua e di la’.
Che tristezza, che gente di poca fede politica!! A quando una legge che disciplini il mandato elettorale dato da noi cittadini. Volevano cambiare credo politico?? Allora occorreva aver coraggio e dimettersi da deputato eletto con quel partito e provare a farsi rieleggere con il nuovo credo e partito politico alle prossime elezioni.
Speriamo diventi un gruppo che faccia svegliare il governo regionale.
Musumeci ha deluso parecchi del centro destra.
Buon lavoro e mettete la Sicilia prima do ogni altro interesse.
Ai tempi di Bossi il nemico era il Sud fannullone, poi la Lega reclamò il federalismo fiscale, oggi il nuovo nemico è l’Europa insieme agli stranieri. Basterebbe ricordare che anche i territori meridionali sono italiani e come tali hanno gli stessi diritti oltre che gli stessi doveri di coesione nazionale invocata anche ieri da Mattarella nel suo messaggio di fine anno.
Ci vuole una legge, non soltanto regionale, che imponga ai deputati dissidenti, con la eventuale fuoriuscita dal proprio partito durante la legislatura per la quale sono stati eletti, le dimissioni da parlamentare. Nella migliore delle ipotesi, uscire da un partito per accedere ad un altro (sovente cambiando notevolmente gli equilibri) equivale a tradire gli elettori che hanno votato quel candidato in quel partito.
mah con quale coraggio si presentano con il simbolo della lega..mah
…e vola vola vola….vola l’Ape Maia !!
Tutti nomi che da anni stanno comodamente seduti al banchetto saltellando qui e la !!
Ma basta !!!