Il Pd per ora non molla Crocetta |E si discute di un altro rimpasto

Il Pd per ora non molla Crocetta |E si discute di un altro rimpasto

Il Pd per ora non molla Crocetta |E si discute di un altro rimpasto
Il gruppo del Pd in un'immagine d'archivio

Il gruppo dei democratici chiede una svolta a Crocetta e un impegno al governo nazionale e al partito romano. E c'è chi spinge per un nuovo governo. L'ultima parola spetterà alla direzione di sabato.

PALERMO – Di staccare la spina non se ne parla proprio. Ma di rimpasto sì, e ormai più o meno apertamente. Questo viene fuori dalla riunione di gruppo del Partito democratico che si è chiusa da poco all’Ars. I democrat sono usciti compatti con la sola eccezione di Fabrizio Ferrandelli, che insiste sull’idea di una mozione di sfiducia a Crocetta. Proposta che non solo non convince i compagni di partito, ma che ha suscitato anche critiche al deputato palermitano nel corso del confronto di oggi.

L’ultima parola sui rapporti tra partito e governo l’avrà la direzione convocata per sabato. Il gruppo, intanto, concorda sul mettere alle strette il governatore sulle cose da fare, criticando certi suoi eccessi verbali, e d’altra parte chiede al governo nazionale e al partito di Roma risposte certe. Proprio oggi l’assessore Baccei è a Roma per parlare della finanziaria e dei conti della Regione con la ragioneria generale dello Stato.

L’analisi, condivisa un po’ da tutte le anime del Pd, è che interrompere adesso l’esperienza di governo non salverebbe il Pd dalla bocciatura dell’elettorato. Meglio allora tentare, ancora una volta, di rilanciare. “Serve chiarezza in direzione: o si decide una strategia di uscita e si ritira la delegazione oppure si rilancia l’azione della giunta”, ha sintetizzato Anthony Barbagallo di Areadem. Mentre i renziani sono stati i più duri verso Crocetta e la sua escalation polemica degli ultimi giorni. “Così non si può andare avanti, con un terzo della giunta dimissionario e dimissionato”, dice Giovanni Panepinto, che chiede una svolta.

“Al di là delle fibrillazioni politiche c’è in ballo in questo momento un passaggio legislativo delicatissimo”, osserva il capogruppo Baldo Gucciardi che invoca “l’etica della responsabilità”.

C’è chi ha parlato apertamente di rimpasto. Il più deciso sulla necessità di un nuovo governo politico è stato Pippo Digiacomo. E in generale, la sinistra del partito sembra essere la più propensa a questo genere di soluzione. Che sarebbe propiziata dall’uscita dalla giunta di Lucia Borsellino e Linda Vancheri. A quel punto, un assestamento generale degli equilibri nel governo sarebbe più che probabile. Anche se, come ha detto Panepinto, “non si può nemmeno restare asserragliati nel fortino del governo. E la stagione dei simboli è finita. Forse è meglio prendersi tutti 24 ore di silenzio, sennò il delirio si fa complicato”. Al momento però la posizione sarebbe minoritaria nel partito. “In questo momento non riteniamo che sia questo il problema”, taglia corto Gucciardi.

*Aggiornamento ore 19.23 La dichiarazione di Gucciardi ai giornalisti presenti all’Ars:
“Oggi nel corso della riunione di gruppo abbiamo avviato una discussione, in stretto contatto con il gruppo dirigente nazionale. Siamo un partito, abbiamo delle regole, l’organismo chiamato a decidere è la direzione regionale che è stata convocata sabato”. Lo ha detto Baldo Gucciardi, capogruppo del Pd all’Ars, incontrando i giornalisti a Palazzo dei Normanni al termine della riunione di gruppo odi oggi, convocata per discutere della situazione politica e dei lavori parlamentari. “Nessuno vuole sottovalutare una crisi che oggettivamente è in atto – ha aggiunto – in questo momento serve responsabilità, da parte di tutti. Bisogna pensare innanzitutto ai problemi dei siciliani”.


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