Prescritti i reati per due boss che commerciavano pesce

Il pesce dei boss: cade l’aggravante mafiosa, reati prescritti

Forniture all'università e al Cnr
Revocata la confisca delle aziende

PALERMO – Non basta fare parte di Cosa Nostra per scattare l’aggravante di mafia nell’intestazione fittizia di un’impresa che in questo caso commercializzava pesce.

Sulla base di questo principio, stabilito dalla Cassazione, la Corte di Appello di Palermo ha assolto Paolo Calcagno e Giuseppe Ruggeri.

L’arresto nel 2015

Furono arrestati dai carabinieri nel 2015. Calcagno era il reggente del mandamento di Porta Nuova e Ruggeri il suo braccio destro. Dopo le condanne per mafia iniziò un nuovo processo stralcio.

Le forniture di pesce erano un affare redditizio per i boss di Porta Nuova che controllavano l’intera filiera attraverso le società “World fish” e “Fresco gel”. Imponevano le forniture e stabilivano i prezzi di vendita.

La condanna e l’annullamento

In primo e secondo grado ai due imputati erano stati inflitti un anno ciascuno di carcere in continuazione con la condanna per mafia. La Corte di Cassazione nei mesi scorsi ha annullato con rinvio la sentenza, accogliendo il ricorso degli avvocati Salvo Agrò e Vincenzo Giambruno.

Nel caso dell’intestazione fittizia di un’azienda bisogna valutare la sussistenza dell’aggravante di mafia al momento dell’apertura della stessa. Nel nuovo processo di appello i giudici hanno dichiarato la prescrizione del reato. Senza l’aggravante di mafia il limite temporale della prescrizione si è abbassato.

Revocata anche la confisca delle due aziende con sede in via Cappuccinelle e Tiro a segno. In realtà le imprese non esistono più da tempo.


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