"Il Rizzoli mortifica i medici siciliani" - Live Sicilia

“Il Rizzoli mortifica i medici siciliani”

La protesta degli ortopedici
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“Una mortificazione delle professionalità locali”. Così gli ortopedici siciliani commentano l’arrivo dell’istituto Rizzoli, la nuova sperimentazione gestionale della sanità regionale presentata appena qualche settimana fa e che sarà operativa dal 2012 a Villa Santa Teresa, il centro bagherese confiscato all’imprenditore Michele Aiello. Ma gli ortopedici dell’Isola non hanno preso bene la notizia, vivendola quasi come un’invasione.

In una lettera aperta, infatti, l’associazione siciliana ortopedici traumatologi ospedalieri ha espresso le sue perplessità all’assessore Massimo Russo (nella foto). Secondo il presidente dell’Asoto, Giuseppe Petrantoni, la nuova sperimentazione gestionale di Villa Santa Teresa sarebbe una “ulteriore mortificazione per chi onestamente e con professionalità lavora nei nostri ospedali, spesso fatiscenti, e costretto, pur di operare a mendicare giornalmente assegnazioni straordinarie di sala operatoria, anestesisti e spesso bisturi e teli chirurgici”.

“Questo – insorgono gli ortopedici – significherebbe darci una “patente” di incompetenti davanti a tutto il Paese, in maniera assolutamente gratuita”. Ma c’è di più. Se, infatti, tra le motivazioni addotte dalla Regione per l’arrivo dei grandi gruppi della sanità nazionale c’è la volontà di ridurre la mobilità passiva (i cosiddetti viaggi della speranza), secondo gli ortopedici siciliani: “Solo esaminando le reali motivazioni di tale esodo si potranno trovare le soluzioni adeguate. Da un esame delle patologie che “emigrano” – continuano – sembrerebbe che solo una piccolissima percentuale di queste non trovino effettivamente una soluzione nel territorio, mentre la maggior parte delle patologie interessate fanno parte del pane quotidiano di ogni buona divisione di Ortopedia”.

Proprio sul tema dei “viaggi della speranza” già poco dopo la presentazione era insorto il deputato Dino Fiorenza, ex Pd oggi al Gruppo misto. Secondo Fiorenza (medico, specializzato in Ortopedia, ndr): “La convenzione di Villa Santa Teresa col Rizzoli sarà un fallimento; verranno medici di secondo o terzo ordine, non opereranno i pazienti con tumori ossei e non verranno operati bambini, che sono le uniche patologie che emigrano per reali esigenze. La sanità – aveva aggiunto – è una cosa seria, e i problemi vanno affrontati con competenza, senza proclami, ma con buon senso e soprattutto modestia”. Insomma, tra chi ne tesse le lodi e chi protesta, l’attività preliminare del Rizzoli in Sicilia continua, anche se la strada appare ancora tutta in salita.


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Commenti

    LO STESSO STA SUCCEDENDO CON LA PROPOSTA DI ACCORPARE LA CARDIOCHIRURGIA DEL POLICLINICO CON L’ISMETT..L’ASSESSORE RUSSO FAVORISCE SOLO LO PSEUDO-PRIVATO DEMOLENDO IL SERVIZIO PUBBLICO..V E R G O G N A

    Fra poco sentiremo Russo denunciare che c’è anche la mafia degli ortopedici siciliani: ” Cosa n’Ossa”

    L’ortopedia in sicilia è a livelli infimi. Del resto quando i medici o i loro figli si fanno male sul serio non si fanno operare in sicilia.

    Gli ortopedici siciliani sono da Terzo Mondo. E lo sanno anche loro (purtroppo).

    @Amico PAolo ,bellissima questa !!! 🙂 🙂

    A proposito della notizia :conoscendo di prima mano le disgrazie dell’ortopedia siciliana posso condividere ,del grido di allarme degli ortopedici siculi, soltanto l’aspetto della critica a una operazione che rischia di rimanere di facciata senza un vero travaso di conoscenze ,competenze ,professionalita’.
    A Cefalu’ con il San RAffaele sta avvenendo qualcosa di simile.

    Il mio giudizio sull’ortopedia siciliana e’ pessimo,sconfortante ,sconcertante.E cio’ dipende anche e soprattutto ,ahime’,dagli scadentissimi mezzi (anche perche’ sarebbero costosi) che gli ospedali mettono a disposizione per la formazione e l’attivita’ operatoria degli ortopedici.

    Materiali scadentissimi,antichi,non adeguati ai passi che l’ortopedia ha compiuto negli ultimi anni,una scarsa diffusione di pratiche interdisciplinari ormai ineludibili ,
    L’ortopedia e la neurochirurgia vertebrale o se volete cerebrospinale sono il vero handicap della sanita’ siciliana.

    ABbiamo davvero le ossa rotte

    L’associazione regionale degli ortopedici dovrebbe prendere atto che, prima di quelli del Rizzoli, i migliori ortopedici siciliani sono stati Punta Raisi e Fontanarossa, assieme ai dottori Fuggire, Volarvia e Partire.

    concordo con quanto sta facendo russo

    Ma con quale faccia parlano, si sentono pure offesi,vergogna non capiscono nulla. ha fatto bene Russo a fare venire il Rizzoli in Sicilia cosi prendono lezioni questi calzolai.

    Per esperienza vi dico che se vi capita di incontrare un ortopedico Palermitano la cosa migliore da fare e SCAPPARE non solo non hanno idea ma sono pure sfacciati al punto di nascondersi dietro I mezzi che dicono si non avere
    I viaggi Della speranza sono nella speranza di Porte rimedio ai danni fatti dai sedicenti Ortopedici.
    L’unica eccezione Siciliana e’ la traumatologia di Cefalu’ per il resto vanno bene Punta Raisi Fontana rossa

    la scuola siciliana di ortopedia è notoriamente eccellente, dunque non dovrebbe temere la concorrenza!!

    Vedo centinaia, migliaia di siciliani operati nelle ortopedie siciliane senza avere più complicanze che altrove.

    La sfiducia nelle proprie risorse è una forma di “negritudine”. Per i siciliani Sciascia coniò appunto il termine di “sicilitudine”: il siciliano coi baffi e la coppola, quello del luogo comune.

    Quando ragioniamo così, diamo prova di non essere un popolo, ma una sottospecie che aspetta i colonizzatori con le perline colorate.

    Siamo alle solite , anche se sono medici e presumibilmene culturalmente elevati ,con queste dichiarazioni evidenziano il fatto che siamo un popolo di ignoranti e arroganti. Ognuno di noi che abbia avuto modo di avvicinamento all’ortopedia siciliana ha avuto modo di dare giudizi negativi.

    conosco ortopedici che lavorano nei nostri ospedali di palermo, brava gente ma nel settore sn un po scarsi . cmq va bene il rizzoli almeno il siciliano nn e’ costretto ad emigrare per un operazione…..

    i “nostri” ortopedici devono avere il buon gusto di starsi zitti, perchè l’ortopedia è seriamente l’unica branca che in Sicilia fa veramente schifo.
    E ciò ha costretto per decenni i siciliani ad andare al nord anche solo per una rottura di ginocchio.

    Probabilmente la specialità di ortopedia in Sicilia è stata quella che più ha subito le conseguenze delle influenze politiche sulla sanità. La scuola di ortopedia dell’Università di Palermo ha sofferto anni ed anni di guida non all’altezza, per cui i risultati non possono che essere negativi. Auguriamoci dunque , per il bene della sanità e soprattutto dei pazienti, che l’arrivo dei “bolognesi” serva da stimolo per un inversione di rotta.

    Infatti l’unico che lo faceva era Cuffaro.

    In tutta franchezza, tra l’esigenza di tutelare il buon nome dei medici siciliani e quella di garantire cure migliori ai pazienti siciliani opto per la seconda.. bravo assessore Russo!

    Per esperienze pregresse Vi posso assicurare che gli ortopedici siciliani non hanno bisogno del Rizzoli, si mortificano da soli……
    Inviterei i resposabili dell’Ordine a farsi un bello esamino di coscienzza piuttosto che fare ” casta ” come al solito!
    Saluti

    Ai tempi, nel 1989, era una chimera… E’ UN “ESOSTOSI TIBIALE” – UN’ESCRESCENZA OSSEA CHE ALLA LUNGA TI SBRICIOLERA’ LA TIBIA, QUI OCCORRE INTERVENIRE SUBITO”… e si parte, da buon emigrante malato che “ma cui, io nnè manu ri sti macellai ??? seee accussì arresto zuoppu”… direzione RIZZOLI di Bologna…
    Consulto, pagato a sangue di Papa di quei tempi, radiografie, esito: INTERVENTO, DOVRANNO FRATTURARE LA TIBIA, RASCHIARE E RICOMPORRE LA FRATTURA”… miiiiiiiinkia !!! (scusa l’interiezione robi, al limite se non puoi pubblicare, levala tu).
    E ora ? ? ? che si fa ? ? ? DOTTORE: allora, mi ascolti bene, qui tra intervento, degenza e riabilitazione ci vogliono 60-80 giorni, ma io non capisco, perchè è venuto sin qui? a Palermo le strutture che possono fare questi interventi ci sono???
    CI SONO ? ? ? si si, e le dico pure dove, Ospedale Enrico Albanese, tranquillo, adesso li contatto io e illustro il caso…
    Torno a Palermo, vado lì e già sapevano vita morte e miracoli della mia gamba; risultato? intervento, placca, gesso per 50 giorni, riabilitazione, tutto ok…
    MA purtroppo continuo a essere diffidente verso le strutture siciliane, nonostante sia in piedi, perfettamente funzionante… preferisco pensare che nell’89 sono stato fortunato…

    questo assessore russo non ne indovina una ….. che incompetenza, che approssimazione. L’unica sua bravura è dare incarchi agli amici e farseli dare ai parenti. è vero che manca solo 1 anno e mezzo per votare ma è troppo se si pensa al danno che quest’uomo e la coalizione che rappresenta sta facendo. se ne renderà conto anche il pd presto. il TG di La7, che non è certamente fiòoberlusconiano, da nei sondaggi di ieri (17 ott. 2011) in caduta libera. meno 0,6 % è una emorraggia di voti senza precedenti ed in questo il comportamento siciliano incide eccome.

    @ amicopaolo
    Grande battuta.
    @ tutti gli ortopedici siciliani
    Siete sicuri di quello che affermate? La scuola Ortopedica in Sicilia non è sicuramente tra le migliori. Detto questo sono curioso di vedere cosa farà il Rizzoli in Sicilia. Le stesse cose si dissero per il Gemelli a Taormina no?

    Sono di Bologna. conosco bene il Rizzoli. Mia madre vi ha lavorato operando per oltre 25 anni!
    A parte il fatto che se qui il Rizzoli è pieno di siciliani (ed altri italiani non bolognesi) evidentemente in Sicilia l’ortopedia non risponde alle esigenze oppure il RIzzoli è l’eccellenza. Propendo sicuramente per questa ultima ipotesi, visto che è riconosciuta nel mondo. E questo è oggettivo.
    Quindi c’è solo da imparare, anche per i migliori, visto che non si finisce mai.
    Comunque state tranquilli. Vedrete che accadrà ciò che è successo a Cortina, ove mia mamma ha lavorato come … inviata speciale: una volta avviata l’ortopedia, trasferito know how, modalità ecc., il testimone è passato e i medici locali, senza spocchia ma con tanta buona volontà, hanno preso in mano le redini e il destino di una ottima ortopedia.
    Fossi siciliana, terra che amo, o meglio se fossi un ortopedico siciliano, prenderei questa esperienza come una opportunità d’arricchimento e non come un’invasione di campo!

    Ben venga il Rizzoli!

    Se gli ortopedici siciliani imparassero a fare gli ortopedici non subirebbero nessuna invasione. Scelgono la Sicilia e non altre regioni, perche’ in Sicilia risiedono i più scarsi ortopedici del mondo occidentale.

    leggendo i commenti precedenti mi vien da sorridere. Come si può dare dei giudizi ad un’attività lavorativa altamente specialistica senza avere un minimo di competenza in merito.

    @un medico
    ehm…

    Medico, quello che dici è vero, in linea di principio.
    Ma un professionista deve interrogarsi sull’esistenza e sul motivo di tanta disistima dell’opinione pubblica.

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