PALERMO – “L’omicidio di Peppino Impastato ha contribuito a cambiare l’approccio dell’opinione pubblica e, molti anni dopo, anche quello dello Stato nei confronti della mafia”. Lo afferma il presidente della commissione Antimafia all’Ars, Antonello Cracolici, nel giorno dell’anniversario dell’uccisione del militante e attivista di Cinisi assassinato da Cosa nostra il 9 maggio del 1978.
Impastato, fondatore di Radio Aut, denunciava attraverso le sue trasmissioni i boss e gli interessi mafiosi del territorio palermitano. “Oggi ricordiamo le idee di Peppino, un giovane che con le sue battaglie ha trasformato il volto della Sicilia”, aggiunge Cracolici.
Il presidente della commissione Antimafia lancia però anche un allarme sul clima di violenza nelle città siciliane. “Abbiamo il dovere di non sottovalutare quello che sta avvenendo nelle nostre città, con il rumore delle armi che torna a scuotere le nostre piazze”, dice.
Secondo Cracolici, “nei soggetti della cronaca nera ricompaiono gli stessi nomi e cognomi di ieri, figli e nipoti di allora, che perpetuano una continuità di sangue che è il pilastro della cultura mafiosa”.
Lagalla: “Ha avuto il coraggio di rompere il silenzio con ironia e radicale libertà”
“Nel giorno in cui ricordiamo Peppino Impastato, credo sia importante farlo senza trasformare la sua storia in una formula celebrativa. Peppino Impastato è stato un uomo che ha avuto il coraggio di rompere il silenzio in una terra in cui parlare aveva un prezzo altissimo. Lo ha fatto con intelligenza, ironia e radicale libertà, scegliendo di denunciare apertamente il potere mafioso e le sue connivenze quando questo significava esporsi completamente”. Lo dice il sindaco di Palermo e della città metropolitana Roberto Lagalla.
“La mafia lo ha assassinato tentando non solo di spegnere una vita, ma anche di cancellare una vita, ma anche di cancellare la verità. Per troppo tempo si è provato a sporcare la sua memoria, a confondere i fatti, a delegittimare ciò che aveva rappresentato – aggiunge – Ed è proprio questo uno degli aspetti più attuali della sua vicenda: la consapevolezza che la battaglia contro la mafia passa anche dalla difesa della verità e della memoria”.
“Nel giorno in cui ricordiamo l’omicidio per mano mafiosa del giornalista e attivista – conclude il sindaco – sento il dovere di dire che ricordare Peppino Impastato non significa soltanto guardare al passato. Significa avere il coraggio di riconoscere che le mafie cambiano volto, si insinuano nelle fragilità sociali, economiche e culturali. Per questo, il suo esempio continua a parlare soprattutto ai più giovani città più libera e più giusta”.
Orlando: “Impastatto è espressione del valore della Costituzione”
“Peppino Impastato è espressione del valore della nostra Costituzione. Impastato affermava la legalità dei diritti alternativi al sistema criminale politico mafioso che teme le libertà costituzionali anche di più della giustizia penale”. Lo dice l’europerlamentare di Avs Leoluca Orlando.
“La sua uccisione – aggiunge – non è soltanto conferma della brutalità della mafia, ma anche della sua dimensione sistemica con complicità dentro le istituzioni dello Stato che hanno ostacolato e depistato per decenni le indagini allontanando la verità. La vita e il sacrificio di Peppino resteranno a futura memoria di una mafia che ha assunto il volto di uomini dello Stato”.

