Un sistema basato sull’intelligenza artificiale potrebbe presto aiutare i medici a prevedere il rischio di trombi e ictus nei pazienti con fibrillazione atriale prima ancora che le complicanze si manifestino.
È questa la sfida di STRIKE, il nuovo progetto sviluppato tra Palermo e il mondo della ricerca biomedica internazionale che punta a rivoluzionare la prevenzione cardiovascolare attraverso algoritmi avanzati, simulazioni del flusso sanguigno e modelli digitali personalizzati.
L’obiettivo è creare uno strumento capace di supportare le decisioni cliniche in modo molto più preciso rispetto ai sistemi tradizionali utilizzati oggi.
Cos’è STRIKE e perché può prevedere il rischio di ictus
STRIKE, acronimo di STroke RIsK prEdiction in Atrial Fibrillation, è un progetto di ricerca e sviluppo nato dalla collaborazione tra il Centro di Competenza ARTES 4.0, la Fondazione Ri.MED e Xenia Progetti. Il progetto mira alla realizzazione di un dispositivo biomedico innovativo basato su intelligenza artificiale e machine learning. Il sistema integrerà dati clinici tradizionali con informazioni anatomiche individuali e simulazioni digitali del comportamento del sangue all’interno del cuore.
La fibrillazione atriale e il pericolo di trombi
La fibrillazione atriale colpisce oltre 50 milioni di persone nel mondo ed è considerata l’aritmia cardiaca prolungata più diffusa a livello globale. Secondo i dati riportati dal progetto, i pazienti coinvolti sarebbero circa 4,5 milioni in Europa e un milione in Italia. Si tratta di una patologia caratterizzata da battiti cardiaci irregolari che aumenta il rischio di formazione di coaguli e complicanze molto gravi, tra cui l’ictus.
Uno degli elementi più delicati riguarda l’auricola atriale sinistra, una piccola struttura del cuore che varia da paziente a paziente e che nei soggetti con fibrillazione atriale può favorire la formazione di trombi. Secondo le stime, oltre il 90% dei coaguli associati a questa condizione si sviluppa proprio in questa regione cardiaca.
Come funziona la piattaforma basata sull’AI
STRIKE utilizzerà TAC, ricostruzioni tridimensionali e simulazioni fluidodinamiche per creare una valutazione personalizzata del rischio tromboembolico. La piattaforma sarà in grado di segmentare automaticamente l’auricola atriale sinistra, ricostruirla in 3D e simulare il comportamento del flusso sanguigno all’interno della struttura anatomica del singolo paziente.
Grazie agli algoritmi di machine learning, il sistema elaborerà un indice di rischio basato su caratteristiche anatomiche, dinamica del sangue e parametri clinici tradizionali come età, storia clinica e presenza di altre patologie.
STRIKE, chi è coinvolto nel progetto
Un ruolo centrale nel progetto viene svolto dalla Fondazione Ri.MED, istituzione internazionale con sede a Palermo nata dalla collaborazione tra Governo Italiano, Regione Siciliana, CNR e Università di Pittsburgh. Ri.MED contribuirà allo sviluppo dei modelli bioingegneristici e delle tecniche di machine learning necessarie per addestrare la piattaforma.
ARTES 4.0, centro nazionale ad alta specializzazione sulla robotica e sull’intelligenza artificiale finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, seguirà invece lo sviluppo tecnologico insieme a Mediavoice, azienda deeptech specializzata in software innovativi basati sull’AI.
La piattaforma potrà essere utilizzata dalle strutture sanitarie sia tramite servizi cloud sia attraverso installazioni dirette nei sistemi ospedalieri. Xenia Progetti, azienda capofila del progetto e partner di ARTES 4.0, svilupperà il software dedicato alla valutazione del rischio e al supporto delle decisioni terapeutiche.
“Un approccio sempre più personalizzato”
“Le attuali diagnosi si basano principalmente su parametri clinici costruiti su popolazioni di pazienti con caratteristiche comuni. L’obiettivo di STRIKE è sviluppare un approccio più personalizzato, integrando nel percorso clinico informazioni che oggi restano difficili da utilizzare: la forma dell’auricola atriale sinistra, il comportamento del flusso sanguigno, la variabilità individuale del paziente. Trasformare questi elementi in un supporto personalizzato per il paziente significa avvicinare la ricerca bioingegneristica alla cura delle persone in modo sempre più puntuale”, dichiara Danila Vella, responsabile scientifico della Fondazione Ri.MED.
“Siamo fieri di guidare un progetto che intende superare la dimensione sperimentale per dialogare con le esigenze operative delle strutture sanitarie, semplificando l’accesso a informazioni complesse e rendendole utili nei percorsi decisionali”, puntualizza Giuseppe Sorbello, presidente di Xenia Progetti.
“Il nostro contributo crea dal punto di vista innovativo le condizioni perché una tecnologia complessa possa diventare progressivamente utilizzabile e sostenibile per il sistema sanitario”, aggiunge Fabrizio Giacomelli, fondatore e CEO di Mediavoice.
“STRIKE conferma quanto sia importante costruire connessioni strutturate tra ricerca avanzata e contesti applicativi. Abbiamo realizzato una partnership strategica e sviluppato presso la nostra sede a Palermo una linea di Bioingegneria per l’Health con l’obiettivo di fare in modo che l’innovazione che generiamo possa pienamente tradursi in strumenti capaci di supportare la salute dei cittadini e delle cittadine”, conclude Enza Spadoni, responsabile della sede di ARTES 4.0 a Palermo.

