MESSINA – La polizia ha arrestato a Messina gli egiziani Salim Ahmed Mustafa 38 anni e Aliì Hasan Alì Ismail, 42, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due sarebbero gli scafisti di un barcone carico di migranti soccorsi e che ieri sono sbarcati a Messina a bordo della nave Poseidone della Guardia Costiera. Ad incastrarli le testimonianze dei profughi che hanno ribadito ai poliziotti di aver viaggiato per sette giorni in mare prima di essere soccorsi. Un giovane iracheno racconta di essere scappato in Giordania con la famiglia per sfuggire alle crudeltà dei miliziani dell’Isis. Poi Siria, Libano, Egitto. Viaggi interminabili, lavori di fortuna fino alla partenza per l’Italia.
“Circa otto mesi fa, io e la mia famiglia abbiamo lasciato l’Iraq – spiega – per sfuggire alle crudeltà dei miliziani dell’Isis. Ci ha seguito anche mio zio, che era giudice e quindi temeva per la sua incolumità. La mia intenzione era quella di raggiungere l’Italia, sicché, a tal fine, mio padre ha contattato un cittadino siriano che si è offerto di organizzare il mio viaggio, pretendendo la somma di 2000 dollari. Io e mio padre ci siamo consultati decidendo di comune accordo di accettare”.
Un tunisino di 21 anni, Fakhreddine Allegui è stato arrestato con l’accusa di essere stato lo scafista del barcone con 380 migranti recuperati il 6 agosto dalla nave Fiorillo della capitaneria di porto e portati a Pozzallo (Rg). I migranti avrebbero pagato in media 2 mila dollari l’uno e al’organizzazione criminale che ha curato il viaggio dalla Libia sarebbero andati 650 mila dollari.

