In rosso e al verde

In rosso e al verde

Commenti

    Plauso ad un commento come sempre lucido e crudo. Questa pandemia è una crisi epocale e selettiva che ha colpito poco o nulla alcune categorie, anche se non le definirei privilegiate in senso stretto e altre molto o moltissimo .
    Ci sono state scelte discusse e discutibili e nell’articolo ben si evidenzia che i governanti di questo paese, che anche in questi mesi hanno dato prova di impreparazione e confusione, non hanno tuttavia fatto nè meglio nè peggio dei governanti di altri paesi, più celebrati a livello di organizzazione generale  ma anche per i valori etici e il senso  di responsabilità di popoli, ben più abituati del nostro, al rispetto delle regole.
    Non è semplicistico affermare che la coperta è cortissima perchè l’uovo di colombo sarebbe mettere in campo controlli ferrei tali da garantire il rispetto delle regole e la sopravvivenza di chi chiede solo di lavorare e non morire. Ma chiunque sa che controllare significa prima di tutto avere acquisito  una cultura del controllo e possedere risorse, tante, per attuarlo e noi non abbiamo ne l’una e forse neanche le altre. Del resto come per la sanità non è certo in un periodo di emergenza che si può recuperare il tanto terreno perduto in anni di indecenza.

    MULTARE SENZA PIETA’ E TIMORE I SENZA MASCHERINA O CHI STA CON NASO IN BELLA MOSTRA.Senza le maniere forti i contagiatori volontari e insensati faranno un favore eterno al Coronavirus.Zone rosse inefficaci.Ronde efficaci.Ing.Gaspare Barraco.Marsala.

    In momenti difficili come questi, si dovrebbe avere la migliore classe dirigente, ma purtroppo non l’abbiamo poiché nel tempo, anche noi cittadini siamo stati complici di eliminarla, con le scelte elettorali. Ma aldilà di questa considerazione, oggi chi ci governa a tutti i livelli dovrebbe mettere da parte la competizione elettorale e fare le scelte che tengono conto delle urgenze primarie ( certo non possono essere i bonus di qualsiasi natura, che servono come giustamente evidenziato a chi può spendere) cioè concentrare le risorse per la sanità e l’emergenza economica per le categorie effettivamente colpite, poi dopo che siamo usciti dalla pandemia pensiamo a ricostruire con gli aiuti che provengono dall’UE. Ricordandoci che i fondi vanno spesi tutti per il rilancio dell’economia, no bonus, no fondo perduto , si prestiti in 30/50 anni a tasso zero con la garanzia dello Stato, no lo Stato imprenditore, si alle riforme che rivedano il sistema burocratico.

    ALLA LUCE DI QUANTO RIPORTATO NELL’INTRUDUZIONE DELL’ARTICOLO, MI VIENE DA RIDERE PER NON PIANGERE, SE PENSO CHE IL COMUNE HA APPROVATO UN REGOLAMENTO CHE PREVEDE LA SOSPENSIONE DELLE LICENZE PER TUTTE QUELLE ATTIVITA’ CHE NON PAGANO I TRIBUTI.
    CONSIDERATE LE GIA’ CHIUSURE DELLE ATTIVITA’ PRE CORONAVIRUS, DA SOMMARE QUELLE IN PIENO CORONAVIRUS, A QUELLE SUCCESSIVE AL CORONAVIRUS, CHE COSA GLI RIMANE AL SINDACO ORLANDO DI CHIUDERE. QUEL REGOLAMENTO E’ SEMPLICEMENTE UNA VERGOGNA ED UN VIOLENTO SCHIAFFO DATO A PERSONE CHE ANCORA A PALERMO INCOSCIAMENTE VOGLIONO CONTINUARE A FARE IMPRESA.
    MA POI DOVE SONO LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIE?

    Il blocco di tutto è la cosa più facile e credo che sia l’ultima volta che si può fare, troppo tempo ormai sono sospese le garanzie costituzionali, la gente non ne può più, paghaimo gli errori della politica a tutti i livelli ed il loro immibilismo, si rischiano riveolte sociali che porteranno il paese nello sconcerto più totale, ma a questi signori lo stipendio arriva , per adesso

    Concordo con il signor Barranco…basta chiusure..che ci lascino liberi di vivere e lavorare con gli accorgimenti e puniscano severamente chi non si comporta correttamente..quindi le somme impiegate per gli inutili aiuti si possono impiegare più proficuamente per le forze dell’ordine…aumentando numero di pattuglie e controlli serrati

    La politica siciliana, contrariamente allo Stato, ha fatto scelte folli, clientelari e fasciste. E questi sono i risultati.

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Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Intanto dall'elenco mancano i politici i casi auteri e.mancuso ci dicono anche di più. Che le tangenti si allignano all'interno delle leggi stesse e che il principio del tot a testa per deputato finisce con il dare la stura a tangenti e malaffare, senza dover passare per forza dal burocrate connivente

quando si accusa una persona in quanto custode di misteri, generalmente si sottintende sussistano colpe e responsabilità. Il "mistero" è invece una verità non accertata, sovente effetto di suggestioni su cui non si possono certo basare sentenze e condanne. Il caso di Contrada resta controverso, così pure la posizione dei Tribunali ( italiano e comunitario ) che in modo diverso si sono espressi sulle sue vicende giudiziarie. I legali che lo hanno assistito, si sono sempre battuti per lui, mostrando un coinvolgimento emotivo che normalmente i professionisti che curano la difesa non hanno. Altre persone hanno avuto percezioni di segno opposto. Ma il caso di Bruno Contrada non è isolato e per alcuni versi è accostabile a quello dei generali Mori e Subrani. Dall'iter dibattimentale si può avere la sensazione che abbiano forse in modo personale interpretato e seguito metodologie investigative non pienamente conformi a quelle considerate rituali. Fatto sta che dieci anni di processi hanno coagulato sentenze ben circostanziate di piena assoluzione e che hanno, nei fatti, bollato come fantasiosa l'ipotesi di trattativa Stato-mafia. Ciò non ha tuttavia evitato che l'impianto accusatorio elaborato dalla Procura di Palermo avesse uno strascico mediatico di ombre e riserve che gli alti Ufficiali dell'Arma continuano a percepire come "macchia" al proprio Onore di servitori dello Stato. Stessa storia è quella di Calogero Mannino, 30 anni di udienze con un unico P.M. a sostenere ostinatamente le accuse ed un unica verità processuale: innocente. Ma ciò lasciando vivi i postumi di un travaglio che resta irrisolto ed impossibile da interiorizzare. Contrada si è accomiatato dalla vita, è stato pure risarcito dallo Stato italiano ma solo in quanto costretto dalla Corte europeo. L'articolo di stampa riportava che le firme apposte sull'apposito registro esposto nell'androne di casa fossero appena di qualche decina. MA su tutte faceva mostra il saluto commosso dei nipoti, a lui grati per essere stato un buon Nonno. Alla resa dei conti sono forse i soli a non avere mai nutrito ombre o riserve, perchè per loro era solo nonno Bruno.

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