Bufera giudiziaria su Rizzotto | Indagine sull'ente del deputato - Live Sicilia

Bufera giudiziaria su Rizzotto | Indagine sull’ente del deputato

Tony Rizzotto

La Procura indaga per peculato nella gestione dell'Isfordd, guidato fino a pochi mesi fa dal primo 'leghista' all'Ars che commenta: "Non so nulla".

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PALERMO – Stipendi mai pagati e Tfr sparito nel nulla. L’ennesima bufera giudiziaria sulla Formazione professionale siciliana travolge l’Isfordd, l’ente gestito fino a pochi mesi fa dal neo deputato regionale Tony Rizzotto, il primo leghista a sedere all’Assemblea regionale siciliana. Alle elezioni del 5 novembre scorso era candidato con la lista di Noi con Salvini e Fratelli d’Italia.

L’inchiesta è alle battute iniziali. È stata avviata lo scorso febbraio. Fino allo scorso settembre risultava iscritta ancora a carico di ignoti, ma con la contestazione di un reato specifico: il peculato. Reato che, codice alla mano, viene commesso dal “pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio la disponibilità di danaro altrui se ne appropria”.

Tutto parte dagli esposti di cinque dipendenti dell’Isfordd – Istituto formativo per disabili e disadattati sociali – di cui Rizzotto fino allo scorso luglio era legale rappresentante. Ed è proprio sul nome del neo deputato che i lavoratori puntano il dito. L’indagine penale si incrocia con la procedura amministrativa. L’assessorato regionale alla Formazione professionale ha avviato l’iter per revocare i finanziamenti all’ente di formazione con sede a Palermo, in via Val di Mazara, a cui è stato chiesto, più volte, il rendiconto delle spese. Una richiesta caduta nel vuoto. E così nel marzo scorso si è attivata la Regione.

Nel frattempo, però, i dipendenti, assistiti dall’avvocato Sergio Visconti, si sono rivolti al nucleo di Polizia tributaria di Palermo. In particolare, ai finanzieri del Gruppo tutela spesa pubblica di via Francesco Crispi. Gli esposti, trasmessi in Procura, sono finiti sul tavolo del procuratore aggiunto Sergio Demontis e del sostituto Maria Teresa Maligno che hanno aperto un fascicolo.

Demontis è lo stesso magistrato che coordina le indagini su un altro neo deputato, Edy Tamajo di Sicilia Futura, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale: l’ipotesi è che siano stati promessi venticinque euro a voto. Per evasione fiscale, ma a Messina, è indagato Cateno De Luca, eletto nell’Udc, mentre è di ieri la notizia dell’inchiesta che ha portato ai domiciliari un altro candidato (primo dei non eletti ad Agrigento) alle ultime regionali, il grillino Fabrizio La Gaipa.

I finanzieri della Tributaria, su delega della Procura, stanno spulciando i conti dell’ente di formazione, e non solo, e studiando i movimenti bancari. I lavoratori, infatti, nel caso del trattamento di fine rapporto, ritengono che i soldi siano stati versati dalla compagnia assicurativa, che ne ha gestito l’accantonamento, all’Isfordd. Non c’è traccia, però, del passaggio successivo: il denaro non sarebbe stato girato ai lavoratori.

E la vicenda relativa alla gestione dell’ente è ricavabile anche dalle carte della Regione. A marzo, infatti, il dipartimento Formazione e Istruzione avvia il procedimento di revoca di finanziamenti dell’Avviso 20. Il motivo? È tutto in una sfilza di anomalie segnalate dall’assessorato. Una su tutte: l’ente al quale spetta l’obbligo di rendicontare le spese per ottenere il finanziamento dell’Unione europea aveva “dichiarato” zero euro. Nessuna somma rendicontata, insomma. E l’approfondimento della Regione ha fatto emergere, come rintracciabile in una nota del 20 marzo scorso, “criticità non sanate”. Tra queste, il fatto che le attività formative sarebbero state “realizzate da docenti con esperienza didattica e professionale inferiore a quella prevista dal progetto approvato”; anomalie sulla sede scelta per le seconde annualità delle lezioni. Dubbi anche sulle attività di stage: “Le convenzioni – scriveva in marzo l’assessorato – non riportano la data di stipula e non si evidenziano le coperture assicurative Inail agli allievi; i registri di stage non sono completi in ogni sua parte; l’assenza di tutor aziendali, sostituiti da personale interno all’ente”. E ancora “non si evidenzia – scrive l’assessorato – l’adozione di una contabilità separata o di un sistema di codificazione contabile adeguato per tutte le transazioni relative all’operazione”.

Da lì è partito come detto il procedimento di revoca dei finanziamenti per due progetti dell’Avviso 20, per un totale di oltre un milione e mezzo di euro, di cui più di un milione già erogato all’ente. L’ente infatti ha risposto solo in parte ai rilievi mossi dalla Regione. Il procedimento dovrebbe concludersi nelle prossime settimane. Secondo fonti dell’assessorato, l’ente non avrebbe rispettato a molte prescrizione del vademecum relativo ai corsi finanziati dall’Ue.

Nel frattempo. Rizzotto ha formalmente lasciato la presidenza dell’ente. Da fine luglio, infatti, a guidare l’Irsfordd è Salvina Profita. Un binomio non del tutto inedito. È il 2012 infatti quando l’allora governatore Raffaele Lombardo sceglie proprio Rizzotto, che si era candidato senza successo nel 2008 alle Regionali tra le fila del Pdl, per guidare la società regionale “Italia Lavoro Sicilia”. Nomina che “salta” a causa di una incompatibilità: Rizzotto è infatti un dirigente del Comune di Palermo, ruolo che gli impediva di ricoprire quello di presidente dell’ente regionale. Poco male, Lombardo allora decise di nominare, al suo posto, proprio Salvina Profita, la “nuova” presidente di Irsfordd.

E in effetti, la storia politica del “primo leghista all’Ars” è segnata dalla presenza di Raffaele Lombardo. Nel 2006, infatti, Rizzotto centra l’ingresso all’Assemblea regionale nella lista dell’ancora giovane Movimento per l’autonomia: riceverà oltre 8 mila voti di preferenza. Sarà quello, per molti anni, l’ultimo “sorriso” elettorale del politico: andranno male, infatti, i nuovi tentativi per l’Ars nel 2008 (col Pdl) e nel 2012 (di nuovo con l’Mpa) oltre alla corsa per le politiche, sempre con gli autonomisti, nel 2013. Fino al successo del 5 novembre. Che ha portato dentro Palazzo dei Normanni il primo leghista alla siciliana.

Ascoltato dall’Ansa su quanto rivelato da Livesicilia, Rizzotto ha commentato: “Non so nulla”.


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Commenti

    Secondo me dovrebbe essere indagato prima chi gli ha fatto il parrucchino ….

    Il Presidente Musumeci non è stato ancora proclamato e le attenzioni “in punto di diritto” sono intanto rivolte al nuovo Parlamento regionale. Nulla da eccepire, specie in un settore dove da tempo le dame di caritá e gli operatori sociali hanno ceduto il passo a rampanti promotori del “niente mestiere”. – Provate a cercare un giravite, una chiave a brucola o una elettrosaldatrice dentro un CFP – Oggi Il dubbio di questa indagine ufficializzata correrá sui comunicati ma ho imparato in questi ultimi 5anni che l’universo della ex formazione vive una dimensione parallela alle dimensioni ordinarie della vita sociale. Risparmio la scontata formuletta della fiducia negli organi di giustizia, che sarà il ritornello con cui si chiuderanno comunicati e dichiarazioni ed auspico che le attivitá della Procura presentino presto il resto delle indagini consentendo al nuovo governo di separare il grano dalla paglia. Buon lavoro a tutti. Tutto e presto, come nelle vecchie ambizioni giovanili del ‘68, perchè nell’augurio realista c’è il “rifiuto dell’impossibile”.

    Sicilia terra irredimibile o solamente impresentabile?
    Resta sempre valido il commissariamento da affidare alle tre persone perbene Michele Ainis
    Tito Boeri e Roberto Scarpinato?

    Ok
    Abbiamo capito la direzione…

    Il prossimo a quale schieramento apparterrà ?

    …spero che il magistrato di turno possa realmente trovare la verità così da poter impiantare il suo mega successo …se no …soldi dei contribuenti in fumo …per ciò che si rivelerà solamente polvere ..

    PENSANO all’isfirdd per due €…. AL VECCHIO CEFOP con buco da 100 milioni di € di cui 40 milioni di € di TFR … TUTTO OK.. MAH…..

    Leghista? Direi più autonomo!

    Il parrucchinu piu corto no?..bha!!

    Se si continua così mi sa che andremo nuovamente ad elezioni.

    non si salva nessuno.poveri Sicilia e poveri siciliani

    Rizzotto, ha frequentato l’mpa, appreso l’arye dei numeri da di mauro?

    Adesso sara buttato fuori dal suo partito che, giustamente, non poteva sapere dell’indagine perché non provvisto di sfera che legge il futuro. Sarà buttato fuori giusto?Anchevtenuto conto della presunzione di innocenza

    Ormai è chiaro e palese quale strada hanno preso certi magistrati.Siamo alle solite.Per il Presidente Musumeci ,si capisce,non sarà una passeggiata.

    Ed è proprio mentre si tentava di separare il grano dalla paglia che ci si è accorti che il primo andava ai gestori e al personale e la seconda agli studenti. Senza dimenticare le brillanti carriere politiche costruite su grano e paglia da noti personaggi “benefattori”.

    Ti suggerisco Zorro.

    Tutto questo inizia a sembrare paradossale. Ogni giorno spunta la notizia di un deputato arrestato/indagato/… di ogni scheramento. Ma perché tirare fuori tutto questo adesso? Non si poteva fare/sapere prima ? È tutto molto strano, al limite della credibilità …..

    Se aspettiamo la lista si allunga……sono 70 i nostri deputati

    UN PICCOLO SUGGERIMENTO: COMMISSIARARE LA REGIONE. ( TOGLIERE IL VINCOLO DI REGIONE A STATUTO SPECIALE ” TANTO I NOSTRI POLITICI NON LO HANNO MAI APPLICATO”).

    ANCHE INGROIA ERA PERBENE INVECE E’ STATO UN DISASTRO E HA PENSATO SOLO ALLA SUA POLTRONA.SVEGLIATI

    a forza di candidare Spregiudicati………d’altronde chi candida ad amministrare la cosa pubblica personaggi con gia 14 processi ( De Luca )…….chi candida chi rimpiange la vecchia mafia nel quartiere popolare catanese…….è chiaro che si fa una politica spregiudicata al limite della legalità……….

    Questo settore della Formazione Professionale in Sicilia è una cloaca dove buona parte dei partiti ci hanno sguazzato da decenni. Ora è venuto il momento di mettergli mano seriamente azzerando tutto e ripartendo con grande oculatezza rivedendo Ente per Ente requisiti e conti. Il Governatore Musumeci ha un compito arduo e delicato da affrontare. La Formazione il colpo di grazia finale lo ha avuto col Governo Crocetta che ha affidato a degli incompetenti il delicato settore. Mettere ordine subito e in fretta con gente capace che sa come fare una vera pulitura di tutto lo schifo dentro l’Assessorato alla Formazione professionale smantellando complicità consolidate negli anni.
    Vigilanza a 360° in questo Assessorato egregio Presidente Musumeci. Altrimenti questa delega la avochi a se stesso.

    Stefano, prima si è fatto, si sono detti nomi e cognomi ma purtroppo come può vedere ai siciliani piace così…e così sia.

    Chissà la faccia di Salvini alla notizia…ieri pontificava in video contro il Movimento 5 stelle per l’altro arresto ed è quasi la stessa cosa!!

    Forse è’ cominciata l’epidemia…ancora solo 4…

    Infatti io ho già i nomi……

    Per accontentarla All’eroico giustiziere mascherato Don Diego De La Vega ci affiancherei anche Mister Bernardo ,il personaggio ideato da Johnston McCulley

    Ma Rizzotto non è un dipendente comunale? Come mai era Presidente dell’Ente? Aveva avuto un’autorizzazione dall’Amministrazione pubblica da cui dipende? I pubblici dipendenti non hanno obbligo di esclusività?

    Incredibile che qualche lettore si indigni non per la vicenda in sè ma per la doverosa inchiesta della Procura.
    Spiegate a lorsignori che l’azione penale è obbligatoria e che se non indagassero, i pm sarebbero accusati di omissione di atti d’ufficio.
    solidarietà alla magistratura bersaglio degli attacchi dei soliti noti

    “Secondo me dovrebbe essere indagato prima chi gli ha fatto il parrucchino ….”
    GENIALE!!!!!!!!!!!!

    Vogliamo accennare anche agli stipendi elevatissimi nel settore della Formazione?

    sono solo 70, stai sereno.

    Sal, mi permetto di suggerirle invece di Bernardo perché non Bernarda. Pari opportunità docet.

    Ineccepibile il riferimento all’obbligatorietà dell’azione penale. Ma non dimentichi che essa è spesso disattesa perché i pm non trovano la giusta “spinta interiore” per avviarla. Ce n’è stato uno, che poi si dimesso senza una plausibile ragione, che – nonostante che la legge gli imponesse di acquisire tutte le risultanze, comprese quelle a favore dell’indagato – disse che non lo aveva fatto proprio perché favorivano l’indagato.
    La legge è una cosa, la sua applicazione un’altra.

    Veramente ad azzerare tutto ci ha pensato Crocetta, facendo chiudere tutti gli enti storici che avevano la gran parte di personale a tempo indeterminato. Il problema è che gli approfittatori sono migrati nelle “nuove strutture” e il personale è a casa ormai da anni in attesa di riforme millantate e mai fatte.

    Per completezza prima di essere dipendente comunale è stato dipendente nella formazione professionale.

    Per verificare la regolarità dell’accantonamento del TFR basta chiedere all’INPS l’estratto conto di tesoreria.
    Per i lavoratori che hanno scelto di accantonare il TFR presso istituti di assicurazioni basta chiedere ai medesimi Istituti copia dell’estratto conto dei versamenti effettuati dal datore di lavoro. In caso di mancato accantonamento delle quote di TFR segnalare l’anomalia alle autorità competenti

    ………concordo, anzi proporrei il rinvio a giudizio immediato!

    Anche questo..ma allora c’è proprio una maledizione, possibile che ancora non insediati e subito incriminati o indagati? qualcosa non funziona, questa è gente che ha sempre lavorato, sudato e fatto risparmi a costo di grandi sacrifici.

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