CATANIA – Dopo i nuovi sviluppi dell’inchiesta sulla Banca di Sviluppo Economico spa di Catania, conosciuta come banca Base e le diverse perquisizioni scattate su disposizione della Procura di Catania che hanno riguardato la banca, poi assorbita dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa, il Codacons ricorda che nel febbraio scorso aveva denunciato alla Procura con un esposto, attraverso l’Avv. Carmelo Sardella, Dirigente dell’Ufficio Legale Regionale, possibili gravi irregolarità nelle funzioni delle autorità pubbliche di controllo, Banca D’Italia e Consob.
Il Codacons, quindi, plaude all’intervento del nucleo di polizia valutaria di Roma, ed all’intervento del nucleo di polizia economica e finanziaria del comando provinciale di Catania. L’accusa ipotizzata, infatti, è quella di concorso in ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. La Banca d’Italia aveva chiesto all’assessore all’Economia della Regione Siciliana lo scioglimento degli organi con funzioni amministrative e controllo della banca, tanto che è scattata la sottoposizione all’amministrazione straordinaria. Avevamo segnalato alla Procura di Catania ombre sulla gestione operata dalla banca prima di essere posta in amministrazione straordinaria, afferma l’Avv. Sardella.
In tal senso il Codacons aveva chiesto alla Procura di accertare nel dettaglio l’attività di vigilanza svolta dalla Banca d’Italia e dalla Consob in merito alla Banca Base, e se potessero configurarsi responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti quali omessa vigilanza, il reato di omissioni in atti di ufficio ex art. 328 c.p. e concorso negli illeciti contestati, con grave e diretto danno per tutti gli azionisti e correntisti, investitori e risparmiatori, e valutare se sussistessero responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti a carico dei vertici della banca prima di essere posta in amministrazione straordinaria.

