Inchiesta sullo scandalo Ciapi| Udienza preliminare a marzo - Live Sicilia

Inchiesta sullo scandalo Ciapi| Udienza preliminare a marzo

L'insegna del Ciapi di Palermo

Il giudice per l'udienza preliminare Lorenzo Matassa dovrà decidere se mandare sotto processo venticinque imputati: venti persone fisiche e cinque società. Sono tutti indagati nello scandalo che travolse l'ente palermitano di Formazione professionale.

IL PROCESSO
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PALERMO – Il processo denominato Ciapi 2 approderà in aula il prossimo 25 marzo. Il giudice per l’udienza preliminare Lorenzo Matassa dovrà decidere se mandare sotto processo o meno venticinque imputati: venti persone fisiche e cinque società. Sono tutti indagati nello scandalo che travolse l’ente palermitano di Formazione professionale al centro di un presunto giro di truffe e false fatturazioni.

L’elenco degli imputati sui apre con Fausto Giacchetto, manager della pubblicità e consulente dell’ente di formazione palermitano, e con il suo ex presidente, Francesco Riggio. Poi, ci sono i politici: Francesco Scoma, senatore di Forza Italia, l’ex deputato regionale Santi Formica, anche lui di Forza Italia, l’ex parlamentare del Pdl all’Ars, Salvino Caputo, e Nino Dina, dell’Udc, attuale presidente della commissione Bilancio del Parlamento siciliano. Ed ancora: gli ex consiglieri comunali di Palermo Salvatore Alotta e Gerlando Inzerillo (Pd e Grande sud), il sindaco di centrodestra di Santa Flavia, Salvatore Sanfilippo.

Il solo Scoma è indagato per corruzione e violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti. Scoma, secondo l’accusa, da ex assessore regionale alla Famiglia avrebbe consentito al Ciapi di ottenere finanziamenti per 5 milioni di euro, parte dei quali sarebbero poi finiti nelle tasche di Giacchetto, le cui società si occupavano dei piani di comunicazione per conto dell’ente di formazione con sede al Roosevelt di Palermo. In cambio Scoma avrebbe ottenuto il pagamento di 13.200 euro di spese elettorali, un soggiorno a capri (6.400 euro) e due abbonamenti allo Stadio Barbera per assistere alle partire del Palermo. Tutti gli altri indagati rispondono solo di finanziamento illecito ai partiti, un reato che si prescriverà nel 2016.

A completare l’elenco degli indagati, per le ipotesi di truffa, ci sono Sandro Compagno e Carmelo Bellissimo, dirigenti del Ciapi, Calogero Bongiorno, che per l’ente di formazione curò il progetto Co.Or.Ap finito al centro dell’inchiesta, e degli imprenditori Vincenzo Li Mandri, Massimiliano Sala, Armando Caggegi, Giancarlo Ferrara, Maurizio Pipitone, Antonina Di Salvo, Alfredo Flaccomio, Ornella Graziano. Le cinque società coinvolte nell’indagine sono: Media Consulting, Media Center&Managment, Effemmerre Group, Cofarg, Adilat sas. Giacchetto è già sotto processo nella cosiddetta inchiesta “Ciapi 1” assieme a Stefania Scaduto e Concetta Argento (rispettivamente segretaria e moglie di Giacchetto), Francesco Riggio, ex presidente del Ciapi,

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Agnello, Demontis, Paci, Padova e Picchi, è già sfociata in due condanne e in un altro processo. L’ex assessore Gianmaria Sparma ha patteggiato la pena mentre l’ex dirigente del Consorzio Asi di Palermo, Domenico Di Carlo, è stato condannato in abbreviato.

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Commenti

    Ma rinuccio lo nigro sempre pulito esce booooooooo

    …SE SI ANDASSE A SCAVARE A RITROSO…PROBABILMENTE SI SCOPRIREBBERO ALTRE MAGAGNE AL CIAPI…FUNZIONARI E DIRIGENTI MOOOOLTO INTERESSATI A RICOPRIRE RUOLI ALL’INTERNO DELL’ENTE…OGGI PAGANO (FORSE) IL CONTO GIACCHETTO…BELLISSIMO…E CHI RICOPRIVA IL LORO POSTO PRIMA? ERANO TUTTI SANTI??? MMMMHHH!!!! BELLO STARE AL CIAPI!!!

    Verranno tutti assolti.

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