L'incontro per l'acqua pubblica e le ombre sulle primarie del Pd

L’incontro per l’acqua pubblica e le ombre sulle primarie del Pd

A casa di Angelo di Capodicasa c'erano Marco Campione e Cesare Damiano
L'INCHIESTA DI AGRIGENTO
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PALERMO – L’incontro ci fu, anche se l’onorevole Angelo Capodicasa lo ha negato, e spuntano anche ombre sulle primarie del Partito democratico di qualche anno fa.

L’appuntamento

Alle 19:50 del 18 agosto 2015 Marco Campione e Giuseppe Giuffrida si incontrano in una piazzola adiacente allo svincolo della strada statale 115 per Cattolica Eraclea. Il consigliere comunale Giuffrida arriva al volante di una Fiat Stilo, l’imprenditore Campione a bordo di un’Audi S3.

E la sera in cui si svolge l’incontro fra il numero il numero uno di Girgenti Acque, da ieri in stato di fermo, e i due deputati nazionali del Partito democratico Angelo Capodicasa e Cesare Damiano. Tramite loro, secondo la Procura di Agrigento, Campione avrebbe spinto la presidenza del Consiglio dei Ministri (il premier era Matteo Renzi) ad impugnare la legge sull’acqua pubblica votata dal’Ars.

La legge sull’acqua pubblica

Una legge che fu in effetti cassata nella sua parte principale dalla Corte costituzionale. Furono dichiarati illegittimi i commi che in sostanza bloccavano l’affidamento senza gara e con lunghe concessioni del servizio idrico ai privati. Nel merito i commi configgevano con la normativa nazionale che riconosce la libertà di affidarsi a società pubbliche o private.

Il contrasto fra norma nazionale e regionale era evidente, così come è evidente che Girgenti Acque, e gli altri privati, ne trassero un beneficio alla luce della concessione trentennale per gestire il servizio idrico in provincia di Agrigento. Capodicasa, convocato dai pubblici ministeri, ha detto di non ricordare quell’incontro avvenuto nella sua casa estiva ad Eraclea Minoa.

I politici fotografati

Le fotografie scattate dagli investigatori mostrano il contrario. Campione all’epoca era un noto uomo di affari, un imprenditore non indagato. Dunque alle 19:50 Giuffrida parcheggia la sua Fiat Stilo e sale sulla Audi S3 di Campione. Alle 20 arrivano davanti all’abitazione di Capodicasa ed entrano. Alle 20:20 una Alfa Romeo 159 con tre uomini a bordo giunge sul posto. Uno dei tre è Cesare Damiano, ed l’unico ad entrare in casa. Alle 21:20, un’ora dopo, Campione e Giuffrida escono accompagnati fino all’uscio da Capodicasa e Damiano.

“Ho cambiato l’urna” delle primarie

Campione e Giuffrida salgono di nuovo in macchina. Commentano l’incontro e confermano di avere parlato dell’acqua. E si ripromettono di tornare a discutere con i loro interlocutori nazionali. Nulla di strano: un consigliere comunale che fa da tramite con due politici affinché ascoltino le istante di un privato. Il punto è che da lì a poco Giuffrida e Campione iniziano a dare per certo, due mesi prima che accada, che la Presidenza del Consiglio dei ministri impugnerà la legge siciliana sull’acqua pubblica.

I due parlano anche di politica ed elezioni: “Purtroppo certe volte non mi ascolta Angelo… ad Angelino io l’ho salvato la deputato”, dice Giuffrida. Che aggiunge: “A Cattolica quando ci furono le primarie gliel’ho fatto portare i voti di Cattolica che io ho chiuso all’ultimo, ho cambiato la come si chiama l’urna… ho cambiato e ho trovato i voti di Capodicasa che ti sembra che mi faccio prendere per minchia? A me il democristiano me lo ha detto facciamo così prendiamo l’urna… avevamo l’urna e poi le ho cambiate”.

Gli investigatori ritengono che Giuffrida facesse riferimento alle primarie del Partito democratico che si svolsero dal 8 dicembre 2012 per l’elezione del segretario e dei membri dell’assemblea nazionale del partito in cui vincerà Matteo Renzi. Capodicasa si era candidato alle primarie del Pd in provincia di Agrigento, indette per eleggere i candidati al Parlamento in vista delle elezioni politiche del 2013.

Capodicasa ottenne 3014 preferenze e fu inserito al terzo posto della lista per la Camera dei deputati nella circoscrizione Sicilia 1. Ci fu davvero un intervento per quelle primarie, millantavano oppure semplicemente il contenuto dell’intercettazione non è chiaro e si presta a una distorta interpretazione? Abbiamo cercato una replica sia da Capodicasa che da Damiano. Restiamo in attesa di riceverla.


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Commenti

    “Purtroppo lo scandalo che ha travolto Girgenti Acque, contiene in sé tutti gli elementi del sottosviluppo doloso e premeditato che affligge la Sicilia. Partiamo dal pessimo servizio reso ai cittadini a fronte di enormi e non giustificati costi in bolletta. C’è poi la costante presenza dei politici che accettano finanziamenti e regali senza porsi il problema se tutto questo sia morale prima che legale. L’inchiesta della procura di Agrigento arriverà alle sue conclusioni ma l’aspetto giudiziario della vicenda non potrà smontare né sminuire gli elementi morali della stessa che sono già certi ed evidenti. La Liberazione dal sottosviluppo, in Sicilia è ancora un piccolo punto all’orizzonte.”

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