Ciclisti investiti | Uno è morto

Ciclisti investiti | Uno è morto

Commenti

    PACE ALL’ANIMA SUA. RIPOSI IN PACE. PERO’ MI CHIEDO ( E SPERO NON SIA QUESTO IL CASO) PERCHE’ CAMMINANO AFFIANCATI A CHIACCHIERARE TRA LORO INVADENDO MEZZA CORSIA, COME SE LA STRADA GLI APPARTENESSE TUTTA? NON PAGANO MANCO LA TASSA DI CIRCOLAZIONE, MA SONO I PADRONI DELLA STRADA

    Invece di lanciare accuse ai ciclisti, le accuse le lanci a quegli automobilistici che scrivono al telefonino mentre guidano.

    Cara Larissa22 no, non siamo i padroni della strada, siamo utenti come lo sono(siamo) gli automobilisti, solo che andiamo più piano e siamo sicuramente più deboli sui nostri trabiccoli. Pur condannando i comportamenti scorretti dei ciclisti, e tra questi non certo il camminare affiancati per due, siamo spesso bersaglio quando non vittime, come purtroppo in questo caso, di gente frustrata. Rallentare e “perdere trenta secondi” non ti costa nulla, mentre a qualcuno… la vita.
    Spero di averla intenerita un po’ e quando incontrerà un gruppo di ciclisti sarà più indulgente.
    Cordialità

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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