Ingiusta detenzione di Contrada| Risarcito con 670 mila euro - Live Sicilia

Ingiusta detenzione di Contrada| Risarcito con 670 mila euro

La Corte d'Appello di Palermo ha accolto la richiesta dell'avvocato Stefano Giordano

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PALERMO – La Corte d’Appello di Palermo ha accolto la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione presentata da Bruno Contrada, ex numero due del Sisde, condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

A Contrada, difeso dall’avvocato Stefano Giordano, sono stati liquidati 667 mila euro. La condanna dell’ex poliziotto venne giudicata illegittima dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Cassazione. La difesa chiedeva tre milioni di euro.

Nel 2017 i supremi giudici – in ottemperanza di quanto statuito dalla Corte europea due anni prima nel 2015 – dichiararono “ineseguibile e improduttiva di effetti” la sentenza della Corte d’Appello di Palermo che condannò Contrada a dieci anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Contrada, per anni poliziotto in prima linea contro la mafia a Palermo, venne arrestato con l’accusa di concorso in associazione mafiosa il 24 dicembre del 1992. In primo grado fu condannato a 10 anni, ma la sentenza fu ribaltata in appello e il funzionario venne assolto. L’ennesimo colpo di scena ci fu in Cassazione, quando l’assoluzione fu annullata con rinvio e il processo tornò alla corte d’appello di Palermo che, il 25 febbraio del 2006, confermò la condanna a 10 anni. La sentenza divenne definitiva nel 2007. Bruno Contrada, che aveva subito una lunga custodia cautelare in carcere, tornò in cella.

Il funzionario, tra il carcere e i domiciliari per motivi di salute, ha scontato tutta la pena. nel 2015, però, i giudici europei condannarono l’Italia a risarcire il poliziotto, nel frattempo sospeso anche dalla pensione, ritenendo che Contrada non dovesse essere né processato né condannato perché all’epoca dei fatti a lui contestati (1979-1988) il reato di concorso in associazione mafiosa, non “era sufficientemente chiaro”.

I giudici di Strasburgo diedero ragione all’avvocato Giordano,affermando che i Tribunali nazionali, nel condannarlo, non hanno rispettato i principi di “non retroattività e di prevedibilità della legge penale”.  

L’avvocato Giordano parla di “provvedimento libero e coraggioso ha statuito che Bruno Contrada non andava né processato, né tanto meno condannato e che, dunque, non avrebbe dovuto scontare neppure un solo giorno di

 

detenzione”.

 


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Commenti

    Ampia solidarieta’ a Bruno Contrada..!!

    Adesso, questi soldi devono pagarli i cittadini? E’ una domanda.

    670 mila euro, centinai di migliaia di euro dello Stato spesi in 30 anni di processi e a pagare saranno i contribuenti.

    Concorso in associazione mafiosa ! E’ una aberrazione del sistema italiano. se c’è un teorema da dimostrare a tutti i costi, questi sono i risultati ! E chi paga: il cittadino condannato ingiustamente e tutti gli altri cittadini che sborseranno 667,000 euro di sudate tasse! E, naturalmente, nessun colpevole per questo errore !! Se avesse sbagliato un cittadino, confisca dei beni !!!! Con questi sistemi non si sconfiggerà mai la mafia anzi, le si darà più forza !!!!!!

    I giustizialisti possono stare tranquilli: Contrada i dieci anni di carcere li ha fatti tutti. Ai garantisti rimane un rammarico: i magistrati “titolari” dell’ingiusta condanna non pagheranno

    La vanità costa. E la devono pagare i cittadini, ca certu.

    La vanità, disciamoccosì..

    (Bordin quanto ci manchi)

    E i magistrati che per anni hanno seguito il caso cosa pagheranno? Una prima pagina sui giornali se la meritano.

    Quest’uomo è un guerriero . Onore a lui

    Da qualunque lato si voglia vedere: una tristissima pagina per la storia di questo martoriato Paese.

    Certo! Così funziona in Italia, chi sbaglia fa carriera e i cittadini pagano.

    Anzi, hanno raggiunto posizioni di prestigio e di “influencer”.

    Un risarcimento per la dignità calpestata di questo grande Servitore dello Stato non può essere quantificato solo in vile denaro. Proporrei che venga divulgato ai giovani tutto ciò che ha fatto nella sua vita lavorativa al servizio della nostra sicurezza e di quella dell’Italia…

    Tantissimi Magistrati hanno onestà intellettuale, umanità e schiena dritta, come conferma la sentenza. Esistono poi altre persone a cui piace fare i caini, ci godono, facciano essi i magistrati, i filosofi, i portieri di condominio, gli impiegati delle poste, i direttori di banca o gli ufficiali della Gestapo. Questi non si vergogneranno mai della loro crudeltà.

    E’ stato maciullato in forza di un capzioso teorema ideologico: e mentre ciò avveniva, i magistrati titolari dell’inchiesta e della successiva “ingiusta condanna”, dai talk show (anche quelli messi in onda da mamma Rai) in cui faceva da padrone la solidale compagnia di giro, portavano avanti la loro narrativa obbrobriosa senza capo né coda. Ma che aveva lo scopo di indottrinare una fetta, quanto più possibile ampia, di opinione pubblica al fine di preparare l’avvento al potere di Occhetto: che intanto si ingegnava a progettare e a costruire la sua gioiosa macchina da guerra. In resto è storia. Tuttavia, l’idea originaria di arrivare al potere tramite la forza delle falangi rosse non è mai stata accantonata: e da ciò gli innumerevoli processi e le conseguenziali disastrose determinazioni che le ultime sentenze nei processi di mafia hanno messo in luce. Fino ad arrivare allo ‘scandalo del mercato delle toghe e gli accordi sottobanco tra magistratura e politica’.

    una aberrazione pagata cara. Il principale accusatore, dopo avere tentato la scalata alla politica ed avere poi rivestito una importante carica di manager di una società partecipata regionale ( è pendente un processo penale per esserci, tra altre presunte malversazioni, autoattribuito un premio di rendimento di tre volte superiore all’utile di esercizio. Ha pure subito un sequestro cautelativo per presunto danno erariale ), ora svolge attività forense.

    Il processo Contrada ha concorso alla sua popolarità, solo che chi semina vento raccoglie tempesta.

    Giusto.

    la “tranquillità ” degli uni confligge con il “rammarico” degli altri

    Dovrebbe pagare il giudice.

    Non comprendo i pollici in giù! Cioè qual’è il messaggio? Mah!

    Credo che la somma riconosciuta sia irrisoria, sia per le per la pena che ha dovuto patire Contrada con la reclusione ma soprattutto per la mortificazione che la sua famiglia ha subito in tutti questi anni, perchè, come suol dirsi, a costruire una casa ci vogliono anni, ad abbatterla bastano poche ore. L’unico sistema affinchè Contrada e la sua famiglia potrebbero essere ripagati sarebbe quello di pubblicare i nomi di tutti i magistrati che lo hanno condannato e rendere noto la carriera che hanno fatto in seguito a tale processo, il tutto con la stessa enfasi con cui è stata annunciata dai giornali la condanna del Contrada. Se intervenisse anche una legge che facesse pagare in quota parte ai magistrati implicati la somma di 667.000 credo il dolore per i familiari sarebbe leggermente più lieve.

    Separazione delle carriere e responsabilità civile per i magistrati. Due soluzioni semplici per evitare lo sperpero del denaro pubblico ed avere indagini serie e oneste.
    Esistono solo le sentenze e queste vanno rispettate!
    L’unico rammarico è che questo accade in un momento in cui siamo “distratti” da altro e questa notizia meritava la giusta visibilità, per far comprendere quanto questo due soluzioni semplici renderebbe rispetto alla parola uguaglianza.

    La maggior parte però non arriva a vedere la fine del tunnel. Complimenti per la resistenza che ha avuto. Non ci sono somme che comunque possono risarcire 30 anni di calvario.

    Ma non avendo segiuto la vicenda giudiziaria vorrei capire … era innocente … o colpevole????

    Questo non è il vero danno per lo Stato, il danno è molto di più se si considera il tempo perso per un processo che già dalle prime udienze si notava un accanimento dei mafiosi pentiti verso Bruno Contrada (che credibilità potevano avere soggetti arrestati dallo stesso poliziotto?), il danno è molto di più per lo stesso CONTRADA per le pene passate ed il fango buttatogli addosso. Ma in Italia non viene chiamato nessuno a dare conto delle proprie azioni ed alla fine chi paga sono i cittadini con le proprie tasche. Un ultima osservazione, il concorso nei reati associativi è un’aberrazione giuridica . Si dovrebbe un po’ fermarsi e fare una riflessione perché di processi dello stesso tipo in Italia in giro ce ne sono parecchi.

    Non saranno certamente 667.00 € a restituire la vita e la forza al Dott. Contrada.
    A parte il risarcimento da ingiusta condanna quanto vale la vita persa delle persone?

    Anche se l’articolo spiega con chiarezza i termini della vicenda Contrada, non sembra che il suo contenuto sia stato del tutto compreso. Eppure, l’articolo spiega bene che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che la condanna a 10 anni di Contrada è “ineseguibile” perché negli anni Ottanta non c’era ancora il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. La corte d’appello di Palermo anche se ha riconosciuto il risarcimento ha ribadito – si legge nella sentenza – che «non è stato commesso alcun errore giudiziario» e il sostituto procuratore generale Carlo Marzella aveva ricordato che «le condotte contestate a Contrada risultano accertate con sentenza passata in giudicato».
    La Corte di Palermo, dunque, si è dovuta attenere a quanto stabilito cinque anni fa dall’Europa: «La norma sul concorso esterno, configurata dalla Cassazione nel 1994 – ha scritto la Corte dei diritti dell’uomo – non esisteva nella sua connotazione tipica all’epoca dei fatti commessi da Contrada», ovvero gli anni Ottanta. «Il ricorrente non poteva dunque conoscere la pena in cui incorreva per gli atti da lui compiuti» (cioè, fatti accertati di essere stati compiuti con sentenza definitiva, tanto per essere chiari).

    Cara “maestrina”, fino a quando ci saranno penne rosse e penne nere la verità sarà terra straniera. Io propongo di spezzare le penne colorate di tutte le fazioni, (dittature).

    Purtroppo fra i tanti autorevolissimi commentatori solo in due abbiamo compreso che Contrada è stato assolto per un cavillo giuridico…

    E’ un reato che semplicemente non esiste in quanto uno potrebbe benissimo appoggiare dall’esterno l’organizzazione mafiosa senza però farne parte. Questo reato è stato costruito ad hoc in sede parlamentare….

    10 pollici in giu!

    Mah… Mi sono fatto l’idea che sia innocente… più o meno come Caino, che non fu processato dalla giustizia terrena perché quando uccise suo fratello Abele non c’era ancora il codice penale che giudicava quel gesto un reato… mi pare.

    X VITTORIO 1 E 2
    Certo in buona fede, a voi sfugge che Contrada in appello fu assolto e che, al di là degli scenari “complottisti” (possibili, anzi, contro uno come Contrada, probabili) che non devono entrare nelle valutazioni di diritto, lo “scandalo” sarebbe da ricondurre al perché sia iniziato un processo che (nullum crimen sine lege) non poteva iniziare. Il resto è sotto la vostra piena percezione. Due esempi tra gli innumerevoli possibili: Ricordate l’omicidio del colonnello Russo a Ficuzza? I sui “assassini” furono scarcerati dopo 15 anni di carcere. E così per la strage di via D’Amelio. Insomma, la magistratura può sbagliare, anche la Cassazione. Anche dopo migliaia di carte di motivazione. Basta saperlo.

    Anello (al naso), “atti da lui compiuti”. L’italiano lo capisci o ti ci vuole un traduttore?

    Agli illustri commentatori ricordo le parole del giudice Ayala: “fu proprio lo stesso Giovanni Falcone che, nel 1987, alla fine del maxiprocesso ter a Cosa nostra, sottolineò la necessità di una «tipizzazione» capace di reprimere le condotte grigie che indicava come “fiancheggiamento, collusione, contiguità” al sodalizio mafioso”. Spero che Falcone vi sia sufficiente.

    ONORE AL DOTT. CONTRADA. HA DIFESO LA SUA DIGNITA’ SFIDANDO L’IMPOSSIBILE, LOTTANDO CONTRO I SUOI STESSI COLLEGHI E CONTRO LO STATO , COME UN LEONE.RICORDIAMOCI DLLA SUA ETA’……………….NON E’ FACILE RESISTERE FISICAMENTE AD UN DRAMMA SIMILE.

    @ Vittorio – Gentile interlocutore. “Atti da lui compiuti” non significa atti previsti come reati al momento del compimento; e sorvolo sui mezzi probatori (i “pentiti”) sui suddetti atti. Lei faccia come ritiene meglio. Ma si tenga tranquillo. Contrada ormai è innocente, libero e risarcito. E l’Italia è più civile.

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