PALERMO – “Cani”, “porci”, “incapaci”, “ignoranti”, “incompetenti”, “capaci solo di battere cassa”. Sono stati questi alcuni dei “gentili” epiteti che due vigilesse del comune di Palermo, il 24 giugno dello scorso anno, si sono sentite rivolgere dopo un incidente in via Ausonia. Un incidente come tanti, senza feriti, ma che stava di fatto bloccando la circolazione in una zona di per sé già congestionata: per queste le due agenti avevano invitato i coinvolti nell’incidente a spostare le autovetture, ripristinando la circolazione.
Un invito poco gradito, evidentemente, a un uomo e a una donna che hanno cominciato a inveire contro i due caschi bianchi di via Dogali. Una pioggia di insulti che le due vigilesse, però, hanno deciso di non tollerare sporgendo denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. L’uomo e la donna hanno deciso di avvalersi di una facoltà prevista dal Codice Penale: chiedere scusa e risarcire economicamente il danno morale alle due vigilesse e al Comune, ottenendo l’estinzione del reato. Le due agenti non solo hanno accettato, ricevendo una formale lettera di scuse, ma hanno anche devoluto la somma (400 euro a testa) alla Missione Speranza e Carità di Biagio Conte.
Una procedura che il comando di via Dogali è pronto ad applicare anche a un altro caso, simile a quello appena raccontato. E a beneficiarne saranno i meno fortunati della città. Un episodio che non è certamente il primo del suo genere: quotidianamente gli agenti della Polizia municipale vengono insultati, di persona o su internet e sui social network. Una “prassi” che in via Dogali sono pronti a stroncare, facendo partire le denunce anche per le offese a mezzo web, Twitter o Facebook.

