PALERMO – Uno studio scientifico sviluppato a Palermo rende possibile misurare le risposte dell’intelligenza artificiale. Lo studio, pubblicato su Discover Artificial Intelligence di Springer Nature, introduce un metodo replicabile per classificare tono e punto di vista nelle risposte dei sistemi di Ai.
“Un sistema di intelligenza artificiale può fornire una risposta corretta ma costruirla in modi molto diversi – si legge in una nota -. Può essere freddo o empatico, tecnico o critico, orientato ai fatti, al diritto, ai valori o agli aspetti umanitari. Questa differenza non è solo stilistica. Influenza il modo in cui l’informazione viene percepita e interpretata”.
A descrivere in modo sistematico questo fenomeno è uno studio scientifico firmato da un informatico palermitano, Marco Giacalone, pubblicato nel mese di febbraio sulla rivista internazionale Discover Artificial Intelligence di Springer Nature. La ricerca propone un metodo riproducibile per misurare il comportamento discorsivo dei modelli di intelligenza artificiale, cioè il modo in cui questi sistemi costruiscono linguisticamente le risposte. Il punto non è stabilire soltanto se una risposta sia vera o falsa, ma analizzare come viene formulata.
Stesse domande, risposte diverse
Lo studio ha confrontato cinque modelli di intelligenza artificiale largamente utilizzati, sottoponendo a tutti le stesse domande aperte su temi sensibili come conflitti internazionali, diritti umani, responsabilità storiche, libertà di informazione, migrazioni e clima.
Le domande erano formulate in modo neutro e informativo, proprio per osservare come i sistemi scegliessero autonomamente la struttura della risposta. A parità di quesito emergono profili discorsivi ricorrenti. Alcuni modelli privilegiano uno stile descrittivo e distaccato, altri adottano registri più empatici, altri ancora impostazioni giuridiche o valoriali. Non varia soltanto il contenuto. Cambia l’architettura narrativa della risposta.
Ne deriva una conseguenza rilevante: la neutralità non può essere considerata una proprietà automatica del linguaggio generato dall’intelligenza artificiale. Deve essere osservata, descritta e verificata.

