ISOLA DELLE FEMMINE – Stessa modalità, zona diversa anche se si resta sempre nel mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo. Le intimidazioni degli uomini del pizzo si sono spostati da Sferracavallo nei lidi del lungomare di Isola delle Femmine.
Davanti a diversi stabilimenti balneari sono state lasciate delle bottiglie di benzina con sopra incollato un foglio di carta e la scritta: “5000 euro”. Esattamente come era avvenuto nel novembre scorso in diverse attività commerciali della borgata di Sferracavallo.
Il messaggio intimidatorio sarebbe stato recapitato a tappeto su tutto il litorale, da Isola delle Femmine a Capaci. I carabinieri stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza.
Dopo gli episodi di novembre non ci sono state denunce da parte dei commercianti. Strano che nessuno si sia fatto avanti per reclamare la tassa mafiosa. Un atteggiamento insolito o è la paura dei commercianti a vincere, viste le sventagliate di Kalashnikov esplose davanti alle attività commerciali.
A novembre, contemporaneamente alle bottiglie di benzina lasciate davanti a bar, ristoranti e tabaccherie a Sferracavallo, una decina di barche furono bruciate nel rimessaggio della Icone marine srl a Isola delle Femmine.
i picciotti del racket non si fermano. Tornano in azione all’indomani dei controlli serrati di carabinieri e poliziotti nel quartiere Zen, decisi nel corso del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto Massimo Mariani.
Il sindaco di Isola: non fermeranno il cambiamento
“Condanniamo fermamente quello che è successo stanotte sulla scia di quanto sta accadendo da mesi a Sferracavallo”. Lo dice il sindaco di Isola delle Femmine, Orazio Nevoloso, sulle intimidazioni a gestori dei lidi che si stanno preparando alla prossima stagione balneare.
“Il messaggio intimidatorio nei confronti delle attività del nostro lungomare – aggiunge il primo cittadino – non ferma l’opera di cambiamento che stiamo attraversando, lo dobbiamo ai cittadini onesti di Palermo e di Isola delle Femmine, lo dobbiamo a noi e ai nostri sforzi ma soprattutto lo dobbiamo alle generazioni future perché un popolo che si piega ai soprusi del più forte ha perso la sua anima”.

