"Questa non è Cosa Nostra": il boss sfidò la cupola, 16 arresti

“Io sono Cosa Nostra”: il boss sfidò la cupola, 16 arresti FOTO

Commenti

    Un ringraziamento alle forze dell’ordine, la mafia la combattono loro in silenzio e gli imprenditori che denunciano, tutto il resto solo e misere parole

    bravo condivido pienamente si potrebbe fare di piu’ se venissero cambiate le leggi e certi politi…

    Queste bestie non hanno capito che ormai non hanno più speranze, ed ora buttate la chiave!!!!

    Mafiosi lerci, pecore che si sentono leoni, razza bastarda.

    ci vorrebbe maggiore collaborazione della gente comune dei commercianti e dei politici

    Faccio un appello a tutti i commercianti e gli imprenditori di Palermo che ancora pagano il pizzo,denunciate i mafiosi che vi fanno le estorsioni e prima di denunciarli andate da Addiopizzo per constatare che siete in tantissimi a rivolgervi a loro o quantomeno contattateli telefonicamente(se cercate in Internet c’è nel loro sito un numero)e subito dopo andate dalle forze dell’ordine a fare le denunce di massa ossia le denunce collettive in ogni quartiere,rompete il muro dell’omertà facendo le denunce di massa ossia le collettive in ogni quartiere e sarà il colpo di grazia a Cosa Nostra Palermo,e pertanto mi auguro che il prima possibile nasca una ribellione morale,culturale,sociale e popolare contro Cosa Nostra in ogni quartiere di Palermo

    Una buona “pulizia” in via Santa Maria di Gesù (parte alta) quando si farà?
    Forze dell’ordine confidiamo in voi, liberateci dal male.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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