CATANIA – “Liquidare Riscossione Sicilia con il contestuale transito delle funzioni attualmente svolte al nuovo Ente nazionale di riscossione e con le garanzie per i lavoratori di trattamento giuridico ed economico che saranno previste per il personale di Equitalia”. Lo chiedono la Fisac e Cgil regionali che vedono nel decreto fiscale nazionale la “possibilità concreta ultima di dare un assetto definitivo e unitario al sistema di riscossione, nell’interesse della regione Sicilia, dei cittadini e dei lavoratori del settore”. “Le forze politiche e istituzionali regionali e nazionali- scrivono Cgil e Fisac regionali e il coordinamento Riscossione tributi in un documento – devono attivarsi affinché si creino le condizioni per attivare questo processo, rispetto al quale non esiste alternativa valida”. Il sindacato ricorda la “situazione difficile di un’azienda attualmente allo sbando, da un anno e mezzo senza guida autorevole e competente, in pieno caos gestionale e con la continua penalizzazione dei lavoratori”. Fisac e Cgil rilevano che “Riscossione Sicilia è una società strutturalmente in perdita come lo sarebbe qualunque agente della riscossione che si trovasse a operare in una qualsiasi regionale del Mezzogiorno, al di là degli errori gestionali, anche per le oggettive difficoltà di riscossione in un’area povera”. E’ inoltre un’ evidenza, sottolineano Mimma Argurio e Francesca Artista assieme ai coordinatori aziendali Cafari, Cassone e Ricciardo, che “la Regione non ha le risorse necessarie per fare fronte alle spese necessarie al mantenimento di un ente regionale di riscossione, specialmente nel caso che la legge preveda l’eliminazione dell’aggio”. In questo caso, spiega il sindacato, le spese il servizio verrebbero poste a carico della fiscalità generale: pagherebbero cioè tutti i cittadini, anche quelli che non hanno debiti esattoriali. Per la Cgil “il futuro è un Ente nazionale unico”. (
Il sindacato: "Nel futuro un ente nazionale unico".
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