La "Lambretta" su Termini | Ma Di Risio non s'arrende - Live Sicilia

La “Lambretta” su Termini | Ma Di Risio non s’arrende

Nuova manifestazione di interesse per lo stabilimento ex Fiat di Termini Imerese. A presentarla il gruppo Meg che produce la storica "Lambretta". Intanto Di Risio va avanti alla ricerca di un partner

NUOVO PRETENDENTE PER L'EX FIAT
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Altro giro altra corsa. Uscito (quasi) di scena l’imprenditore molisano Massimo Di Risio, adesso nello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese potrebbe approdare Giovanni Cottone, che qualche anno fa con il gruppo Motom Electronics ha rilevato lo storico marchio “Lambretta” e che è attivo anche nel settore dell’elettronica di consumo. Secondo quanto scrivono oggi Luisa Leone e Luciano Mondellini su Mf-Milano Finanza, infatti, il gruppo ha presentato una manifestazione d’interesse per il sito termitano. E se la proposta dovesse essere accettata, lo stabilimento potrebbe produrre il modello della storica due ruote e il marchio Motom, oltre a ospitare l’assemblaggio dei prodotti elettronici cinesi Akai per l’Italia, di cui Meg è importatore esclusivo. La decisione spetta, a questo punto, alla task force che dovrebbe a stretto giro essere attivata con un decreto del Ministero dello Sviluppo economico. Un’unità operativa che dovrebbe essere composta dal sottosegretario Claudio De Vincenti; dall’assessore regionale alle Attività produttive, marco venturi, dal dirigente generale della direzione generale per la politica industriale del ministero dello Sviluppo, Andrea Bianchi; dal coordinatore dell’unità di gestione vertenze della Struttura per le crisi di impresa, Giampiero Castano; e dall’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri.

Ma mentre il ministero si guarda intorno, Di Risio con la sua Dr Motor cerca ancora di portare a casa il risultato. Per questo, mercoledì prossimo si incontrerà a Palermo con il numero uno della casa cinese automobilistica cinese Chery International proprio per discutere gli accordi di partnership finalizzati a rilevare lo stabilimento. Ciò che urge all’imprenditore molisano è infatti un partner capace di portare liquidità alle casse asfittiche di Dr. E, nello specifico, 20 milioni di euro. Soldi necessari per ricapitalizzare l’azienda. Senza questo passaggio, infatti, le banche non sono disposte a finanziare il progetto per Termini. E senza le banche, la controllata Dr Industrial – il veicolo destinato a prendere Termini Imerese – non potrà mai ottenere il via libera al piano per lo stabilimento siciliano, che originariamente prevedeva 15 milioni di capitale da parte di Di Risio, a fronte dei quali ottenere 82 milioni di agevolazioni pubbliche e l’accesso a 95 milioni di garanzie bancarie regionali.

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