La mafia alla Fiera di Milano | "L'uomo di Messina Denaro"

La mafia alla Fiera di Milano | “L’uomo di Messina Denaro”

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I presunti contatti del super-latitante.

Il processo
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MILANO- Giuseppe Nastasi, amministratore di fatto del consorzio Dominus, risulta “essere intraneo all’entourage di Messina Denaro”, il superlatitante di Cosa Nostra, e assieme a Liborio Pace vorrebbe mettere “a disposizione le sue conoscenze” agli uomini vicini al capo della mafia. Lo ha detto, facendo riferimento ad un’annotazione di polizia giudiziaria, il pm della Dda milanese Paolo Storari nel chiedere 7 condanne, tra cui 9 anni per Nastasi, nel processo abbreviato sulle presunte infiltrazioni mafiose in Fiera Milano.

Nel corso della requisitoria del processo con rito abbreviato, a porte chiuse, davanti al gup Alessandra Del Corvo, il pm, da quanto si è saputo, ha sottolineato come Nastasi e il suo ex ‘braccio destro’ Pace – arrestati lo scorso luglio assieme ad altre 9 persone nell’inchiesta della Dda milanese su presunte infiltrazioni mafiose nei lavori di Fiera Milano, tra cui anche quelli per alcuni padiglioni di Expo – avrebbero avuto un atteggiamento da “intranei” all’ entourage di Messina Denaro. A dimostrarlo, secondo il pm, una recente annotazione di polizia giudiziaria, depositata agli atti, dalla quale emerge, stando a quanto spiegato nella requisitoria, che Nastasi e Pace, prima di essere arrestati, si sarebbero recati a casa di un avvocato e là gli investigatori, attraverso una captazione ambientale, hanno registrato un colloquio nel quale i due avrebbero manifestato l’intenzione di fare entrare il professionista nella cerchia degli uomini vicini al capo di Cosa Nostra.

Il pm, tra l’altro, ha depositato anche una recente sentenza del gup di Palermo a carico di un clan mafioso sempre per evidenziare i presunti legami tra Nastasi e i vertici di Cosa Nostra. Nastasi nel processo milanese è accusato di avere messo in piedi un sistema di società ‘cartiere’, che ruotava attorno al consorzio Dominus, e di fatture false per creare ‘fondi neri’, parti dei quali, poi, sarebbero state consegnate anche ad esponenti di Cosa Nostra. Dominus, tra l’altro, stando agli atti dell’indagine, attraverso una controllata di Fiera Milano spa, la Nolostand (la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria per questa società e ha commissariato anche il settore allestimento stand di Fiera), ha eseguito lavori anche per l’Esposizione Universale. Le accuse, a vario titolo, nel procedimento sono associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, appropriazione indebita, riciclaggio, anche con l’aggravante di aver agevolato la mafia. Già nell’ordinanza d’arresto era emerso che la “famiglia mafiosa degli Accardo di Partanna”, in provincia di Trapani, a cui sarebbe legato Nastasi, ha notevole “importanza” nel panorama dei clan anche per “la forte vicinanza con la famiglia di Castelvetrano Messina Denaro”. Oggi il pm ha chiesto anche altre sei condanne: 6 anni per Giuseppe Lombino, 5 anni per Francesco Zorzi, 4 anni per Calogero Nastasi, padre di Giuseppe, per Massimiliano Giardino e per Marius Peltea, 2 anni per Vasilica Onutu. Un’altra imputata, invece, Simona Mangoni, ha chiesto il patteggiamento. La sentenza arriverà il 3 febbraio, mentre Pace e altri 3 imputati sono a processo con rito ordinario (Nastasi dovrebbe testimoniare in aula il 24 gennaio). (ANSA).

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