La morte del maresciallo dei carabinieri: via al processo - Live Sicilia

Maresciallo dei carabinieri morto: “Fu malasanità”, via al processo

Escluso il legame col vaccino. Imputato un medico del 118
TRAPANI
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TRAPANI – La sua morte fu subito messa in relazione alla somministrazione del vaccino anticovid. Ma le indagini condotte dalla Procura di Trapani hanno ricondotto il decesso del maresciallo dei carabinieri, Giuseppe Maniscalco, 54 anni , ad un caso di malasanità. Imputato di omicidio colposo un medico del 118, Antonino Grammatico. Il processo è fissato per oggi dinanzi al Tribunale di Trapani.

Il sospetto del decesso legato al vaccino

Maniscalco, vice comandante della sezione di pg dell’Arma presso la Procura di Trapani, morì l’anno scorso a febbraio. Erano giorni agitati allora per via di alcune decessi di soggetti appena vaccinati con il vaccino prodotto da AstraZeneca, che avevano anche provocato, non solo in Italia, sospensioni delle somministrazioni e ritiro di alcuni lotti. E così anche per la morte di Maniscalco, vaccinatosi con AstraZeneca appena 48 ore prima del decesso, si paventò una relazione tra la morte e la vaccinazione.

L’autopsia

L’autopsia prima e le indagini successive coordinate dal pm Antonio D’Antona hanno però portato ad altro. La morte causata da una ragione cardiaca. Esclusa la causa del decesso legata al vaccino, è emerso che la sera del 19 febbraio quando il sottufficiale aveva avvertito un particolare malessere, il medico del 118 giunto sul posto su richiesta dei familiari del Maniscalco, per la Procura non dispose il suo ricovero, come avrebbe dovuto fare. Anche se fosse arrivato a casa del Maniscalco non con l’autoambulanza, ma con l’auto medica, poteva ben portare in auto il paziente per condurlo in ospedale. Il medico dinanzi ai dubbi dei familiari del Maniscalco per il ricovero, non avrebbe ulteriormente insistito. Da qui l’accusa di omicidio colposo. Maniscalco se all’aggravvarsi del danno cardiaco fosse stato in ospedale probabilmente poteva essere salvato.

L’esposto dei familiari e le indagini

L’indagine era stata aperta dalla Procura dopo un esposto presentato dai familiari del militare. Frattanto nelle giornate successive al decesso di Maniscalco, a seguito di altri decessi legati al vaccino, e all’effettivo ritiro di uno dei lotti di AstraZeneca, l’Asp accertò che la dose somministrata al sottufficiale dei Carabinieri, non faceva parte del lotto ritirato. A uccidere Giuseppe Mansicalco fu certamente un infarto, per cause non legate al vaccino.


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