La protesta dei Vigili del fuoco |"Chiediamo solo i nostri diritti"

La protesta dei Vigili del fuoco |”Chiediamo solo i nostri diritti”

Salari più bassi degli altri corpi dello stato, il mancato riconoscimento del lavoro usurante. Queste alcune delle lamentele del Conapo.

stipendi e previdenza
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CATANIA – Una manifestazione che si è svolta in concomitanza in tutta Italia. Un presidio per chiedere di essere equiparati alle forze dell’ordine e agli altri corpi dello stato. Stamani, i vigili del fuoco del Conapo, sindacato autonomo di categoria, si sono dati appuntamento di fronte la Prefettura etnea per alzare la voce relativamente al trattamento, salariale e previdenziale, diverso e neanche poco da quello di polizia e carabinieri, ad esempio.

“Vogliamo un’equiparazione vera ai corpi dello Stato – spiega Giuseppe Musarra, responsabile regionale del Conapo. I Vigili del fuoco – continua – sono il corpo meno retribuito, con oltre 300 euro in meno ogni mese, senza alcun riconoscimento pensionistico per i servizi operatici, a fronte di un servizio rischioso e usurante”.

Da qui la richiesta al Prefetto di intervenire, “per un doveroso riconoscimento – prosegue Musarra – non certo per avanzare richieste particolari o chiedere privilegi. La vita del pompiere vale quanto le altre – aggiunge – per questo abbiamo stilato un documento specifico che consegneremo al prefetto”.

Lavoro usurante, non riconosciuto a livello previdenziale, attività fino a oltre i sessant’anni ma anche, almeno in Sicilia e a Catania, mezzi vetusti, personale insufficiente e caserme e distaccamenti inadeguati. Queste le condizioni in cui sono costretti a operare i Vigili del fuoco. “A livello siciliano viviamo con mezzi di oltre quarant’anni – spiega ancora il rappresentante sindacale – spesso rimaniamo a piedie non sempre arriviamodove è richiesto il nostro aiuto, ma dobbiamo chiedere supporto”.

Non solo: anche le caserme presenterebbero gravissimi problemi, come il distaccamento Sud, di cui più volte si è occupato LivesiciliaCatania, dove non c’è acqua potabile, e la fogna è a cielo aperto. “Lì si lavora insieme ai topi”, tuona ancora Musarra che si appella alla politica sana. “Che comprenda il disagio, che poi è quello che ricade sui cittadini. Siamo alle porte dell’estate – conclude – ma non siamo in grado di dare soccorso ordinario. Il nostro lavoro è stressante, siamo pronti anche per augusta 2016, ma lo Stato dove è?”.

 

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