La Sicilia non smette di bruciare | "Attenti, resterà soltanto cenere" - Live Sicilia

La Sicilia non smette di bruciare | “Attenti, resterà soltanto cenere”

L'incendio di via Poggio del Pineto, a Bellolampo (Palermo)

L'Isola avvolta dai roghi. La politica sceglie di litigare. E c'è chi chiede l'intervento dell'esercito.

Fuoco e fiamme
di
17 Commenti Condividi

PALERMO – Non si fa in tempo a contare i danni degli incendi di ieri, che nuovi roghi distruggono altre zone della Sicilia. E per chi quegli incendi li sta combattendo, a Catania, Palermo, Calampiso e in giro per l’Isola, i fatti delle ultime ore rappresentano solo la superficie di un problema ben più radicato. “La situazione dei vigili del fuoco di Catania non è affatto rosea: il comando è in sotto organico di 52 operativi dei 494 previsti” e “23 mezzi tra autopompe, autobotti e autoscale ben 10 si trovano in officina in attesa di riparazione”. Questo il bollettino fornito da Giuseppe Musarra, segretario per la Sicilia del sindacato Conapo.

Alla Playa è tempo di raccogliere i cocci rotti, all’indomani del violento incendio che ha distrutto alcuni stabilimenti balneari e decine di auto, e spinto i bagnanti in mare per la paura. Ovunque si guardi, si scorgono ombrelloni, sdraio e cabine in legno distrutti dal fuoco; alberi e palme sono ormai persi, e il boschetto della spiaggia è devastato. Accanto, un grosso impianto di distribuzione di carburanti sfiorato dall’incendio.

Un’emergenza che ha portato all’autorizzazione del rientro da Roma “di squadre aggiuntive in straordinario per gli incendi boschivi – dice Musarra – ma il paradosso è che una di queste squadre è inutilizzata al comando di Catania perché non vi sono automezzi antincendio da assegnare. Servono interventi urgenti perché qui il personale rischia la vita. Per vedere materializzati gli importanti investimenti del governo in tema di assunzioni e di acquisto automezzi ci vorrà ancora del tempo e nel frattempo non si può esporre il personale”. Per questi motivi – osserva il segretario – chiediamo che il dipartimento dei vigili del fuoco disponga quanto prima il trasferimento temporaneo di personale operativo residente in Sicilia, ma ora in servizio in altre sedi. Sarebbe un tangibile segnale di attenzione non solo per i vigili del fuoco ma anche per la cittadinanza Catanese e delle province siciliane in emergenza”.

Per addetti ai lavori, cittadini e turisti, la giornata di ieri è stata un vero inferno. Fuoco, fiamme e cenere hanno invaso diverse zone della Sicilia: tra le fiamme diversi luoghi del Catanese e del Palermitano, ma gli incendi hanno colpito anche il villaggio turistico di Calampiso e alcune aree lungo le strade provinciali e statali che attraversano l’Isola.

Intanto, gli incendi non aspettano. Nuovi roghi nel Siracusano, nella zona delle saline di Priolo Gargallo, vicino la centrale Enel Archimede, lungo il litorale di Agnone Bagni, al confine con la provincia di Catania. Il vasto incendio nella zona delle saline si è sviluppato dalla tarda mattinata, facendo temere anche per la sorte dei fenicotteri ospitati nella Riserva naturale orientata ‘Saline di Priolo’. Evacuata la spiaggia di Marina di Priolo, dove c’erano numerosi bagnanti, che è stata invasa dal fumo nero. In azione i vigili del fuoco, gli uomini della forestale e della protezione civile, e un canadair.

A Lipari, nel rione San Calogero, oltre 25 ettari di macchia mediterranea sono andati distrutti da un rogo divampato la notte scorsa. Il forte vento ha peggiorato la situazione, e le fiamme hanno minacciato diverse abitazioni e una fattoria in zona Cicerata, che risulta essere quella maggiormente colpita. Fiamme anche nelle località Palmeto e Quattropani.

Continua a bruciare anche Palermo. A Bellolampo si sono riaccesi dei focolai, dopo il massivo intervento dei vigili del fuoco appena la notte scorsa; sono stati spenti immediatamente. Questa mattina, invece, a fuoco la zona della strada provinciale 1 e ancora via Poggio del Pineto, dove sono stati impegnati due canadair e oltre decine di squadre di vigili del fuoco. Roghi anche nella zona di Borgo Nuovo, tra via Castellana e via Erice, con diverse chiamate arrivate al centralino del 115; nel corso delle operazioni di spegnimento sono stati messi in salvo alcuni cavalli che si trovavano in una stalla. “Nonostante gli sforzi messi in campo per recuperare il surplus di rifiuti rimasto in alcune vie della città – dichiara l’amministratore unico di Rap Giuseppe Norata -, un ulteriore incendio, questa volta occorso nella strada provinciale che porta alla discarica di Bellolampo, ha bloccato i mezzi della raccolta, rallentando le attività di recupero e svilendo le azioni di programmazione decise nei giorni scorsi volte ad un veloce recupero della situazione di emergenza. In ogni caso stiamo lavorando per contenere quanto più possibile il disagio, mettendo in campo uomini e mezzi anche di altre aree aziendali”.

“La Sicilia continua a bruciare e se non si interviene in tempo, resterà solo cenere”, dice il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, che chiede “al Governo nazionale di inviare urgentemente l’esercito per fronteggiare l’emergenza. La situazione è drammatica e si profilano non solo reati ambientali, ma anche di salute pubblica per la popolazione costretta a respirare il fumo sprigionato dai roghi”. Tanasi sostiene che “nonostante i ripetuti allarmi lanciati negli ultimi anni, poco o nulla è stato fatto per prevenire gli incendi in Sicilia, e l’episodio di Catania dimostra in tutta la sua evidenza l’emergenza vissuta dalla Regione”.

“Nella morsa incendiaria che purtroppo sta avvolgendo nuovamente la Sicilia, un duro colpo al nostro patrimonio naturalistico è stato inferto alla riserva naturale orientata delle Saline di Priolo, quasi completamente distrutta dalle fiamme”. Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo di Diventerà bellissima all’Ars. “Anni di duro lavoro degli operatori e delle associazioni sono andati letteralmente in fumo. La calamità ha fortunatamente risparmiato sia i fenicotteri che l’altra ornitofauna, ma flora e piante unitamente alle strutture sono ormai solo un ricordo”. Aricò aggiunge che “occorre un nuovo giro di vite nella lotta agli incendi e soprattutto agli incendiari, poiché è fin troppo ovvio che alle gravi condizioni climatiche di questi giorni si unisce spesso la mano criminale dell’uomo, che rischia di vanificare il lavoro di tutti coloro i quali, dai forestali agli addetti delle riserve, cercano di tutelare il nostro patrimonio naturale”.

Ma la gestione degli incendi da parte del governo regionale viene duramente contestata dal Movimento cinque stelle: “Nonostante il tentativo del presidente Musumeci di deresponsabilizzarsi sull’emergenza incendi, puntando il dito solo sui piromani, ci preme ricordare purtroppo che la Regione Siciliana ha pesanti responsabilità” – affermano i deputati regionali pentastellati all’Ars e componenti della Commissione ambiente Giampiero Trizzino, Stefania Campo, Nuccio Di Paola e Valentina Palmeri. “E’ dovuto intervenire in queste ore infatti il governo Conte – continuano – a disporre il potenziamento dei servizi di soccorso dei vari comandi regionali dei vigili del fuoco, sostituendosi di fatto alla convenzione che la Regione avrebbe dovuto stipulare ad inizio stagione estiva e che non ha invece rinnovato. Della convenzione dello scorso anno peraltro i nostri vigili non hanno visto un solo euro – contestano i deputati del M5s – dato che hanno lavorato e non sono ancora stati pagati perché la Regione non ha liquidato le somme. C’è poi la mancata riorganizzazione dei forestali che provoca il dimezzamento dei viali parafuoco in tutta la Sicilia e la flessione di oltre 700 postazioni operative in tutta la regione perché mancherebbero le somme in bilancio”.

“Mentre la Sicilia brucia – spiega Trizzino – Musumeci fa il gioco che gli riesce meglio, ovvero girarsi dall’altra parte. Ci arrivano decine di segnalazioni di operatori dei vigili del fuoco e altri attori del comparto che ci riferiscono di aver chiesto più volte, tramite le loro rappresentanze, di essere ricevuti dal presidente Musumeci per attuare il dispositivo di prevenzione, sicurezza e soccorso garantito dal corpo nazionale dei vigili del fuoco dato che alla vigilia della stagione estiva, era palesemente insufficiente. Ebbene, ad oggi quello che gli operatori hanno registrato e anche i cittadini che stanno facendo la conta dei danni, è la totale inazione del governo regionale. Prova ne sia purtroppo che lo stesso incendio che ha distrutto la riserva di Priolo è partito dal ciglio della strada dove, come dichiarato dallo stesso sindaco Pippo Gianni la Regione non aveva fatto il viale parafuoco. Abbiamo quindi la prova empirica dell’inazione della Regione Siciliana sul fronte incendi e prevenzione”.

“Musumeci non nasconda le proprie inadempienze dietro ai piromani – rincara la dose il capogruppo dei Cinque stelle al parlamento siciliano, Francesco Cappello . Al presidente ricordiamo che solo qualche anno fa in circostanze simili definiva un alibi quello dei piromani, salvo rifugiarcisi oggi per sottrarsi alle sue colpe. A Musumeci ricordiamo anche che quando era ancora tra i banchi dell’opposizione tuonava contro la Protezione civile, che definiva un guscio vuoto. Ci dica se e come lo ha riempito questo guscio, ora che spetta a lui agire, visto che è al governo, anche se, per la verità, non è che abbiamo fatto molto per farlo vedere ai siciliani”.

Leggi anche:

> Ancora incendi a Bellolampo

> Cronaca di un giorno d’inferno

> Sicilia avvolta dalle fiamme – LE FOTO

 


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

17 Commenti Condividi

Commenti

    Evidentemente le pene per i piromani sono del tutto irrisorie anzi fanno ridere. E non parlo di procedimenti penali che scatterebbero forse soltanto in presenza di diverse persone decedute ma civili, per risarcire in qualche modo i danni recati alla natura dagli incendi dolosi che, anche se personalmente non ritengo quantificabili in vile denaro, si dovrebbe tuttavia cercare di fare pagare economicamente ai responsabili. Sarebbe già un passo avanti.

    Palermo stracolma di immondizia, altro che Roma ,Orlando ipotizza la criminalità organizzata che con oscure trame getta tonnellate di munnizza per le strade , la Sicilia brucia e Musumeci ipotizza organizzazioni di piromani intente a incendiare ogni angolo di Sicilia ma nessuno di questi due signori però ipotizza una sua pur minima responsabilità per non avere saputo organizzare i propri mezzi a disposizione per prevenire simili disastri , guardate egregi signori Orlando e Musumeci che ogni estate la munnizza soffoca Palermo e che ogni estate la Sicilia brucia e quindi basterebbe che in estate si ritirasse la munnizza come in inverno e almeno tre mesi prima della stagione dei roghi si provvedesse a creare i viali tagliafuoco nell zone solitamente a rischio invecedi ipotizzare di organizzazioni criminali potatrici di munnizza e roghi

    Non si riesce a capire ogni anno puntualmente gli incendi, la Regione Sicilia ha in dotazione migliaia di Forestali (circa 21.500 unità!), oltre alle flotte aerei, insomma milioni di euro di debito pubblico che vanno in fumo tutti gli anni.

    Terra senza alcuna speranza

    Perché non si indaga per verificare chi ci guadagna da questi incendi? Meglio tacere ed imprecare contro i soliti incivili. Così è la Sicilia! Ma l’esercito dei forestali che fa?

    La regione Sicilia che ha sul campo un esercito immenso di guardie forestali, in proporzione più numeroso dello stesso Canada, non riesce a far fronte, soprattutto con una attenta e oculata opera di prevenzione e messa in sicurezza dei territori, ai numerosi incendi che, specie nella stagione estiva e quasi sempre per mano “criminale”, si sviluppano e riescono a incenerire in poco tempo svariati ettari di bosco e di vegetazione mediterranea, mettendo a repentaglio la vita della gente, a rischio numerose abitazioni, e stravolgendo così intere aree di estrema importanza fauno paesaggistica. La desertificazione e il disboscamento inoltre con i suoi effetti devastanti, quali frane e smottamenti, insieme agli eventi climatici anche estremi, rappresentano poi l’epilogo di una storia già scritta di un ulteriore disastro ambientale. Le solite accuse, i soliti rimpalli di responsabilità e un sistema organizzativo forestale lacunoso, fanno da sottofondo ad un panorama spettrale di cenere e di alberi scheletriti, e nello stesso tempo costituiscono una ulteriore beffa per i cittadini siciliani. Tutto ormai è desolazione……. e la Sicilia, ancora oggi, continua a bruciare. Dott. Paolo Caruso

    sig filippo per quanto riguarda le guardie forestali, come le chiama lei, siamo appena 500 in tutta la regione di cui la metà sarà in fase di pensionamento l’anno prossimo. gli operai forestali effettivamente sono un paio di migliaia con una media di età a ridosso dei 55 anni, ma fanno quello che possono. la prevenzione, quella si fa solo quando la politica riesce a finanziare il bilancio, cosa che accade sempre più spesso a ridosso della tarda primavera inizio estate. per quanto riguarda i terreni e le case in aree a ridosso di boschi, mi creda, i privati non fanno assolutamente nulla come prevenzione. se ha occasione parli con il personale in divisa di uno dei tanti distaccamenti forestali in sicilia.

    Filippo, continui pure a credere liberamente che i “forestali” sono 21500 senza capire neanche di cosa sta parlando.
    Intanto quest’anno il personale del Corpo Forestale si è ridotto a meno di 500 unità complessivamente in tutta la Sicilia. I numeri di cui lei parla sono solo favolette in salsa gilettiana o d’ursiana raccontate a chi non ha neanche la buona creanza di informarsi e di non ripetere a pappagallo tutti i luoghi comuni trovati qua e la sul web.
    Inclusa la favoletta delle “flotte aeree”(anzi alle “flotte aerei” come scientemente lei scrive).
    Per sua informazione le “flotte aereI” ovvero gli otto elicotteri messi in campo dal corpo forestale sono bloccati da lungaggini burocratiche dovute alle normative nazionali sugli appalti vigenti, il resto non appartiene alle competenze regionali ma nazionali.
    Si figuri (lo racconti a giletti e company lei che li segue di certo) che anche gli operai stagionali addetti all’antincendio scarseggiano e non si riescono più a mettere insieme le squadre antincendio.
    Da circa venticinque anni, tranne che per pochissime unità, non si rinnova il parco automezzi e i mezzi antincendio sono rabberciati e tenuti insieme per puro miracolo, mancano pure i fondi per i presìdi di sicurezza per gli operai, ma di cosa va parlando ?????

    quanti luoghi comuni e sciocchezze che ha detto, caro signor Caruso !!!! Si informi bene !!! e tanti saluti dal Canada !!!

    Ancora con sta storia dei 21500 forestali e del canada ? Ma benedetto iddio ! Ma
    Informatevi prima di scrivere boiate simili !!!

    le migliaia di Forestali che tu dici sono a tempo determinato e di queste migliaia è come pagare 7000 operai a tempo pieno per tutta l’isola, gli operai forestali possono agire SOLO NEI DEMANI FORESTALI, nei demani comunali con art. 25 i comuni devono pagare, qualcosa, ma devono pagare, (tutti i comuni sono in dissesto) la maggiorparte degli operai sono ultra quarantenni, non c’è ricambio generazionale, i sindacati avevano proposto un incentivo di assunzioni del 10 % annuo, io direi di piu’ del 10% annuo slo di persone specializzata o da specializzarsi in motoseghista e decespugliatorista,e mantenere quella qualifica sino a sopravvenuta inidoneità fisica rilasciata dalla commissione medica dell’Asl competente, cosi’ la finiamo con io non lo posso fare, io non lo faccio, io non ho la qualifica, etc etc, ma a casa loro sono come dei virtuosi del violino nell’utilizzo di questi attrezzi, comunque ……. lasciamo cadere il discorso…. degli operai alcuni hanno delle limitazioni, (diciamo alcuni), mezzi per spostare pietre, legname ed altro insufficienti o in disfacimento, per dirla chiara Sembrano l’armata di Brancaleone, e non vi credete, anche l’Esa è combinata Maluccio la maggior parte dei trattori urgono di riparazioni e di messa a norma, questo inverno caro Presidente Musumeci, non si riempa la Bocca, nelle Emergenze di alluvioni ed altro con “MANDIAMO I TRATTORISTI DELL’ ESA” perch+ ogni anno c’è emergenza e alle emergenze ci si prepara prima se LA regione non fornisce i soldi per le Manutenzioni come vuole affrontare le Emergenze? a mio giudizio è già tanto se la Regione siesce a racimolare i soldi della paga di questi operai perchè in genere sono pagati con 2 o 3 mesi di ritardo, quindi immaginate, fra manutenzioni mancate, fra età degli operai, e mancata e ritardato pagamento della retribuzione, QUALE armata di Brancaleone si trova la Regione a dover comandare, del tipo, Armiamoci e Partite, ma per andare dove? a mani nude? con gli stracci? se fate una politica forestale da far pietà e misericordia senza capo ne coda, giocate con i pupazzetti, oggi metto quello li, domani lo sposto la etc etc, questa è la vostra politica. PUNTO

    veda sig. Francesco che il personale in divisa di UNO DEI TANTI DISTACCAMENTI IN SICILIA, non è solo in UNO, ma adesso con pensionamenti e varie ne deve gestire TRE, e nel 2020, credo che collasserà su se stesso proprio per mancanza di personale in Divisa, che fra l’altro a chi danno la GESTIONE ANTINCENDIO VEDETTE ETC ETC? sono davvero curioso, appunto gli operai forestali sono a ridosso i 55 e decespugliatori e motoseghe molti ne sono allergici, semmai se vi saranno assunzioni nuove bisogna farli solo settorializzati e solo una commissione medica ospedaliera puo’ certificare che quell’operaio non puo’ fare quel tipo di lavoro, non deve bastare il semplice certificato medico del dottore, o lombosciatalgia etc etc, perchè il lavoro del Lavoro forestale è tutt’altro che facile, es. i viali parafuoco, molti si trovano in pendenza e dunque operai che siano preparati anche atleticamente sotto sforzo a superare determinati dislivelli con il peso addosso, devono tagliare alberi, anche alti, e non è cosi’ semplice, molti incitendi capitano proprio per diciamo l’essere troppo sicuri di se stessi e non si fanno i dovuti accorgimenti, tirare fuori il legname tramite verricelli, perchè il legname stesso è una risorsa e si deve vendere, la foresta curala quanto vuoi ma non deve restare “PASSIVA” è un bene di tutti, sicuramente ha piu’ spese che entrate, ma appunto è bene contrabilizzare qualche cosa in positivo, quindi il legname, si raccoglie si taglia e si trasporta in luogo idoneo sempre vicino alla foresta e comunque accessibile al pubblico e si vende li’ invece di venderlo nel letto di caduta, si fanno dei lotti e si vende il sughero, si fanno dei lotti e si vende il castagno troppo maturo a rotazione quinquennale, Queste idee sono di tutti ma non le applica nessuno, l’iter burocratico o non c’è o è troppo ferraginoso ed uno ci rinuncia prima ancora di incominciare, qui prima di fare qualunque cosa ci sincarta con la documentazione, e ci vuole questo, e ci vuole quello, autorizzazioni di qua e autorizzazioni di la, le decisioni, in genere non vengono prese per ogni ufficio sungolo Provinciale, ma è sempre l’unità principale operativa a Palermo che alla fine stabilisce l’OK, quindi il brodo si allunga ancor di piu’. Qui non c’è nessuna semplificazione della burocrazia, ogni giorno che passa c’è sempre di piu’ un ICANCASINAMENTO DI CARTACCE BUROCRATICHE. scusate il termine ma quando ce vo ce vo.

    comunque se la regione siciliana entro quest’anno non riorganizza tutto il comparto forestale, sia dal punto di vista Guardie Militari, sia vedette e squadre antincendio, sia di funzionari da assumere che non ne hanno piu’ , sia come anche nel Servizio sviluppo rurale, Esa, e Consorsi che in fin dei conti dipendono tutti da uno stesso assessorato, o fanno qualcosa, o di già il lento declino che ai piu’ non sembra visibile, ma e toccato con mano dagli addetti ai lavori, subirà anche per i pensionamenti di molte persone, un tracollo generalizzato e pesante, con ricadute incerte su tutto il settore, già queste strutture sono in ginocchio, entro il prossimo anno avranno una bella Mazzata, in negativo, poi boschi, spazi verdi, aree attrezzate, ed anche quel poco che vedete adesso che si fa con tanti sacrifici, potete scordarveli, perchè già ci sono carenze, ma non ci saranno piu’, saranno nel completo abbandono PER CARENZA DI TUTTO.

    Aldilà di tutte le polemiche e limitandoci ad applicare l’aritmetica, della serie 2+2=4 e 4:2=2, se rispetto a 10-20 anni fa il patrimonio boschivo e/o forestale della Sicilia è andato letteralmente in fumo, il 50% dei forestali e della forestale è in sovranumero e non serve più. Andrebbe, pertanto, “congedato” in attesa, di essere riassunto, quando, magari, fra ulteriori 10-20 anni sarà ricresciuto il suddetto patrimonio boschivo. Con i soldi risparmiati si potrebbero rimpinguare mezzi e personale dei Vigili del Fuoco, che sono, in ultima analisi, parafrasando il motto Dell’Unità Di Analisi Comportamentale di Quantico negli USA (ex VICAP), che si occupa della caccia ai serial killers:”…L’ultima barriera, l’ultimo distaccamento, sentinelle alle porte dell’inferno cui non è concesso fallire…!”

    sono rimasti ancorati alla canzoncina famosa ed ai Giletti vari ed ai luoghi comuni e non li smuove nessuno
    ————————————
    Aveva una casetta piccolina in Canadà,
    con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
    e tutte le ragazze che passavano di là
    dicevano: “Che bella la casetta in Canadà!”

    cara redazione noto con dispiacere che ogni tanto vengo cassato, vabbè non fa niente le notizie allarmistiche o meno le puo’ controllare lei di persona basta che qualcuno le faccia vedere le ortofoto scattate nel 1989 o giu di li e quelle scattate nello stesso periodo del 2019, vediamo che dove non vi sono stati incendi la copertura arborea non solo è cresciuta in altezza, ma si è anche infoltita ed intensificata, quindi passando in tema del presupposto del tema inquinamento la CO2 non e’ tossica, visto che noi stessi la emettiamo respirando, ed è assorbita con il ciclo degli alberi, gli inquinamenti delle auto quindi non sono insiti nella CO2 MA nelle polveri, nel ciclo purtroppo c’è anche lo zolfo ed altro, questi sono gli inquinanti, non la CO2 che si possono evitare scegliendo carburanti ecologici a base di olio vegetale e alool, ma la tencica e gli interessi in genere non vogliono, poi ritornando all’altro fattore ortofoto, quando avrà l’opportunità di vederle noterà che negli anni è scomparso/a una grande attore/ice che perdurava anche in quel periodo degli scatti, vedere per credere, quindi incendi o meno, visto che questi terreni sono comunque preclusi per almeno 10 anni da qualsiasi attività, ed erano boschi, in TEORIA lex Azienda foreste con gli operai odierni e ovviamente con nuove risorse, il governo regionale vincola in una sorta di occupazione temporanea le particelle percorse da incendio a Zero euro, questo occupazione pero’ è da far rientrare nei piani triennali dell’ex Azienda Foreste (oggi sviluppo Rurale) e sia con l’Esa e consorzi, magari sotto un unica Regia coordinata a livello Provinciale e un altra Regia che le coordina a Livello regionale, ripristinare tutti quei terreni appunto bruciati, i vivai forestali ci sono, le piantine si possono far sviluppare, l’esa si occuperebbe con i trattori a sistemare strade per poter arrivarci etc etc, ed in men di 10 anni potremmo riavere un patrimonio boschivo di tutto rispetto, e decidere di ritornare ai vecchi proprietari LADDOVE ESISTONO i terreni, oppure tornare i terreni boscati e i proprietari dovranno osservare determinate prescrizioni, oppure lasciarli e trasferirli direttamente alla Regione, perchè stiate tranquilli che vi sono terreni e terreni lasciati all’abbandono con tanti eredi almeno 10 o 20 che non sanno nè dividerli ne sanno che farsene, oppure non li hanno mai trasferiti nelle successioni per dimenticanza e sono passati decenni, per fare questo basta riunirsi con buon senso e fare una legge chiara, semplice, perchè in effetti vedo linee guida PSR della cimunità europea redatte dalla regione che fanno rabbrividire, fanno acqua da tutte le parti, mentre le stesse misure in altre regioni sono dettagliate, minuziose, chiare e semplici, non riuscite a fare linee guida decenti?? FATE IL COPIATO, ma fatelo bene, e non fate linee guida che si interpetrano in mille, mille modi. ci sarebbe tanto da poter disquisire, ma sorvoliamo

    Gaspare guardi che l’esercito dei forestali di cui parla ( si vada a vedere quanti sono gli appartenenti in forza al Corpo Forestale e quanti invece sono lavoratori stagionali a 78 e 101 giornate ) non prendono un euro in più di stipendio se stanno a spegnere incendi rispetto a quando stanno seduti comodamente nelle postazioni in attesa. Lo stesso vale per il personale aereo. Quindi ci dice lei chi ci guadagna visto che da come parla ne sembra a conoscenza….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.