Galeotta fu la tigre che scappò dal circo di Monreale e che ha fatto da premessa a una serie di eventi sfortunati, se guardata con gli occhi degli artisti sotto il tendone. I carabinieri, ieri mattina – secondo quanto riportato dalle cronache – hanno identificato gli spettatori presenti allo spettacolo del Circo di Svezia, da cui è fuggito Oscar, il felino bianco che ha fatto molto parlare di sé, per via di una passeggiatina fuori porta, abbondantemente filmata.
Pare che l’identificazione sia resa necessaria per dimostrare che senza l’autorizzazione – verosimilmente scaduta e non rinnovata dopo l’incidente – il circo ha continuato a presentare i suoi numeri. Ed è solo l’ultimo atto di una polemica che vede coinvolti i circensi – che si dichiarano ‘vittime’ per bocca del loro legale – il Comune di Monreale e gli animalisti. Una disfida che ha già prodotto carte bollate e altre ne verranno. Nel merito, sarà chi di competenza a dirimere la querelle di una storia controversa che va raccontata con prudenza e col rispetto delle posizioni di tutti.
Qui, solo un’annotazione a margine. Era proprio necessario mobilitare l’Arma per una sorta di blitz con relativa identificazione degli incolpevoli spettatori? Era davvero inevitabile suscitare tutto quel trambusto, agitando la ‘tigre di carta’ dell’intervento dei militari?
“È stato molto brutto soprattutto per i bambini che uscendo dallo spettacolo domenicale sono stati bloccati insieme ai genitori. Le loro facce era sconsolate – così ha raccontato un genitore all’ANSA – Non riusciamo a capire perché non si siano messi dei vigili urbani fuori dal tendone prima dello spettacolo anziché fare trovare le forze dell’ordine fuori alla fine dello spettacolo”. Una domanda opportuna, in effetti.

