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I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...
Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?
Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna
Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.
Uccidono pure per la Madonna.

















































Buongiorno .Il numero di non vaccinati è ancora piuttosto alto, tuttavia non mi sono chiare alcune cose. Per esempio nell’articolo si dice “ A Palermo, nella fascia di età compresa fra 60 e 64 anni, sono state vaccinate 18.392 persone, ne restano da vaccinare 9.953 per una percentuale del 35%.”
Queste persone sono tutte in città o il dato si riferisce al distretto sanitario che comprende la provincia ma anche Lampedusa? Sono tutte persone vaccinabili, nel senso che non hanno mai contratto il covid e quindi non hanno anticorpi, oppure sono persone per fascia di età? Fra questi sono compresi pure i non vaccinabili, per esempio persone che avendo avuto il covid da più di 6 mesi, presentano ancora un titolo anticorpale molto elevato? Queste domande ovviamente valgono per qualsiasi fascia di età e non solo per quella presa in esame.
Uno è libero o no di non vaccinarsi? ma perchè rompete le p…
che poi la variante preoccupa dove? solo in Italia siete preoccupati, nemmeno in Gran Bretagna, gli ospedali non sono pieni e i morti sono pochissimi