Palermo, non è il ladro dei distributori di snack al Civico: assolto

Il tatuaggio non basta, non è il ladro dei distributori di snack al Civico

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La Procura aveva chiesto tre anni di carcere
PALERMO
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PALERMO – Si può condannare un imputato per una “E” tatuata sulla mano? Secondo il giudice monocratico del Tribunale, non basta. Ecco perché Luigi D’Aguanno, 33 anni, è stato assolto dall’accusa di furto. Non c’è certezza che sia lui il ladro seriale dei distributori di snack e caffè.

Nel settembre 2022 i ladri presero di mira le macchinette all’interno dell’ospedale Civico di Palermo. Quattro colpi in pochi giorni per un bottino di 1300 euro in monetine, a cui va aggiunto il danno per la cassaforte scardinata che da sola costa 5.000 euro.

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Nel fascicolo c’erano le immagini delle telecamere, che riprendono il ladro di spalle con un cappellino da baseball, e il riconoscimento della polizia giudiziaria che aveva associato il tatuaggio a quello di D’Aguanno che ha altri precedenti penali.

L’avvocato Luciano Maria Sarpi

“Le immagini non sono nitide e non ci sono altri riscontri oltre a quelle degli investigatori. E poi si tratta di un tatuaggio comune”, ha sostenuto l’avvocato Luciano Maria Sarpi. L’imputato è stato assolto dal giudice monocratico della quarta sezione penale Dario Porrovecchio. L’accusa aveva chiesto tre anni di carcere. Le motivazioni chiariranno come si è arrivati all’assoluzione.


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