L'Antimafia sull'Ingrassia |"Candela non sia solo"

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Il vicepresidente Ferrandelli (nella foto): "Da quando è stato avviato il percorso per il restyling segnali inquietanti. Seguiremo la vicenda".

L'audizione
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PALERMO – L’episodio da cui partire, secondo i commissari, è l’appalto avviato in luglio. “Perché il cuore del problema sta nelle piccole manutenzioni che il nuovo corso dell’Ingrassia sta intaccando”, assicura il vice-presidente dell’Antimafia Fabrizio Ferrandelli. Certo è che l’audizione di Antonio Candela, ascoltato stamattina dalla commissione d’inchiesta dell’Ars, è servita per mettere in fila i fatti – “inquietanti”, li definisce Ferrandelli – che si sono verificati all’Ingrassia di Palermo dall’estate agli ultimi giorni.
A partire dal restyling da 17 milioni il cui percorso è stato avviato a luglio. “Da quando è stato reso noto – spiega Ferrandelli – si sono verificati fatti particolari. Prima la manomissione del quadro elettrico, poi quella dell’ascensore, infine il furto di due televisori, sbullonati a tre metri d’altezza senza che nessuno vedesse, e il furto delle tavole della via crucis, senza valore commerciale, dalla cappella”. Poi, le anomali: le telecamere di sorveglianza rimaste spente per anni, le macchinette del caffé abusive trovate nell’ospedale, giusto per citare un paio di esempi. “Dall’audizione di oggi – taglia corto Ferrandelli, che aveva chiesto l’audizione – sono emersi fatti che devono essere seguiti. Candela non deve essere lasciato solo”.
Sulle macchinette abusive batte anche il presidente della commissione, Nello Musumeci. “Quella denunciata dal direttore generale – dichiara il presidente dell’Antimafia Nello Musumeci – potrebbe essere solo la punta di un iceberg. È noto come le organizzazioni criminali tentino di farsi spazio all’interno delle strutture pubbliche, spesso con la complicità di chi, invece, dovrebbe vigilare per scongiurare pericolose contaminazioni. Mi sembra utile ed urgente, tra le altre iniziative,  accertare quali istituzioni e spazi pubblici nell’Isola, sottoposti al controllo della Regione, ospitino distributori automatici ed in forza di quale forma contrattuale. Il fatto che attorno a questa attività esista un vero racket, deve tenere desta l’attenzione di ciascuno di noi”.

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