L'Aran studia la riclassificazione | Sadirs: “Guardare all'esperienza"

L’Aran studia la riclassificazione | Sadirs: “Guardare all’esperienza”

Commenti

    Ormai noi funzionari non aspiriamo ad altro che la pensione altro che…carriera.

    Il problema dell’invarianza della spesa può venire risolta unificando i capitoli delle retribuzioni (ora separati per dirigenti e personale del comparto), eliminando le attuali centinaia di postazioni dirigenziali fittizie e riducendo quindi la spesa per le indennità di posizione e di risultato. Parallelamente, le risorse così liberate potrebbero venire destinate a finanziare l’auspicata riclassificazione.

    complimenti a LIVESICILIA per aver messo alla luce la vacuità del SADIRS e di tutti gli altri sindacati che dopo otto mesi dall’approvazione del contratto non hanno presentato all’ARAN nessuna proposta.

    Che idea geniale! Ma le pensi di notte?

    Il SADIRS farebbe bene ad occuparsi di tutti i lavoratori regionali, non solo esclusivamente di quelli del comparto non dirigenziale!
    Che dire del fatto che il comparto dirigenziale ha ancora il contratto fermo al biennio economico 2004-2005 mentre nel periodo e fino ad oggi i lavoratori del comparto non dirigenziale hanno già avuto ben 2 rinnovi?
    Che senso ha per un dirigente iscriversi al SADIRS o, peggio, non inoltrare la disdetta se già iscritto?
    Chissà se il mitico Pantano vorrà rispondere….

    ….Di Chiosso…Del Re….Ferrio……PAROLE PAROLE PAROLE……Cantano i soliti SINDACATI….

    …invece vi iscrivete al DIRSI che sa come difendere la categoria!!! ….n’to n’occhio

    Quando questo sindacato dice che vuole premiare l’esperienza professionale maturata, cosa intende di preciso? Salti di categoria per dipendenti con bassissimi titoli di studio, come già peraltro già fatto in altri tempi nemmeno troppo lontani? Ritengo che il criterio dell’esperienza (e magari ci spiegano con quali criteri oggettivi misurarla) e il titolo di studio vadano utilizzati entrambi: perché non è giusto – in una certa misura – lasciare indietro chi non ha titoli di studio, ma non è nemmeno giusto condannare chi è super qualificato ma e’ inquadrato in categorie basse a continuare a svolgere mansioni superiori in cambio di stipendi vergognosamente bassi. Con i dirigenti cui fa comodo avere forza lavoro preparata e operosa senza però che abbiano il coraggio di scriverlo.

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Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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