Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Ormai noi funzionari non aspiriamo ad altro che la pensione altro che…carriera.
Il problema dell’invarianza della spesa può venire risolta unificando i capitoli delle retribuzioni (ora separati per dirigenti e personale del comparto), eliminando le attuali centinaia di postazioni dirigenziali fittizie e riducendo quindi la spesa per le indennità di posizione e di risultato. Parallelamente, le risorse così liberate potrebbero venire destinate a finanziare l’auspicata riclassificazione.
complimenti a LIVESICILIA per aver messo alla luce la vacuità del SADIRS e di tutti gli altri sindacati che dopo otto mesi dall’approvazione del contratto non hanno presentato all’ARAN nessuna proposta.
Che idea geniale! Ma le pensi di notte?
Il SADIRS farebbe bene ad occuparsi di tutti i lavoratori regionali, non solo esclusivamente di quelli del comparto non dirigenziale!
Che dire del fatto che il comparto dirigenziale ha ancora il contratto fermo al biennio economico 2004-2005 mentre nel periodo e fino ad oggi i lavoratori del comparto non dirigenziale hanno già avuto ben 2 rinnovi?
Che senso ha per un dirigente iscriversi al SADIRS o, peggio, non inoltrare la disdetta se già iscritto?
Chissà se il mitico Pantano vorrà rispondere….
…..dirigente?
….Di Chiosso…Del Re….Ferrio……PAROLE PAROLE PAROLE……Cantano i soliti SINDACATI….
…invece vi iscrivete al DIRSI che sa come difendere la categoria!!! ….n’to n’occhio
Quando questo sindacato dice che vuole premiare l’esperienza professionale maturata, cosa intende di preciso? Salti di categoria per dipendenti con bassissimi titoli di studio, come già peraltro già fatto in altri tempi nemmeno troppo lontani? Ritengo che il criterio dell’esperienza (e magari ci spiegano con quali criteri oggettivi misurarla) e il titolo di studio vadano utilizzati entrambi: perché non è giusto – in una certa misura – lasciare indietro chi non ha titoli di studio, ma non è nemmeno giusto condannare chi è super qualificato ma e’ inquadrato in categorie basse a continuare a svolgere mansioni superiori in cambio di stipendi vergognosamente bassi. Con i dirigenti cui fa comodo avere forza lavoro preparata e operosa senza però che abbiano il coraggio di scriverlo.