PALERMO – Condannato in via definitiva a quattro mesi per aver parcheggiato in un posto auto per disabili. L’accusa per lui è di violenza privata. Protagonista della vicenda è Mario Milano, palermitano di 63 anni, che nel maggio del 2009 aveva posteggiato in un posto nominale per disabili. Non un generico posto con le strisce gialle, ma uno assegnato a una residente, Giuseppina, anche lei palermitana di 49 anni con problemi fisici gravi.
Ecco i fatti. Un giorno Giuseppina torna a casa molto stanca e trova il posto che le spetta per la sua disabilità occupato. Aspetta, ma non arriva nessuno. Chiama i vigili, ma le rispondono “che sono tutti in riunione col comandante” e quindi nessuno può intervenire. Ormai provata, si reca alla stazione dei carabinieri più vicina, ma anche loro non possono fare nulla se non segnalare il caso alla polizia municipale. Sono già le 2.30 di notte quando l’auto finalmente viene portata via da un carroattrezzi. Ma Giuseppina è così arrabbiata che decide di non passare sopra a quello che ha dovuto subire e il giorno dopo querela l’automobilista indisciplinato. Mario Milano, appunto.
Si avvia un lunghissimo iter processuale in cui l’imputato si difende affermando che l’auto, seppur intestata a lui, era in realtà in uso alla famiglia del figlio. Un fatto che non riesce però a provare. Così la condanna arriva sia dal giudice monocratico in primo grado che in Appello e, poche ore fa, la Cassazione ha confermato la sentenza. In più, il signor Milano dovrà pagare le spese processuali e versare ben 5 mila euro a Giuseppina come risarcimento alla parte offesa.
Primo caso del genere, potrebbe essere il primo di una lunga serie.

