L'attacco delle opposizioni: |"Risanamento fasullo" - Live Sicilia

L’attacco delle opposizioni: |”Risanamento fasullo”

Pd, Megafono, Udc, Intesa per Catania, Centro Democratico attaccano Stancanelli e la gestione dei conti del Comune. "Dal predissesto dichiarato dal sindaco uscente rischiamo di passare al dissesto pieno" - affermano. L'assessore al Bilancio replica: "Non è un'analisi economica ma politica".

Conti del comune
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CATANIA – “La malamministrazione della giunta Stancanelli offre l’ennesimo esempio. Lo dimostra il mancato invio di delibere in consiglio senza le quali Catania andrà in dissesto certificato e l’inchiesta di Milano Finanza, alla quale l’assessore Bonaccorso dà risposte balbettanti, in cui si evince che durante la sindacatura del “risanatore” Stancanelli la spesa corrente è addirittura aumentata rispetto all’amministrazione Scapagnini, nonostante il personale, principale voce di spesa, si sia considerevolmente ridotto”. E’ quanto affermano in una conferenza stampa a Palazzo degli Elefanti i consiglieri comunali del PD, Saro D’Agata, Francesca Raciti, Pippo Castorina, Giovanni D’Avola, Carmelo Sofia e Lanfranco Zappalà; del Megafono Francesco Navarria, Marcello Bottino, Rosario Gelsomino, Erika Marco, Francesco Trichini; dell’Udc Alessandro Porto; di Intesa per Catania Franco Montemagno, Bartolo Curia, Puccio La Rosa; di Centro Democratico Carmelo Giustolisi.

“Insomma, – proseguono – non solo il risanamento tanto strombazzato da Stancanelli non c’è, ma dal predissesto dichiarato dal sindaco uscente rischiamo di passare al dissesto pieno. Stancanelli non può pensare di scaricare questa patata bollente sul consiglio comunale e sui cittadini: noi siamo organo di controllo e non permetteremo che questo avvenga. E bene ha fatto il presidente Consoli a scrivere pochi giorni fa una lettera in cui richiama ai propri doveri il sindaco, a difesa dell’intero Consiglio comunale.

Il sindaco uscente e la sua giunta si sono presi la responsabilità, il 2 febbraio scorso, di avviare le procedure per il predissesto che condannerebbero i catanesi a pagare il massimo delle tasse, dei tributi e dei servizi per dieci anni. Ora il sindaco non è conseguente e non manda questo impopolare provvedimento in Consiglio comunale dove la sua maggioranza dovrà approvarlo entro il 30 giugno, quindi necessariamente prima della fine della consiliatura. Non lo invia proprio perché sarebbe impopolare e antepone la campagna elettorale agli adempimenti cui é obbligato. Stancanelli omette, però, che se questi provvedimenti non verranno presi dalla maggioranza che lo sostiene, si dovrà dichiarare il dissesto e sarebbe un dramma per la città. Inoltre se il dissesto è causato da inadempienze del sindaco, come in questo caso da un ritardo colposo e voluto nell’invio di una proposta di delibera necessaria, si potrebbero manifestare profili di inelegibilità o decadenza. In tutti i casi – concludono – i catanesi, per colpa delle pessime scelte dell’amministrazione Stancanelli, avranno le tasse al massimo. Sarebbe auspicabile che il sindaco uscente abbia finalmente un sussulto di dignità dopo aver distrutto Catania millantando un risanamento inesistente”.

“Non è un’analisi economica ma politica”. Così risponde alle accuse lanciate dal quotidiano economico e dai consiglieri di opposizione, l’assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi. “Per quanto riguarda la situazione economica del Comune – prosegue – il bilancio è pubblico e gli atti sono stati vagliati dalla Corte dei Conti”. In particolare, il delegato del sindaco Stancanelli, evidenzia come quanto diffuso sul Piano di rientro non corrisponda a verità. “Sul Piano di risanamento non ci sono novità – afferma a LivesiciliaCatania. Non ci hanno chiesto documentazione integrativa e questo è un buon segno”.


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