In quella notte all’apparenza fredda c’è sempre la luce che non ti aspetti. In quella traversata senza sosta c’è un approdo. In quel dolore così vivo c’è il segno di una forza che non ti abbandona.
Oggi è la festa di Salvo e Daniela e dei loro due ragazzi autistici e di tutte le mamme di tutti i papà che affolleranno piazza Politeama, alle 21, per la fiaccolata annuale nella giornata mondiale dell’autismo. Dietro le quinte, il lavoro dell’associazione ‘Parlautismo Onlus’ e di Rosi Pennino, battagliera anima di lotte e speranze incessanti.
Oggi è il giorno di Salvo e Daniela che, fra i tanti che potrebbero raccontarla, raccontano la loro storia dura, bellissima, mai venata di resa. Come amarsi e vivere felici con due figli speciali. E l’aggettivo ‘speciale’ non intende nascondere la parte complicata, solo ricordare che quella stessa complicazione è animata da una inesplicabile e tenerissima luce.
Salvo ci prova a spiegarsi. “Ringraziamo Dio tutte le mattine – dice – perché siamo tra le coppie che resistono in una condizione difficile. Non abbiamo nessun merito particolare, a parte l’amore che ci unisce e la fortuna di completarci a vicenda”. E nel mandare ringraziamenti e benedizioni, sotto la pioggia, c’è l’esatto ammontare del valore di un normalissimo papà.
Certo, la via, talvolta, è impervia: “Non puoi capire lo smarrimento che ti prende quando tuo figlio sta male e tu non sai che cosa abbia perché lui non comunica. In alcune occasioni sei frustrato, sei arrabbiato, ci sono gli alti e i bassi. Noi, però, non molliamo mai. Con mia moglie siamo spostati da diciassette anni, dopo un fidanzamento lungo dieci anni. Lei non ha mai perso la voglia di sognare a occhi aperti”.
Tanti sogneranno a occhi aperti, stasera, mentre la facciata del Politeama si colorerà di blu. Nino Camarda, papà di Claudio e Carlo, pilastro di una dolce resistenza, ha scritto sui social: “Tutti, trattenendo a stento le lacrime, riusciamo a scambiarci uno sguardo che è condivisione, che dà forza, che non ti fa sentire solo per il tuo percorso futuro. Per me questa è la fiaccolata. Io la vivo e la sento così”.
Perché c’è la notte, il viaggio, la paura. E ci sono passi scivolosi sotto la pioggia del dolore. Ma, in fondo al buio, c’è sempre un sogno che non hai ancora sognato.

