Lavori per il collettore fognario, l'azienda licenzia 21 operai

Lavori per il collettore fognario, avviato il licenziamento per 21 operai

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I sindacati: "Intervenga la struttura commissariale"

PALERMO – Avviata la procedura di licenziamento per 21 lavoratori del Consorzio Palermo Sud Est Scarl, impegnato nella realizzazione del collettore emissario sud orientale di Palermo. I lavoratori, spiegano Fillea, Filca e Feneal, presto scenderanno da 70 unità a 38, perché nel conto ci sono anche una decina di interinali in scadenza il 30 settembre.

I sindacati denunciano la condotta dell’azienda, l’impresa Manelli. L’opera, il cui ente appaltante è il commissario straordinario unico per la depurazione Toto Cordaro, servirà a completare la rete fognaria di Palermo. Adesso ci saranno 75 giorni per trovare un accordo.

“Chiediamo alla struttura commissariale di intervenire. Sarebbe impensabile concedere una proroga a una azienda che, in 4 anni, non ha raggiunto nemmeno il 50 per cento dell’opera a pieno regime, lavorando su due turni”, dicono i segretari di Fillea Cgil Palermo, Filca Cisl Palermo Trapani e FeneaL Uil Cosimo Lo Sciuto, Lorenzo Scalia e Salvatore Puleo.

L’azienda, nella procedura di licenziamento, parla di perdite continue di circa 500 mila euro mensili. Calcoli che sono “incomprensibili” per Fillea, Filca e Feneal, alla luce del fatto che l’importo dei lavori è stato determinato dall’offerta fatta dalla stessa impresa, più di 20 milioni di lavori, (di cui 19 milioni già incassati a meno di metà dell’opera, 13 milioni già rendicontati e altri 6 già riconosciuti dalla struttura commissariale).

Lavori, inoltre, che avrebbero dovuto essere consegnati a breve e per i quali l’azienda sta chiedendo una proroga.

Ieri i sindacati, in una nota al commissario, avevano denunciato un atteggiamento dell’azienda volto a creare incertezza e allarmismo tra i dipendenti, con l’intento di spingerli a trovare altri impieghi: ferie forzate, contestazioni disciplinari ripetute, riduzioni dei pasti e nella distribuzione di dispositivi, come guanti e tute, per un risparmio economico. Le organizzazioni sindacali ribadiscono che “la scelta di avviare la procedura di licenziamento collettivo al solo scopo di risparmiare e far leva per ottenere più soldi è illegittima”. 

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