"Le strade siciliane? I soldi ci sono | Fermi per inerzia dei governatori"

“Le strade siciliane? I soldi ci sono | Fermi per inerzia dei governatori”

Commenti

    ora vediamo cosa riuscirà a fare il grande Toninelli. c’e da spaventarsi?

    Non ho capito com’è che le strade statali sono in capo alla Regione.
    E poi, si ricordi, signor Ministro che in Sicilia c’è un Presidente, non un governatore!

    Ha ragione il ministro, i politici locali sono incompetenti, per non dire altro…..

    Quelli di prima gia’ lo sappiamo cosa sanno fare..

    I soldi ci sono sempre stati e continuano ad esserci, solo non siamo capaci di spenderli. Basta guardare alle risorse comunitarie. Non siamo capaci? O c’è dell’altro? C’è, c’è, c’è, e tutti fanno finta di non vedere e sapere!

    La Ragusa-Catania, ammesso si cominciasse a costruirla ieri (ieri, non domani), occorrerebbero non meno di dieci anni per completarla, vedasi SS640, SS121 e Siracusa-Gela.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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