Le università vanno male? | Il Ministero le premia

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Il ministro Valeria Fedeli
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Dopo la bocciatura, la valutazione del ministero. Che capovolge tutto.

La classifica
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2 min di lettura

PALERMO– Un premio per la capacità di crescere. Il ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca si prepara a distribuire una quota maggiore di fondi alle università di Palermo, Messina e Catania, che in contrasto con la bocciatura del Sole 24 Ore mostrano un miglioramento nella didattica e nella ricerca. Palermo riceverà un finanziamento aggiuntivo di 3,3 milioni di euro, parte della “quota premio” che il ministero assegna alle università che ottengono buoni risultati nella ricerca.

Buone performance anche per l’ateneo catanese, che riceverà 2,3 milioni, e per Messina, con un premio di 7,2 milioni. Secondo l’Anvur, l’agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della ricerca, le università italiane hanno incrementato le proprie prestazioni nella ricerca e nella didattica nel periodo tra il 2011 e il 2014. Un andamento seguito da tutte le università siciliane, con l’università di Palermo che ottiene un punteggio del 9% maggiore rispetto ai cinque anni della valutazione precedente e Catania e Messina in crescita rispettivamente del 10 e del 17%.

I dati dell’Anvur, frutto dello studio di 118.000 fra libri, articoli e altri prodotti di ricerca, sono la base su cui il ministero assegna i finanziamenti alle università, premiando gli atenei che migliorano. La valutazione guarda alla qualità della ricerca di un ateneo, che viene poi paragonata con la media di tutte le università italiane. Un comportamento al di sopra della media permette l’accesso a un bonus di finanziamenti. Altri fattori presi in considerazione sono le politiche di reclutamento e la qualità della didattica, tutti settori in cui le università siciliane sono in miglioramento rispetto al passato. Le scelte del Miur descrivono un’università diversa da quella rappresentata dal Sole 24 Ore nella sua classifica delle università, in cui gli atenei siciliani sono il fanalino di coda. A pesare nella valutazione del quotidiano sono indicatori come l’attrattività per studenti fuori regione o il tasso di occupazione dopo la laurea, che i rettori delle università siciliane hanno contestato come arbitrari. Ma al centro della contestazione ci sono anche i dati su ricerca e didattica: il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, ricorda che il Sole 24 Ore ha usato le vecchie valutazioni dell’Anvur e non quelle pubblicate nel dicembre 2016, che si riferiscono al periodo 2011 – 2014 e danno un quadro più positivo degli atenei siciliani. Il rettore dell’università Kore di Enna Cataldo Salerno ha invocato a tal proposito l’intervento dell’antitrust, perché il Sole 24 Ore metterebbe in atto con la sua classifica una turbativa nel mercato dell’istruzione universitaria.

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