Cuffariano? Sarà lei! - Live Sicilia

Cuffariano? Sarà lei!

Cuffariano, cuffarista, cuffarisma. Il cuffarometro della politica. Ma perché continuare a prendere in mezzo un vinto che non può più difendersi? E poi siamo sicuri che ci sia solo il Cuffarismo tra le piaghe della nostra terra?

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Cuffariano sarà lei. No, lei è più cuffariano di me. E la spoglia di un vinto, rinchiuso in carcere per sua colpa, sua colpa, sua massima colpa, è il nuovo insulto di moda nella terra che vuole guardarsi allo specchio dell’antimafia, per mostrarsi diversa da quella che è. Per dimenticare. Nella contesa tra Pierferdinando Casini e Antonio Ingroia, con la triangolazione di Giampiero D’Alia, si commette un peccato di indecenza. Si manifesta viltà nei confronti di un uomo che non può più rispondere. E’ la stessa bieca operazione che si compie, con tecnica uguale in figure opposte, per la memoria di Paolo Borsellino. Nel caso del giudice assassinato da Cosa nostra, ci si proclama suoi continuatori in esclusiva, si prendono a sproposito dichiarazioni e parole lontane, applicandole a un contesto differente. Si certifica una falsificazione con furto. Tanto l’interessato non potrebbe sconfessare nessuno.

Nella vicenda di un politico colluso con la mafia, si sbeffeggia un cognome, immergendolo con crudeltà nel fango mediatico e non per pedagogia della legalità. Per fame di consenso. Un’altra appropriazione indebita di identità, elevata a paradigma della sconcezza e del male assoluto. E il coinvolto è vivo, ma neanche lui può replicare. Troppo flebile è la sua voce dal fondo di una cella in cui sconta la sua condanna. Stessa metodologia per personaggi irriducibili: la sottrazione (dis)umana al silenzio obbligatorio, per arricchire un bottino polemico di tornaconto.

Che Totò Cuffaro stia soffrendo la reclusione per sua scelta, per errori, perché ha tradito la sua patria e i siciliani onesti è verità che indigna e addolora. Indigna coloro che credono alla buona politica, al valore di comportamenti ineccepibili alla necessità non solo dichiarata ma effettiva dello strappo da ogni forma di contiguità con le zone d’ombra. Addolora molti che scambiavano un rapporto di consuetudine amichevole con l’ex governatore e hanno scoperto la sostanza di un indigesto profilo penale ed etico dietro la bonomia della disponibilità e della vasata. Ma altra cosa è lo scippo, proprio l’atto di scippare a una persona il nome, ridurre un’esistenza intera a un neologismo spregiativo per apporre un marchio familiare e perpetuo di ignominia. E poi, storicamente, non c’è stato, non c’è solo il cuffarismo tra le nostre piaghe. Ci sono numerosissimi altri “ismi” che meriterebbero sanzioni gravissime e che vengono salvati da una conveniente ipocrisia.

Dovrebbe saperlo un politico esperto e navigato come l’onorevole D’Alia che viene dalla stessa parrocchia politica del reietto Totò e che ha tirato il suo sassolino, nella lapidazione generale, asserendo: “Orlando e Cuffaro appartengono alla preistoria”. Non è vero, né per l’uno né per l’altro. Magari le clientele e la mafia, cuffariste o non, fossero i segni labili di un regime in disuso. Oggi potremmo celebrare la nostra redenzione. Purtroppo non è così. Caro onorevole, perché fare finta di ignorarlo?

 

 

 

 

 


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Commenti

    Tra le piaghe di questa terra ci sono anche gli articoli di Puglisi infarciti di buonismo e di garantismo degno di miglior causa. Cuffaro sul piano dell’illecito arricchimento patrimoniale non ha ancora scontato nulla.

    Carissimo Roberto Puglisi,
    le parole che ha scritto me le ha tolte dal cuore.
    L’ipocrisia impera “per fame di consenso” e per tornaconto.

    Buona giornata

    Se Roberto Puglisi usa termini come “indecenza” e “viltà” per descrivere un comportamento fintamente politico, vuol dire che anche lui ha perso la pazienza.
    Ma che spessore umano, culturale e politico ha un uomo che si comporta con spregio dell’umanità altrui? Che “bestie” si è se i nostri gesti, il nostro vivere non è caratterizzato anche dalla “pietas”, che ci distingue dalle bestie? Cuffaro oggi merita mille volte più rispetto di certa gente che va in giro a magnificare sé stesso. E quest’altra gente, invece, merita il più grande disprezzo e la più severa condanna, perché mostra la pochezza del suo animo da un pulpito guadagnato con la mistificazione e l’arroganza del ruolo.

    P.S. A chi nel leggermi la butterà in “politica da bar”, chiarisco che non ho votato per Cuffaro perché non amo la politica clientelare né se la fa lui, né se la fa Lombardo, né se la fa Crocetta, né se viene nobilitata con la parola “sistema” come avviene a Siena, dove TUTTI i privilegiati della Fondazione e del Banco pagano la percentuale al Partito. Ma per carità, che non si parli né di pizzo né di colletti bianche. Lì si dice “sistema”.

    beh se questo articolo è buonista nei confronti di Cuffaro o non si comprende l’italiano o si è semplicemente un soldatino privo di neuroni di D’Alia

    Eh, sì. Apprendo con sorpresa che dobbiamo aggiornare la lista delle tre piaghe della Sicilia teorizzata dal famoso avvocato cocainomane di Johnny Stecchino. Dopo l’Etna, la siccità e il “ciaffico”, ci sono anche gli articoli di Puglisi.

    Caro puglisi Lei è veramente un buon giornalista

    condivido in pieno anche perchè non riconosco statura morale ai contraddittori, tutt’altro. Sono i comportamenti politici da condannare ed essi non diventano morali a seconda del soggetto che li mette in atto. In più non è morale infierire sul perdente, anzi è meschino e vigliacco. Puglisi: mi piace.

    eravamo tutti cuffariani nei tempi migliori. io rimango cuffariano

    Il sen. D’Alia non ha memoria del suo passato politico. Non era anche lui cuffariano?
    Infierire su una persona che non può rispondere non è degna di un uomo.
    Condivido pienamente l’articolo del dott. Puglisi.

    Ma quando vinse la seconda volta da indagato cu ci li rietti i voti????????

    La politica priva di argomenti e proposte di interesse collettivo, come quella che rappresentano il “cavaliere senza macchia” Ingroia e lo “smemorato” D’Alia, è solo capace di tirare in ballo chi oggi non c’è più.

    cuffaro stranamente ha pagato il prezzo che molti altri in parlamento o in altre cariche non hanno ancora pagato. dott puglisi condivido in pieno le sue parole. orlando è quello che in palermo, diceva solo 2 mandati…

    Condivido in pieno

    Bravo Puglisi, analisi lucida e ineccepibile. Pagherei una cifra per sapere scrivere come lei!

    Si, tristemente ( perché avevamo creduto di esserci lasciati dietro i momenti più difficili) , diciamocelo :Cuffaro non è stato il peggio.

    Piaghe la nostra terra ne ha tante. Ma la più fetida e purulenta è la mafia.
    Chiunque di noi è stato all’estero sa di essere marchiato a fuoco come “mafioso” nel mondo intero. Abbiamo perso noi e i nostri figli, forse per sempre, una delle doti principali delle persone per bene: la reputazione.
    E questo ovviamente senza dimenticare gli assassini, le stragi, gli appalti, il pizzo e i pizzini. La mafia è il nostro peggior nemico.
    Orbene, sappiamo che i mafiosi non sono una semplice banda di gangsters, ma che esiste un secondo e un terzo livello che finora è stato a stento scalfito.
    Puglisi non lo sa? mi devo commuovere perchè un galeotto favoreggiatore “non si può difendere”?

    L’Articolo del Dott.Puglisi apre ferocemente una piaga della nostra terra.Una terra fatta solo di vili ipocriti,gente senza coraggio,e sopra tutto senza una dignita’.Oggi una parte della classe politica Siciliana ,a cui mi riferivo prima,e’ consapevole di essere totalmente inetta,molto mediocre,capace solo di servire i padroni Romani,nella speranza di raccattare un posto nell?Olimpo.Io credo che tutti in Sicilia siamo Cuffariani,e dovremmo per morale e dignita’ andarne fieri.Cuffaro e’ stato IL Presidente della Sicilia,ed oggi tutti quelli che continuano a stare nei posti chiave,o nel parlamento regionale sono figli suoi,e sicuramente tutta gente che litigava per affermare la propria fedelta’.Oggi in mancanza di utili propositi l’unico slogan per cercare di raccattare qualche voto e’ lotta alla mafia e denigrare Cuffaro.Chiedo quindi ,sono questi i nostri politici?Difendiamo l’orgoglio di essere Siciliani,non votiamo piu’ per questa gente.

    Bravo Roberto Puglisi, non è una difesa me una giusta riflessione quest’articolo. Dimenticano tutti ma non io. La mafia la odio, la detesto e la storia della mia famiglia e quello che ha fatto mio padre, attraverso la sua arte, da me supportata organizzativamente, lo confermano. La Storia che ha portato Totò in galera, un giorno verrà riscritta e raccontata e credetemi, io “cuffariano” non sono e non mai avuto tessera del suo o di altri partiti ma, a tutt’oggi, avendo ben conosciuto Totò, non riesco ad immaginarlo colluso o favoreggiatore della mafia.
    Chi invece di vera Storia della mafia vuole sapere, venga a palazzo Jung alle 17.00 giovedì 31 gennaio 2013: si presenterà il libro “Non dobbiamo aver paura” scritto da Gino Pantaleone, nipote di MICHELE PANTALEONE, scrittore Antimafia d Villalba che ha forgiato il mio carattere e la mia indomita avversione ad ogni tipo di prepotenza, compresa quella che sto vivendo oggi, grazie ad alcune vicende (personali e giudiziarie) che mi vedono contrapposto al Comune di Monreale, in solitudine e senza l’aiuto di veri Giornalisti che con il loro silezio, per questo ed altri fatti ben più gravi e seri, colpiscono a morte, ancora una volta, il coraggio di uomini come Pippo Fava, Beppe Alfano e Mario Francese.
    Rosario Lo Cicero Madè

    Ora basta col CUFFARISMO,inteso come la lebbra che Cuffaro ha attaccato a chi è stato o è suo amico,! Cuffarismo non può essere solo sinonimo di mafiosità !Non si sente altro: No! io non sono cuffariano !MI sono scocciato !Ho lavorato per anni a Palazzo D’Orleans e voglio dire quello che tutti pensano,ma non hanno il coraggio di affermare per non essere chiamati cuffariani!!Quando arrivava al Palazzo il PRESIDENTE aveva un sorriso per tutti,a me chiedeva come stava mia moglie,allora ammalata,al collega se il bambino aveva ancora la febbre alta ela sua mano tesa,la sua pacca sulle spalle,ci davano forza,coraggio speranza!Per me ilcuffarismo è questo:è umanità,è carità è generosità!Si avrà sbagliato,ma sta pagando un caro prezzo e mi auguro che chi è stato suo amico,non se ne vergogni e resti un pò cuffariano nell’animo!!!!!!!!!

    Sono un tesserato dell’udc, consigliere comunale nel mio paese ed assessore all’unione dei comuni della baronia. Volevo semplicemente dire All’on Segretario D’alia che è arrivato il momento di smetterla perchè la delusione dell’UDC nella tornata elettorale nazionale sarà impressionante. ANCHE SE E’ ABBASTANZA EVIDENTE QUALE SIA LO SCOPO DEI VERTICI DELL’UDC QUELLO DI CONFLUIRE IN UN NUOVO MOVIMENTO. Secondo le mie umili stime: la Lista Monti al senato in Sicilia non raggiungerà l’8%, invece alla camera spingerà solo la Sicilia orientale perchè la sicilia occidentale non ha nessun motivo di votare il nostro caro segretario che si è assicurato il suo posto e quello dei suoi amici messinesi, catanesi trascurando totalmente le tre provincie occidentali Palermo Trapani ed Agrigento aggiungendo Enna ed Caltanissetta. Voglio augurare un in bocca al lupo al nostro Segretario; annunciandogli che per la prima volta nella mia vita non voterò UDC ma M5S.

    DOVRESTE VERGOGNARVI INFIERIRE SU UNA PERSONA CHE PAGA PER TUTTA LA CLASSE POLITICA SICILIANA.
    SONO FERMAMENTE CONVINTO CHE I MORALIZZATORI DI OGGI SONO QUELLI CHE PUNTUALMENTE SALIVANO E SCENDEVANO DALLA PRESIDENZA X LEC…..IL C….. E CHE SOPRAVVIVEVANO GRAZIE AL SUO GRANDE CUORE .

    Almeno qualcuno coerente. Poiché’ buona parte dei cuffariani sono poi diventati lombardiani per essersi scoperti oggi,convintamente , crocettiani.
    Credo che il megafono raccoglierà una notevole quantità di consensi frutto di uno smottamento poco ideologico e molto clientelare. Così vanno le cose qui da noi, una politica molto turistica tra partiti/taxi e gruppi parlamentari con la porta girevole sempre in movimento.

    Lungi da me difendere la mafia e i mafiosi, men che meno Cuffaro, ma oggi ti invito a guardarti attentamente dall’antimafia e dalle liste di proscrizione di Lumia e Crocetta. Il vero strumento di lotta politica e metodo di eliminazione di massa dei rivali politici o dei nemici personali, i cui benefici verranno utilizzati per pagare i Crociati da essi designati. Osserva l’allontanamento forzoso di intere classi dirigenti, a torto o a ragione, imposto dall’ antimafia alla caduta dell’Arraffaelismo.

    Crocetta è il vero cuffariano ma nel termine negativo. Cuffaro è 100 volte superiore, umanamante e politicamente . Io ho votato PD , sempre, e sono indignato da questo presidente che ci ha tradito!

    bellissimo articolo. ennesimo bellissimo articolo.
    MI PIACE, nella forma e nella sostanza.
    complimenti a Roberto Puglisi

    non devi commuoverti ma lasciarlo in pace e magari augurarti che altri che si sono comportati anche peggio paghino pure loro

    Deve essere di scuola democristiana, bravo nel trasi e nesci.

    Caro chicco, tu sei cuffariano, lo sei stato e lo sarai, ma pensarlo per tutti è proprio una imbecillità col botto. Pensalo per te stesso.

    L’Articolo di Puglisi apre certamente un dibattito sulla nostra terra e sui governanti di essa che si sono succeduti dal dopoguerra ad oggi. Certamente attribbuire a Cuffaro tutti i mali della Sicilia è solo ipocrisia falsità e viltà. Ricordo ai lettori che se oggi il Senatore D’Alia si trova in Senato lo devo solo e soltanto all’ex Sen Cuffaro (oggi ingiustamente detenuto), ricordo sempre hai lettori, che, la percentuale del 9,6 alle politiche del 2008 l’Udc la raggiunse solo e soltanto in Sicilia, infatti, all’epoca scattarono 3 seggi, gli unici Senatori dell’UDC erano stati eletti in Sicilia grazie ai voti dell’ex Sen. Cuffaro. Quindi se all’epoca l’ex sen. Cuffaro non si fosse candidato, in questo momento l’UDC non avrebbe avuto nemmeno un rappresentante in Senato, con l’aggravante che il Senatore D’Alia in questo momento non si fosse trovato in Senato a fare il Capogruppo ed il leader di partito, ma a Messina ad esercitare la professione di avvocato facendo la spola tra il suo studio ed il tribunale, con la speranza di ricoprire al massimo la carica politica di consigliere comunale.
    Ricordo inoltre hai lettori interessati alla politica, che in politica, non si vive sempre di luce riflessa, prima quella del padre e poi quella dell’amico……… ma occorre dotarsi di propria luce per andare avanti………

    Poi usciva dal palazzo ed andava a sorridere ai componenti di una banda di assassini, che ha inferto ferite mortali a tanti eroi, tanti innocenti e all’onorabilità di una terra-
    MA PER FAVORE!!!!

    Scusate, mi sapreste dire perchè se a palermo i voti li prendeva cuffaro erano di origine mafiose e se gli stessi li prendeva orlando erano puliti?

    Cuffaro deve essere costantemente additato come esempio di COLLUSIONE CON ASSASSINI EFFERATI, fino a quando NON VUOTERA’ IL SACCO.

    FINO A QUANDO NON DENUNCERA’ I MAFIOSI CHE HA FAVORITO E I SUOI COMPLICI COLLUSI AVRA’ SOLO IL MIO DISPREZZO TOTALE.

    W GLI EROI DELL’ANTIMAFIA, ABBASSO MAFIOSI E COLLUSI.

    Mi dici per favore chi sono oggi gli eroi dell’antimanfia?

    Cuffaro è un vero leader. Lo ha sempre dimostrato, tanto che dava fastidio a molti, a troppi. Ora sta scontando la sua pena esagerata, in un paese che di giustizia ne ha sempre vista assai poca. Sta dando l’esempio ai suoi ed ai nostri figli, di come un UOMO debba comprtarsi nella peggiore delle disgrazie umane. Questi omuncolki che si spartiscono i poteri non hanno nemmeno il diritto di pronunciare il suo nome e cognome , ma inchinarsi all’ISTITUZIONE che egli è stato e sperò tornerà ad essere.
    Oggi piangiamo sotto questo presidente . A breve credo verrà sfiduciato o dovrà dimettersi cosi io come elettore del PD potrò tornare a votare un vero presidente di centrosinistra, non Crocetta.

    DALIA…NON PUOI TENERE NEANCHE LE PANTOFOLE A CUFFARO…E POI BASTA…. NON SE NE PUO’ PIU’…PENSATE PIUTTOSTO ALLE “PORCATE” CHE STATE COMMETTENDO TU ED IL TUO PRINCIPALE, A CUI ABBASSI LA TESTA PER CERCARE DI STRAPPARE LA POLTRONA A CUI TI SEI ATTACCATO…..

    meglio cuffaro che tutti questi accattoni che cambiani pelle continuamente…qualunque sbaglio abbia fatto lo sta pagando con dignità , paragonato a loro è un onore!

    gli eroi dell’antimafia chi sono??? ingroia? grasso? lumia? la borsellino?

    perchè se ti riferisci ai morti..ora basta! abbiamo bisogno di attualità va bene ricordarli e rispettarli ma ci costano fin troppo cari..chi fa l’assessore chi l’eurodeputato..siamo sicuri che non stiamo buttando i loro stipendi?

    Ma che domande fai??? Devo ricordati che una volta Orlando disse che a Brancaccio il 75% dei voti era mafiso e lui, proprio in un seggio di Brancaccio, prese il 100% dei voti, sostenendo che nessuno dei suoi voti era mafioso???
    Non sono mai stato un cuffariano, anzi, lo reputo uno delle maggiori sciagure della Sicilia… ma è l’unico che sta pagando e con una dignità non indifferente…
    … e pensare che in questo momento, all’ARS, nei consigli comunali, in quelli provinciali, in quelli regionali, negli enti locali, insomma in tutte le istituzioni siciliane, ci sono eletti o nomitati accusati di reati ben più gravi…
    Cordiali saluti a tutti…

    Io invece attendo con ansia l’uscita del libro che Cuffaro si sta accingendo a scrivere da mesi a Rebibbia dove parlerà a 360 gradi e come lui stesso ha riferito “farà male a se stesso ma soprattutto a molti che del Cuffarismo hanno giovato e che oggi fanno la parte degli scevri alla corte di Crocetta.

    Cuffarismo = sistema politico-affaristico-clientelare mafioso che ha affossato la Sicilia e il Sud. Sinonimo eufemistico = palude.
    Cuffariano = individuo complice, colluso, favoreggiatore, profittatore del suddetto sistema. Sinonimo eufemistico = melma.
    Movente unico: denaro. Sempre.
    A solo sentire questi termini i siciliani onesti – a cominciare da giornalisti e intellettuali – devono provare schifo e vergogna.

    rispondo a Giovanni C.tu sei un vero uomo e un amico ed io sono tuo amico e viva totò cuffaro.

    E SE CUFFARO FOSSE INNOCENTE?
    E SE IL PROCESSO CUFFARO FOSSE UN OBBRIO GIUDIZIARIO?
    E SE NON CI FOSSERO LE PROVE?
    ***
    CONOSCETE DAVVERO IL PORCESSO?
    SAPETE DELLE VOCALI “O” ED “A”?

    Il processo “Cuffaro”, da tantissimi ricordato ma da pochissimi letto, studiato e conosciuto, è un obbrobrio processuale verso il quale tantissimi – ancora – non trovano la voce per gridare allo scandalo.

    Farlo significherebbe sfidare l’intera opinione pubblica, la quale confortata dai tre gradi di giudizio di colpevolezza, mai si persuaderebbe dell’idea circa l’ingiustizia di codesto procedimento.

    Adesso però il tempo del silenzio è scaduto.

    Andiamo ai fatti:

    – Totò Cuffaro è stato condannato per rivelazione del segreto di ufficio (art 326 cp) e favoreggiamento personale (art. 378 cp) con l’applicazione della circostanza aggravante di cui all’art. 7 D.L.152/91

    – Totò Cuffaro venne, invece, prosciolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa di all’art. 416 bis cp;

    – Nonostante il proscioglimento, la testarda Procura di Palermo, in un secondo processo, inquisì di nuovo Cuffaro e sempre per il reato di cui all’art 416 bis cp, reaoto per il quale era stato già prosciolto;

    – Dal processo che ne seguì, sia in primo che in secondo grado, l’imputato fu sempre assolto per “ne bis in idem” perché, per gli stessi fatti, egli fu già giudicato, nel corso del primo processo, quello conclusosi con la sentenza di condanna (adesso pende un ricorso in Cassazione che speriamo scriva la parola fine su questa seconda vicenda);

    – Facendo un passo indietro e ritornando al primo processo, quello denominato “Talpe in Procura” – ricordo, conclusosi con una sentenza di condanna a 7 anni – Cuffaro fu ritenuto responsabile penalmente poiché, (questo è il tema accusatorio) tramite il medico Mimmo Miceli, informò il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro di essere sotto intercettazione.

    – La prova cardine per conclamare questa penale responsabilità consistette in una registrazione in cui la moglie del boss, al momento del ritrovamento, avrebbe detto “e meno male che ce l’hanno detto”; “ragiuni… veru ragiuni avìa Totò Cuffaro”.

    L’intercettazione e le parole ivi registrate, così come raccontate, non possono che apparire a qualunque lettore una prova schiacciante.

    Esse furono ritenute immediatamente dimostrative della responsabilità del Cuffaro circa la fuga di notizie contestatagli.

    Ma le cose – i fatti – stanno davvero così come ce le hanno raccontate i giudici?

    Vediamoli insieme, ognuno se ne farà un’opinione.

    ***

    La famosa e fondamentale registrazione, circa l’intercettazione ambientale avvenuta il 16/06/2001, presso l’abitazione del boss Guttadauro, fu raccolta durante il processo a carico di Domenico Miceli (i relativi verbali processuali dopo faranno direttamente ingresso nel processo a carico di Cuffaro, spiegando ogni valore di prova acquisita).

    Mimmo Miceli, assessore al Comune di Palermo in quota UDC, come noto, era un uomo politico vicino al Presidente Cuffaro.

    Secondo l’accusa Cuffaro, essendo a conoscenza delle frequentazioni di Miceli con Gruttadauro, lo informò questi di essere sotto intercettazione. Prova ne è che al momento del ritrovamento della cimice, la moglie del boss pronunciò la fatidica frase “avìa ragiuni Totò Cuffaro”.

    Passiamo quindi all’arcano giudiziario mai illuminato e ancora viziato da ombrosi dubbi:

    Il Tribunale di Palermo affidò a due tecnici l’incarico di sbobinare il contenuto dell’intercettazione: il P.I. Roberto Genovese ed il dott. Giampaolo Zambonini, funzionario della Polizia di Stato presso il Gabinetto di polizia scientifica di Roma (due consulenti nominati dai giudici, non consulenti di parte).

    Le due perizie però raggiunsero risultati ed esiti opposti, diametralmente opposti.

    Se per il perito Genovese, infatti, l’ascolto della conversazione avrebbe consentito la percezione della suddetta frase, lo Zambonini (dirigente dell’Ufficio Centrale Suoni della Polizia Scientifica di Roma), invece, aveva radicalmente escluso persino la individuabilità della frase medesima (in altre parole, secondo Zambonini, dal materiale registrato, non era nemmeno udibile alcuna frase!).

    Nel processo Miceli, infatti, nonostante agli atti vi fosse la perizia del tecnico Roberto Genovese (probabilmente perché non ritenuta attendibile?), il Tribunale, ai sensi dell’art. 507 cpp, ordinò l’espletamento di un’altra perizia, affidando tale incarico al suddetto Zambonini.

    All’esito delle operazioni peritali, aventi ad oggetto esclusivamente la frase in questione (veru ragiuni avìa Totò Cuffaro), il perito depositava l’elaborato peritale concludendo che:

    • la parte “(inc) ragiuni (inc) … veru ragiuni avia” risulta incomprensibile a livello uditivo e non analizzabile strumentalmente;

    • dall’analisi strumentale effettuata sulla parte “Totò Cuffaro” è stata rilevata la presenza di tratti di segnali vocali compatibili con l’andamento spettrale di una vocale “o” e di una vocale “a” (…). Inoltre, essendo il valore della frequenza fondamentale di circa 150 Hz, con buona probabilità il parlatore anonimo è un individuo di sesso maschile;

    (Adesso, fate bene attenzione:)

    • è stato operato un ascolto da parte di un gruppo di dieci persone appartenenti al Servizio Polizia Scientifica. Il file audio è stato fatto ascoltare circa 10 volte agli operatori interessati singolarmente ed in tempi diversi. Nessuno degli operatori è stato in grado di individuare il nome “Totò Cuffaro” autonomamente. Solamente dopo aver selezionato la parte oggetto di indagine, gli operatori sono stati concordi sulla presenza auditiva delle sole vocali “O” ed “A”.

    Tutti i componenti la c.d. squadra di ascolto, sentiti a dibattimento, hanno escluso o non hanno confermato di aver udito la frase in questione. Una frase che incriminerà Cuffaro a sette anni di reclusione.

    Una frase che – almeno nell’indicazione del nome di Totò Cuffaro – non è assolutamente percepibile, com’è stato evidenziato dall’analisi tecnico-scientifica disposta nel processo Buscemi/Miceli, le cui risultanze verranno integralmente acquisite agli atti del procedimento riguardante appunto lo stesso Cuffaro.

    Ebbene, il Tribunale, sulla base di tali chiare ed evidenti conclusioni peritali dell’ing. Zambonini, dirigente dell’Ufficio Centrale Suoni della Polizia Scientifica di Roma, secondo il quale la frase in esame è incomprensibile a livello uditivo e non analizzabile con alcuna strumentazione scientificamente all’avanguardia, inspiegabilmente perviene a conclusioni diametralmente opposte.

    Ovvero il Tribunale di Palermo ritiene la frase effettivamente pronunciata e compatibile con le risultanze dell’altro perito, Roberto Genovese (!)

    La compatibilità, leggendo la sentenza (da pagg. 934 e ss.), deriverebbe esclusivamente dalla possibilità di individuare la presenza di una vocale “O” e di una vocale “A” in corrispondenza del tratto trascritto dal Genovese come “TotO’ CuffAro”.

    È davvero possibile che il Tribunale abbia ritenuto di esprimere un giudizio in termini di certezza (l’effettiva presenza nel tratto di conversazione in esame della frase Totò Cuffaro) partendo da una mera congettura, la coincidenza delle lettere O ed A nel tratto registrato?

    Intanto, così è.

    Oppure, secondo ogni buon senso, si tratterebbe di un ragionamento in grado di reggere alcuna verifica, neanche di tipo logico, finalizzato a perseguire ad ogni costo una tesi di parte?

    Se applicassimo lo stesso metodo utilizzato dal Tribunale – ovvero la compatibilità con una vocale “o” ed una vocale “a” – decine e decine di frasi sarebbero compatibili con il contesto argomentativo della intercettazione del 15 giugno 2001.

    Si considerino, a titolo di esempio, le seguenti frasi: “miO frAtello”, “tuO cognAto”, ecc. con il solo limite della fantasia.

    Orbene, sapete dunque come e perché il Tribunale giudicherà illogiche le conclusioni dell’ing. Zambonini?

    Ebbene – qui il collegio giudicante si supera – l’inattendibilità delle conclusioni peritali dell’ing. Zambonini deriverebbe dalla poca dimestichezza dello stesso con il dialetto siciliano.

    Incredibile, secondo i giudici, la perizia di Zambonini, coadiuvato da altri 10 agenti, non sarebbe attendibile perché non avrebbero dimestichezza con il dialetto siciliano.

    Incredibile ma vero: secondo questi giudici la frase “Totò Cuffaro” se pronunciata in italiano o in dialetto siciliano avrebbe un suono diverso!

    L’assunto, tra l’altro, non tiene conto del fatto che lo stesso Zambonini ha riferito in udienza di comprendere il siciliano e che il medesimo tratto era stato fatto ascoltare, separatamente, ad altri funzionari di polizia, alcuni dei quali anche di origine siciliana.

    In ogni caso, la macroscopica erroneità del giudizio del Tribunale risulta assodata atteso che il super perito ha definito il suono in argomento “oggettivamente inudibile” (pronunciata in lingua italiana o dialettale, una cosa inudibile, sempre inudibile è!).

    ***

    Inoltre, un altro aneddoto processuale, che lascia dubbi irrisolti sulla vicenda, consiste nel fatto che a pronunciare la frase incriminata, secondo il Tribunale, sarebbe stata la moglie del boss, Gisella Greco.

    Mentre il super perito, Ing. Zambolini, sulla scorta di argomenti che neanche la più viva fantasia poteva smentire, ha dimostrato che il suono, emesso a bassa frequenza, anche questo non udibile, è stato pronunciato da un uomo.

    Ma v’è di più!

    Sempre con l’intento di smontare la perizia di Zambonini, il Tribunale si spinge ad affermare che “Non meritano considerazione, poi, le ulteriori e non richieste analisi empiriche svolte, con troppa buona volontà, dallo Zambonini” (pag. 936). Insomma, i giudici criticano e contestano al perito v di aver eseguito degli esperimenti e di aver fatto ascoltare detta registrazione ad altri 10 agenti della polizia scientifica, attività che sarebbero state non richieste dal collegio giudicante.

    Invece, anche questa affermazione in sentenza non risponderebbe a verità, in quanto è possibile affermare, sulla base degli atti del processo, che al perito fu demandato di “appurare, compiuto ogni utile accertamento, eventualmente anche mediante il ricorso alla realizzazione di sonogrammi, compresa l’indagine empirica di ascolto diretto”.

    Infine, deve essere evidenziato che alle medesime conclusioni del perito Zambonini giunse anche il prof. Andrea Pavoni Belli, ricercatore presso l’Istituto Galileo Ferraris di Torino, che, interpellato dalla difesa di Cuffaro, ha escluso in modo perentorio e risoluto che nella registrazione del 12 giugno 2001 sia percepibile il passo ritenuto esistente dal consulente del Pubblico Ministero (ma siccome è una perizia di parte al pubblico fazioso questa perizia non assumerà alcuna rilevzana)

    In sintesi, la Corte di Appello ed il Tribunale palermitani, per accreditare la perizia Genovese, ritennero che la frase oggetto di perizia fonica (“ragiuni… avìa Totò Cuffaro”) fu effettivamente pronunciata essendo “compatibile… con le risultanze degli altri periti e consulenti” sol perché vi era stata la possibilità di individuare la presenza di una vocale “O” e di una vocale “A”.

    Adesso – secondo logica, diritto, scienza e buon senso – a chiunque chiedo:

    • Può mai affermarsi che la presenza di una “O” ed una “A” – vocali presenti in migliaia di parole – possano consentire un giudizio di compatibilità fra la perizia Genovese e quella di Zambolini?

    • Com’è possibile superare la conclusione peritale dello Zambonini (perito nominato dal Tribunale) il quale affermò che le vocali suddette sarebbero state comunque pronunciate da un individuo di sesso maschile e non femminile (e che quindi esse non potevano essere attribuite alla signora Gisella Greco, moglie del boss Guttadauro)?

    • Poteva essere ignorata l’altra conclusione peritale del dott. Zambonini, secondo cui la frase “veru ragiuni avìa” risultava incomprensibile a livello uditivo e non analizzabile strumentalmente?

    • Quale giudizio, in termini di assoluta certezza, senza contare le conclusioni delle perizie di parte, poteva essere formulato sulla scorta di inconciliabili perizie disposte d’ufficio dallo stesso Tribunale?

    Ebbene, rispetto a tali quesiti, rilevantissimi sul piano probatorio, che hanno carcerato Cuffaro, la Corte di Appello di Palermo non ha fornito alcuna risposta.

    Pag. 435, sentenza di appello: “ritiene la Corte, che pur a fronte di tale conclusione (riferimento alla perizia Zambonini) l’individuazione anche delle sole due lettere corrispondenti al nominativo del Cuffaro non può fare individuare la perizia Zambonini quale elemento di smentita dei risultati cui è pervenuto il Genovese essendovi anzi una seppur parziale coincidenza. Posto quindi che una completa contraddizione nei risultati delle due perizie non vi è, sicchè anche l’argomento difensivo sul punto va respinto non potendo ritenersi una totale inconciliabilità come prospettato, rimane il significato probatorio invero di grado elevato di un accertamento compiuto da un soggetto, il Genovese, che certamente ha dimostrato così come puntualmente evidenziato nell’impugnata pronuncia, una ben maggiore capacità di individuazione e traduzione di colloqui e frasi in dialetto siciliano come quella appunto riguardante il termine in precedenza segnalato.”

    Le domande ed i dubbi sulla colpevolezza di Cuffaro, quindi, restano:

    Rimane l’inconciliabilità sostanziale tra le due perizie (Genovese=comprensibilità; Zambonini=incomprensibilità a livello uditivo della frase non analizzabile con alcuna strumentazione scientificamente all’avanguardia).
    Come si è potuto attribuire maggior credito all’accertamento compiuto dal perito Genovose (professionalmente meno qualificato rispetto al dott. Zambonini – specialista del suono) un “significato probatorio di grado elevato”?

    Quale “coincidenza” possibile in termini di valutazione delle risultanze processuali poteva essere riconosciuta alle rispettive perizie dal momento che quella dello Zambonini escludeva la possibilità, a livello strumentale, della percezione della frase?

    Non vi pare che sul punto vi sia una forzatura concettuale?

    La frase “Totò Cuffaro” espresse in perfetto italiano o in dialetto modifica la sua comprensibilità all’ascolto di un non siciliano?

    Davvero, non avete alcun dubbio? Proprio nessuno?

    Beati voi.

    PS: Il presidente della Corte d’Appello di Palermo che giudicò Cuffaro celebrò un solo processo a Palermo. Venne trasferito in quella sede soltanto un mese prima del processo e poi, dopo la sentenza, fu ritrasferito in altra sede.

    In Cassazione, nonostante la richiesta di annullamento del Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, la Corte non si espresse lo stesso giorno, fatto assolutamente originale. L’indomani, votando a maggioranza, rigettò il ricorso di Cuffaro.

    Infine, ecco qui il link in cui Roberto Genovese depone al processo, spero notiate le contraddizioni:

    http://www.radioradicale.it/scheda/199591/processo-a-domenico-miceli-e-francesco-buscemi

    http://www.radioradicale.it/scheda/200028/processo-a-domenico-miceli-e-francesco-buscemi

    Cuffaro è l’unico politico che con dignità sta pagando per le sue responsabilità.
    Gli altri?

    Facevo una considerazione e voglio condividerla:
    sarà una coincedenza, ma per ogni tot articoli di questa testata uno, per dritto o per rovescio, è “dedicato” all’amico dei mafiosi Cuffaro.

    Quindi reputa normale dover lecc.. il c… per sopravvivere? Ecco cos’era il cuffarismo. Dio ce ne scani e liberi.

    In questo paese di ….. si cerca di rivalutare un politico ladro che è morto da latitante, un dittatore, e adesso cercate di rivalutare un galeotto che ha favorito la mafia, per me è vergognoso…

    condivido l’articolo di puglisi soltanto nella valutazione del personaggio politico d’alia e nella giusta accusa di viltà nei confronti di chi infierisce su un uomo che non può rispondere. lascio ai lettori giudicare della statura umana e politica di questi signori

    D’Alia, visto che si scopre adesso tra i detrattori di colui che lo ha degnato di mandarlo in Parlamento restituisca i soldi che ha preso e tutti gli elettori udc che hanno conosciuto il vero cuffaro, quello per bene che odia la mafia e ama il popolo e la gente umile, e non la vulgata costruita dal circuito madiatico giudiziario oggi partito della rivoluzione civile, lasci d’alia ai suoi compari.
    stimo Puglisi persona intellettualmente onesta.
    Probabilmente i suoi giudizi morali su Cuffaro, se conoscesse il processo, cambierebbero. Ascolti radioradicale la testimonianza del perito che dice di avere ascoltato la famosa frase veru raggiuni avia totò cuffaro… scoprirà che lo stesso si definisce un non esperto… ma comunque come lo stesso Cuuffaro ripete con rispetto delle istituzioni che le sentenze si rispettano.

    Ma come potete non VOMITARE di fronte ad uno che ha fatto la spia ai mafiosi riferendo che erano controllati con delle cimici?
    Uno che HA FAVORITO LA MAFIA.
    COME POTETE???!!!!
    Mi dispiace dirvelo: LA PRESENZA DELLA MAFIA IN SICILIA E’ ANCHE COLPA VOSTRA.

    Forse quel libro gli permetterà di riscattarsi.
    FACCIA I NOMI DEI MAFIOSI CHE HA FAVORITO E DEGLI ALTRI COLLUSI.
    In tal caso otterrà il rispetto che si deve ad un uomo e che non merita un CRIMINALE.

    Un dubbio c’è.
    Un politico siciliano così circondato da mafiosi, amici di mafiosi e poliziotti corrotti può solo essere
    1) UN COLLUSO,
    2) il politico PIU’ CRETINO DELL’UNIVERSO.

    Può darsi che Cuffaro fosse innocente e fosse vera la seconda ipotesi.
    La frase della signora Guttadauro non è certo la cosa più importante per valutare il personaggio Cuffaro.

    Gli eroi di oggi sono le persone che rischiano la vita facendo il loro lavoro contro la mafia e rimangono sconosciuti, di quelli di ieri molti non sono più tra noi.
    Invece dei CRIMINALI COLLUSI di oggi qualcuno lo conosciamo bene, uno è soprannominato TOTO’ VASA VASA.

    condivido pienamente l’ottima analisi del personaggio

    Cuffaro, viscidamente, fece affiggere i cartelli LA MAFIA FA SCHIFO (anche se poi si incontrava con mafiosi nel retrobottega a vendere prestazioni sanitarie).
    Io aggiungo che fanno schifo pure i suoi favoreggiatori e pure coloro che sostengono i favoreggiatori.

    La cosa che mi fa ridere ( o forse piangere…) è che il valore della dignitá lo si associa ad una persona che sta scontando una pena GIUSTA ( giusta da GIUSTIZIA). Dal momento in cui ha tradito le migliaia di persone che lo hanno votato ( vedi il sottoscritto ), le persone che su questa terra si sono fatte ammazzare etc etc… Non vedo perché non debba essere additato come un INDEGNO. Associazione, collusione, favoreggiamento o chiamatelo come volete, Cuffaro era il nostro rappresentante. E come tale non é stato in grado di staccarsi da tutto ciò. Qualcuno dirá che in Sicilia é difficile non venire a contatto con certa gentaglia, per questo voterò Movimento 5 Stelle. L’ho fatto alle regionali e continuerò a farlo per le nazionali. Almeno si respirerá un’aria più pulita. Almeno questo.

    A tutti quelli che hanno gridato e gridano : CRUCIFIGGE!CRUCIFIGGE ! Dopo aver letto l’avv. Lipera , siete ancora certi , oltre ogni ragionevole dubbio che Cuffaro sia veramente il delinquente che voi pensate che sia ? Non può essere il capro espiatorio di un sistema che voleva distruggerlo ? Il tempo ci darà la giusta risposta,e non certo i commenti di gente assatanata , che urla senza pensare !!!!

    credo che il problema più grande che hanno questi due è che nessuno dei due è cuffariano e non lo saranno mai.

    A chucko per avere tutta questa rabbia cosa hai mai chiesto per non essere stato accontentato. Sei troppo di parte. La risposta alle domande del sig. Libera penso che sono state date con la candidatura di chi dentro il palazzo di giustizia di Palermo ha avuto in questi anni un peso notevolissimo. Che Dio ce la mandi bene.

    La ringrazio per la puntuale trattazione della vicenda. Rimane ancora la stranezza di una “registrazione” che sembra segreta. Nessuno l’ha pubblicata e, da quello che lei ha riportato, devo ritenere che la stessa sia stata ascoltata solo dai periti. Quindi una condanna è fondata sulla parola del Genovese che sostiene di avere sentito la famosa frase e anche, più o meno, di non essere un tecnico.
    Resto fiducioso che Livesicilia, prima o poi, riesca a mettere a disposizione dell’ascolto (sempre che ci sia qualcosa da ascoltare) della intercettazione ambientale.
    Mi piacerebbe sapere se c’è qualcuno che gradirebbe, fatti i dovuti scongiuri, essere giudicato sulla base di “prove” simili…

    @roberto
    Per mia fortuna sono in una posizione tale da non dover chiedere nulla a nessuno e ho la fortuna di avere avuto un padre servitore dello stato onestissimo.
    Ma quando ripenso a Salvatore Borsellino che racconta di sua madre che passa accanto ai resti del corpo dilaniato di suo fratello e non si accorge di quello che le sta accadendo perchè un angelo probabilmente l’ha sollevata impedendo di vedere quello che è attorno a lei, rimpiango di non avere fatto legge ed essere entrato in magistratura per fare la guerra a questi criminali.
    E il mio disprezzo per i colletti bianchi collusi diventa totale.
    I mafiosi veri spesso non hanno avuto dalla loro vita altra scelta, ma i colletti bianchi potevano scegliere. SE HANNO SCELTO LA COLLUSIONE MI FANNO SCHIFO.
    Come quelli che li difendono… clientelisti mentecatti.

    La registrazione è una delle prove giudiziarie del processo, ma l’insieme delle intercettazioni e dei rapporti tra Cuffaro, Aiello (prestanome di Provenzano), Guttadauro (Boss mafioso e medico), Miceli (medico e politico), Aragona (medico) Ciuro e Riolo (carabinieri) e Borzacchelli (carabiniere e politico) non lascia spazio a dubbi.
    Per non parlare delle confessioni di Riolo e del collaboratore di Aiello, Rotondo, che dicono di avere saputo delle indagini su di loro da Cuffaro.
    Cuffaro era circondato da mafiosi, amico di mafiosi (come Aiello), si incontrava con mafiosi (pure seminando la sua scorta), era votato e ammirato da mafiosi (Guttadauro si complimenta per la sceneggiata televisiva contro Falcone)…
    O E’ SCEMO O E’ COLLUSO.
    E state a disquisire sul “vero raggiuni avia Totò Cuffaro”, ma fatemi il piacere.

    Ma basta, leggetevi le intercettazione, l’intreccio di conoscenze, LE CONFESSIONI… CUFFARO E’ COLPEVOLE!!!!
    Guardate il documentario LA MAFIA E’ BIANCA.

    Dici bene!

    MA DOVE SI E’ MAI VISTO UN PRESIDENTE DI REGIONE CHE SEMINA LA SCORTA E VA A DISCUTERE DI TARIFFE SANITARIE IN UNA BOTTEGA DI MUTANDE!!??
    Poi quelle tariffe risultano ALLUCINANTI e l’interlocutore è il prestanome di PROVENZANO!!!!
    E infine lo stesso interlocutore CONFESSA DI AVERE PARLATO ANCHE DI INDAGINI!!!!
    CONFESSA!!!!
    E qui ci sono “investigatori” che disquisiscono su una frase di dubbia interpretazione. LA frase sarà di dubbia interpretazione, ma tutto il resto è sicuro: CUFFARO FAVORIVA LA MAFIA!!

    Come sempre c’é “ben altro” di cui parlare…

    Io Cuffariano non lo sono stato mai!!!! ma visto come gli è finita mi fa un pò di tenerezza e simpatia. Non ho mai capito perchè non hanno pagato tanti altri ex DC con in testa Andreotti e Mannino ???

    Il cuffarismo è un fenomeno così abominevole che ripugna alle persone oneste.
    E se qualcuno abiura anche per interesse, la cosa non mi disturba, perchè comunque chi abiura ha fatto la cosa giusta.

    Riesaminati i tre gradi di giudizio mi sono convinto che è tutto un complotto delle toghe rosse per rovinare il buon nome del carcere di Rebibbia.
    Vergogna.

    Per Chucko—-Non te lo auguro,e spero che tu non debba mai capitare sotto le grinfie di certa magistratura !! Mai dire mai ! Allora vedrai che cambierai idea !!!!!

    Egregio Avvocato perchè non invia a tutti i giornali quanto ha scritto su Live Sicilia? Mi pare tutto così interessante che anche chi non legge questo giornale debba esserne a conoscenza.

    Destino comune, quello di Aiello e quello di Cuffaro: sono due uomini di successo del settore sanitario. Potevano non incontrarsi? Si conoscono, si parlano, si consultano, si vedono. Ma dalla primavera 2003, quando decollano le indagini su di loro, smettono di comunicare. Evidentemente sanno dell’inchiesta. Hanno un incontro diretto, ma con accorgimenti tali che sembra uscito da un film di spie. Avviene alle 18 del 31 ottobre 2003, cinque giorni prima dell’arresto di Aiello. Niente contatti diretti tra i due. Nessuna telefonata. Intermediari per fissare l’appuntamento. Luogo scelto: una boutique di Bagheria, Bertini Uomo. Cuffaro, per non avere testimoni, addirittura semina la scorta. E infine, eccolo di fronte ad Aiello. Di che cosa parlano? L’ingegnere, dopo l’arresto, lo confessa: “Quel giorno parlammo del tariffario regionale della sanità che a me interessava per i rimborsi delle prestazioni delle mie strutture, ma discutemmo anche delle indagini in corso”.
    …..
    Totò era stato eletto “governatore” da meno di tre settimane e già andava a incontrare all’hotel Excelsior di Palermo, il 30 luglio 2001, Miceli e il cognato di Peppino Guttadauro, Vincenzo Greco, anch’egli medico, già condannato nel 1996 per avere curato il killer di padre Pino Puglisi. Peccato che le telecamere dei carabinieri abbiano ripreso tutto.

    BRAVO CUFFARO: semina la scorta e d incontra AIELLO in un negozio di mutande, poi incontra MICELI e GRECO (già condannato per fatti di mafia) all’hotel Excelsior…

    Poi il tariffario della clinica Aiello risulta scandaloso….

    E voi disquisite sulla frase dubbia…

    solo poche parole : i due diciamo grandi politici ,sopratutto uno ,hanno goduto abbastanza del Sig.CUFFARO…quindi è meglio che facciano silenzio che nonostante tutto sta pagando per tutte le schifezze delle quali ha usufruito il voltagabbana di Casini…VERGOGNATEVI……..E MI SPIACE MOLTO PER CHI CONTINUA A VOTARE QUESTI DUE PERSONAGGI..TUTTI E DUE..SQUALLIDI…

    devi togliere un po di H messe a sproposito eri assente quel giorno della 3 elementare in cui si spiegò il verbo avere?

    chucko ( o ciuco?) hai un problema fatti vedere

    Grazie per le correzioni, purtroppo non ho avuto la fortuna di studiare come te, dovevo andare a lavorare, tutto quello che sò l’ho appreso da autodidatta.
    Grazie per la lezione di grammatica, spero che si sia capito quello che intendevo dire… abbracci

    Il sig. Chucko non avrà letto nemmeno un rigo di quei processi.
    Ed ha così tanto coraggio che si nasconde sotto un nickname.

    Complimenti.

    Cuffaro è stato l’unico a credere nella giustizia e il solo a farsi il carcere! Vi siete mai chiesti se Cuffaro fosse stato assolto, dove sarebbe finita la credibilità dei pentiti. In fine bisognerebbe ricordare a Casini che grazie a Cuffaro l’UDC ha avuto dei risultati al senato, e lo stesso Casini lo aveva nominato vice segretario nazionale. Su Orlando non occorre dire nulla……

    come disse bettino alla camera il piu pulito a la rogna

    A chucko. Non conosci le carte processuali, conosci quello che coloro che dovevano colpirlo hanno deciso di fare sapere. Per correttezza oltre alla mafia bianca vedi se riesci recuperare il DVD Cuffaro contro la mafia e’ bianca, forse vedendolo riuscirai ad essere un po’ meno di parte. La condanna di Cuffaro non sta nelle carte processuali ma negli attacchi mediatici violenti subiti che hanno creato una falsa verita.Non ha mai incontrato Guttadauro, ha incontrato il dott. Greco, cognato di Guttadauroin un hotel , allora le cose sono due, o non era a conoscenza delle microspie a casa Gutadauo, o proprio un fesso.Aiello fino a quel periodo non era conosciuto come mafioso, altrimenti non si dimostra la sua vicinanza ad illustri uomini della magistratura. Il tariffario non era una esigenza di Aiello, bensì della Regione, perche fino a quando non veniva approvato ad Aiello veniva rimborsata la prestazione al prezzo da lui richiesto, e quando Cuffaro aveva deciso di bloccare quella prestazione era successo un casino enorme con interrogazioni parlamentari provenienti da partiti di estrema sinistra fino all estrema destra. A proposito se lo sei chiesto come mai queste prestazioni non erano presenti nel tariffario? Chucko giudicare conoscendo tutte le carte e’ difficilissimo, tanto che nel caso in specie abbiamo avuto una differente posizione tra il tribunale e la corte d’appello da una parte e della procura generale ed il collegio in cassazione dall’altra, quindi in questi casi forse non conviene lasciarsi andare in facili giudizi, perche se un domani si scoprisse la sua innocenza avremmo fallito come uomini e come istituzione. A proposito tutti gli attori di questo processo sono fuori compreso Guttadauro, che era considerato capo mafia, l’unico ancora in carcere e’ Cuffaro. Buon divertimento a tutti.

    Complimenti al lettore precedente. Ma non basta. Forse non sapete che la cassazione considera favoreggiamento semplice ospitare un latitante al vertice della mafia. Accanimento nei confronti di Cuffaro? Nooooo ci mancherebbe!
    E’ una VERGOGNA giuridica. Il principio in dubio pro reo è stato calpestato

    Vincenzo Greco è un medico, assolto definitivamente dall’accusa di essere un mafioso. All’epoca dei fatti era libero e, se non sbaglio, aveva già scontato la pena per favoreggiamento.
    Aiello, all’epoca dei fatti, era un imprenditore (primo contribuente siciliano) conosciuto da tanti, compresi Ciuro e Antonio Ingroia, chiamati ” Ciuri e Puri”. Aiello ristrutturò la casa paterna di Ingroia, con i fondi del terremoto del Belice. Si aggiungano anche le interpellanza parlamentari della sinistra e che persino dalla segreteria di Lumia chiamarono la clinica di Aiello.

    Secondo il commentatore di sopra, quindi, se domani qualcuno dovesse incontrare Cuffaro, a pena espiata, e avere anche un colloquio con in imprenditore che dovesse risultare mafioso, secondo successive vicende giudiziarie, sarebbe provato che quel qualcuno sarebbe anch’egli mafioso.

    @ Roberto
    @ Giuseppe Rossi
    @ Ipazia
    Ho pubblicato decine di volte su Live le interrogazioni parlamentari di cui si accenna e l’ho fatto invitando a realizzare una breve quanto semplice inchiesta giornalistica che raccogliesse le voci dei firmatari. Non è accaduto nulla. Cuffaro sepultum, parce vivos…
    Sepolto in carcere Cuffaro, hanno preferito lasciare in pace i vivi.
    Al commentatore Chucko suggerisco di osservare questa scena:
    Un uomo, in piedi, guarda a terra un uomo, morto. Unico dato certo: l’uomo che guarda è l’assassino.
    Chucko non avrà dubbi. Invece: PRIMA POSSIBILITA’: l’uomo in piedi ha progettato di uccidere e l’ha fatto; SECONDA POSSIBILITA’: l’uomo in piedi è stato gravemente provocato ed ha reagito d’impeto; TERZA IPOTESI: l’uomo in piedi correndo a testa bassa, ha urtato un passante che, cadendo, ha battuto la testa; QUARTA IPOTESI: l’uomo in piedi ha polemizzato con un passante, lo ha spinto facendogli perdere l’equilibrio, e quegli cadendo ha battuto la testa ed è morto; QUINTA IPOTESI: l’uomo in piedi s’è difeso da una aggressione armata ed ha ucciso l’aggressore.
    Nelle CINQUE IPOTESI il morto è morto, ma l’altro andrà dall’ergastolo a pene minori sino alla assoluta incolpevolezza per legittima difesa.
    Chucko impari che i fatti possono avere significati anche opposti. E giudicare si può soltanto conoscendo in profondità le circostanze. Cosa che, nel caso Cuffaro, non è “potuta” accadere neanche da parte dei magistrati (che, infatti, sono stati in profondo disaccordo). Saluti

    Che motivo ha un presidente di regione di appartarsi con un mafioso conclamato (video hotel excelsior)? Sono curioso di conoscere tutte le possibili spiegazioni. Sicuramente ognuno tirerà le proprie conclusioni… io sono pienamente d’accordo con quelle espresse dai giudici di cassazione.

    Ricordiamo a Dalia che nel 2008 e’ stato eletto al senato dove il capolista in sicilia era Cuffaro.

    hanno dimenticato facilmente esta rimosso la pura e santa verità : se non ci fosse Totò. nessuno di loro sarebbe al senato e moltissimi neanche alla camera.

    Ho un problema: gli amici dei mafiosi e i clientelisti MI FANNO SCHIFO!

    Infatti.
    E’ incredibile sentire queste arrampicate sugli specchi…

    Mi pare di aver capito che qui ci sono persone così sveglie che pensano che il Burlesquoni si sia veramente preso in casa MANGANO per farsi guardare i cavalli….

    Burlesquoni si porta a casa un criminale per farsi guardare i cavalli, Cuffaro si circonda di mafiosi perchè è ingenuo…

    Anche la magnifica sceneggiata fatta in TV contro Falcone: ingenuità!

    Sareste anche divertenti SE NON FOSTE UNA TRAGEDIA PER QUESTA TERRA.

    @ chucko
    Io raramente interloquisco con chi argomenta con la sua violenza, però non tollero le menzogne anche se frutto di disinformazione e quindi intervengo.
    Cuffaro non aggredì Falcone in tv. Chi lo afferma mente o è talmente manovrabile da lasciarsi convincere da un titolo in mala fede pubblicato su you tube. Veda il filmato e apprenderà che Cuffaro si rivolse ai giornalisti. Stop. Falcone fu aggredito da Orlando e dall’avvocato-compagno Galasso. Stop.
    Questa sua affermazione mendace rende indispensabile verificare ogni altra sua precedente affermazione.
    Chi volesse. Non io che so come stanne le cose.
    Non ho interesse a continuare il dialogo. Saluti.

    Per Anello(al naso)

    Condivido la sua indignazione.
    Trovo che la “tragedia per questa terra” sia l’ignoranza travestita da sacro furore giustizialista. Che poi vorrei vederli tutti questi duri e puri come si comportano nell’espletare il proprio dovere. E se il loro abito è sempre quello che indossano su queste pagine, allora immagino che divertimento stare accanto a loro…

    Nella trasmissione di Santoro di giovedì scorso mi ha colpito favorevolmente una signora che insisteva sulla importanza della “conoscenza” come primo gradino per potersi anche difendere dalle ingiustizie. Ecco, la CONOSCENZA. Come si fa a spiegare che per giudicare occorre conoscere e per conoscere occorre studiare? Quanta responsabilità ha la nostra scuola nella formazione delle coscienze? E’ così difficile pensare che non basta leggere Repubblica per avere la certezza che le cose siano come quel quotidiano ci dice? Io, per esempio, ho letto su un giornale on line che Bersani ha avuto una tangente di 98.000 euro dall’Ilva di Taranto quando era ministro del Governo Prodi. Non sono riuscita a trovare altra informazione. Chiedo: basta questo per assumere un atteggiamento da “duro e puro” contro il candidato premier del PD? E’ così difficile arrivare alla consapevolezza che c’è una grande differenza tra articolo di giornale e documenti, e che la Storia si guarda accedendo a questi ultimi. cioè alle fonti?

    Lo so, le mie domande resteranno senza risposte o al più riceveranno qualche sberleffo.
    Per fortuna, oggi c’è il sole e mi consolerò. Buona giornata.

    Per la Redazione
    Come mai non avete pubblicato il mio commento di stamattina?
    Attendo notizie. Grazie.

    Era finito nel filtro antispam. Ora è stato recuperato.

    Ho una domanda, magari se mi date una risposta mi convinco.

    La Sicilia, da sempre, è in una situazione economica disperata.
    In particolare è stata governata da gente che non ha voluto promuovere a livello locale e nazionale una politica che COMBATTESSE LA MALAVITA ORGANIZZATA.
    Anzi, è’ palese un connubio tra mafia e politica a livello locale e nazionale che ha permesso alla malavita organizzata di prosperare.
    Fino agli anni 80 non esisteva neppure il reato di associazione mafiosa!

    Chi sono i politici che, negli anni, hanno permesso questo?

    Cuffaro? No!
    Lombardo? No!
    Mannino? No!
    Andreotti? No!
    Lima? No!
    Dell’Utri? No!
    Burlesquoni? Figuriamoci!
    ….

    Insomma, c’è qualche politico potente che per voi ha operato per arrivare dove siamo arrivati?

    Ma che risposta vuole, chuko?
    Lei fa una preoccupante e triste equivalenza.
    Considera la sua condanna politica equivalente alla condanna penale.
    Spero abbia visto il video che ha “linkato” così si sarà reso conto della falsità delle sue precedenti affermazioni. Ma la sua è una falsità indotta dal condizionamento ideologico, inconsapevole. E infatti continua a proporlo per sottolineare la sua avversione al personaggio. Non la sfiora il fatto che sia un uomo e che sia in galera. La merita in quanto condannato politicamente.
    Basta la responsabilità politica per sancire la responsabilità penale di un individuo.
    Secondo la via percorsa dai regimi comunisti e fascisti,
    “Eterno fascismo italico…”

    NO, NO! La condanna penale l’hanno data i magistrati, io ho letto varie cose e mi sono fatto la mia opinione (in galera).
    Ma i magistrati condannano le persone penalmente, le persone che non sono ANALFABETE DELLA POLITICA, esprimono una condanna politica.
    CUFFARO E’ POLITICAMENTE COLPEVOLE.

    Roberto ha scritto: “Chucko giudicare conoscendo tutte le carte e’ difficilissimo”. Certo che è difficile, come sempre nei casi in cui i politici sono collusi con la mafia.
    Però la somma “giudizio politico” + “circostanze presenti nelle carte” fornisce una risposta semplicissima per chiunque: CUFFARO E’ COLLUSO.

    Riguardo al video, che valse al TOTO’ un giudizio molto positivo espresso dal boss Guttadauro, è vero che non ci fu un attacco DIRETTO alla figura di Falcone.
    Fu una pagliacciata vergognosa ed indegna, da catalogare nella storia della cultura italiana sotto la voce “IL PROBLEMA DELLA SICILIA? IL TRAFFICO!”.
    Un’esibizione penosa fatta per raccogliere consenso dagli amici degli amici.
    Comunque, fosse solo per quel video, Cuffaro sarebbe stato una semplice macchietta. Peccato che poi si è incontrato di nascosto CON IL MEDICO CHE HA CURATO L’ASSASSINO DI DON PUGLISI!!!
    Io se incontrassi una simile personaggio non riuscire a non vomitargli addosso.
    Meno male che il mio unico “scontro” con il nipotino di un boss si è risolto con un chiodo in una ruota della mia auto e uno in quello della macchina di mia madre.

    INFINE: personalmente ho la fortuna di poter parlare con un magistrato preparatissimo che non lavora in Sicilia, ma è appassionato di storia della mafia e segue i processi su Radio Radicale. Scusate, ma lo considero molto più capace di voi nel valutare le carte di un processo. Per lui Cuffaro è colpevole di favoreggiamento aggravato, mentre l’accusa di concorso esterno non era sostenibile.

    A chucko . Traendo spunto dalle tue ultime, dovresti, allora, chiederti come mai lo stanno riprocessando dopo due assoluzioni per concorso esterno? La risposta e’ automatica. L’odio che questa procura, o parte della procura ha nei confronti di Cuffaro, che lo deve tenere piu’ a lungo possibile sulla graticola per evitare contraccolpi su una linea colpevolista riguardante la condanna subita poco chiara e con molte ombre. Lei ha chiamato in causa un magistrato, io chiamo in causa il Prof. Coppi, che ebbe a dire: non faro’ piu’ processi a Palermo, perche la professione di avvocato viene mortificata da una procura ……….Il signore ci dia la forza di sopravvivere fino al giorno in cui si saprà la verita su questo processo.

    @ Roberto
    Lei parla di odio di parte della Procura nei confronti di Cuffaro. Ed è probabile che ve ne sia.
    Credo, però, più condivisibile che l’accanimento si motivi per il fatto che il caso Cuffaro sia stato tra i pochissimi ad avere dato “ragione” a quella Procura, tra i pochissimi ad averne giustificato l’attività. Insomma, Cuffaro sarebbe la gallina dalle uova d’oro per l’accusa. In fondo poco importa che sia o meno colpevole, ma molto importa che lo sembri e possa continuare a sembrarlo. Egli è in carcere; egli, poiché è in carcere, è la prova che quella Procura ha lavorato bene. Ed è una prova importantissima, visti i tanti fallimenti. Insomma, è il sette in Storia dell’Arte in una pagella di tre e quattro.

    Puglisi ha detto bene: il termine cuffarismo è ormai sinonimo della politica del malaffare. Cuffariani, vergognatevi o rosicate in silenzio.
    Le persone per bene disprezzano i mafiosi, i loro favoreggiatori e i seguaci.

    Io sono Cuffariano, lo sono non perchè sono mafioso ma perchè credo che un uomo deve avere la dignità sempre di non nascondersi e anche nelle avversità continuare a credere! Io credo che Totò Cuffaro non abbia mai e ripeto mai agevolato la mafia! E’ una mia personale convinzione che desidero non venga condivisa da nessuno! Sono per lo più convinto che Cuffaro paghi una pena voluta e premeditata da un apparato istituzionale che in Sicilia fa acqua da tutte le parti! Non capisco come tutt’ora si possa associare il nome di Cuffaro ad una realtà mafiosa….chi vuole legga gli atti processuali, magari scoprirà che tutto è basato su un teorema indiziario dove tutto diventa possibile e tutto può essere interpretato secondo il proprio criterio giudiziale; eppure in Sicilia di veri politici legati alla mafia ce ne sono stati!! Ultimo particolare….lo rivolgo a tutti coloro che, nonstante amassero e conoscessero bene il presidente, si sono allontanati dall’associare se stessi al nome di Cuffaro…per paura di ritorsioni sia nel campo lavorativo che in quello sociale, di tenere nel loro cuore sempre viva la fiamma del ricordo!

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