Leo Gullotta è Bottom |nel capolavoro scespiriano - Live Sicilia

Leo Gullotta è Bottom |nel capolavoro scespiriano

Al Teatro Stabile va in scena Sogno di una notte di mezza estate, il capolavoro di William Shakespeare con protagonista un incredibile Leo Gullotta,che inaugura la stagione 2012-2013.

Sogno di una notte di mezza estate
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CATANIA – Stasera, venerdì 30 novembre 2012, grande apertura del Teatro Stabile di Catania per la stagione 2012-2013. In programma al Teatro Verga Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, nuova produzione del Teatro Stabile di Catania, regia Fabio Grossi, scene e costumi Luigi Perego, musiche originali di Germano Mazzocchetti, coreografie Monica Codena, luci Franco Buzzanca, in replica fino al 16 dicembre.

Blasonato il cast dello spettacolo: Leo Gullotta, Mimmo Mignemi, Emanuele Vezzoli, Leonardo Marino, e ancora – in ordine rigorosamente alfabetico – Fabrizio Amicucci, Ester Anzalone, Alessandro Baldinotti, Valeria Contadino, Adriano Di Bella, Salvo Disca, Antonio Fermi, Luca Iacono, Marina La Placa, Liliana Lo Furno, Fabio Maffei, Federico Mancini, Sergio Mascherpa, Irene Tetto, Massimo Arduini, Francesco A. Leone, Marzia Licciardello, Mauricio Logeri, Rachele Petrini. Si, si … proprio Leo Gullotta!

Dopo che nella scorsa stagione il famoso attore catanese ha rivestito il ruolo di un grasso e “burlato” Falstaff ne Allegre comari di Windsor, Gullotta torna a Shakespeare con A Midsummer Night’s Dream, nella traduzione e nell’adattamento firmati a quattro mani dallo stesso Grossi e da Simonetta Traversetti, opera databile intorno al 1595-1596, realizzata quae dicitur in occasione del matrimonio di Sir Thomas Berkeley, importante politico londinese, figlio del VII Barone di Berkeley, con Elizabeth Gary, figlia ed unica erede di George Lord (Signore di) Hunsdon.

“In tempo di guerra – sottolinea Giuseppe Dipasquale, direttore dello storico teatro di prosa catanese – si ride. In tempo di pace si riflette sulla guerra. La storia del Teatro, e dell’Umanità, è andata avanti con questo paradossale assioma. E poiché la forza del Teatro è la persuasione solo con un’allegria di naufragi, per dirla con Ungaretti, è possibile leggere con distanza e la dovuta ironia la difficoltà dei tempi odierni. Commedia è il meccanismo sociale, come diceva Bergson, che permette all’uomo di recuperare il disagio della tragedia”.

“Commedia dell’amore”, questa, di notevole lignaggio, scritta contemporaneamente alla “tragedia dell’amore” Romeo e Giulietta, nella quale il bardo di Stratford (o di Messina, ma questo poco cambia alla grandiosità delle sue creazioni) traspone in chiave comica la storia d’amore dei protagonisti con un parallelismo tutt’altro che casuale: Romeo/Piramo, Giulietta/Tisbe.

“Shakespeare – evidenzia il regista Fabio Grossi – compone un’opera dal “sapore” particolarissimo. Un capolavoro che, nella sua atipicità, elude e al contempo lambisce le convenzionali classificazioni di genere, partecipando e sfuggendo tanto al lirismo della commedia epitalamica che al manierato concettismo rinascimentale della commedia eufuistica.

La struttura drammaturgica si dipana su tre livelli ben precisi, tanto che possono vivere di luce propria o al contempo riflessa – continua il regista –: così la Corte del duca Tèseo rappresenterà il potere, i Comici la semplicità del volgo, i Giovani l’Amore e i Magici quel mondo fantastico che tanto intimorisce quanto affascina. Verrà così esaltata l’imperscrutabilità dell’Animo, proposta attraverso vizi, pregi, risse, pacificazioni, pianti e risa.”  E Leo Gullotta?

Nella commedia rivestirà i panni della figura comicissima del tessitore Nick Bottom, la cui testa viene “metamorfizzata”, dal folletto Puck, in asino, scena presa in prestito dall’Asino d’oro di Apuleio. Bottom è personaggio rozzo e burbero, il quale “rappresenta l’improvvisazione di una mente rapida che sa coniugare l’utile con il dilettevole – conclude il regista Grossi. E proprio il suo animo critico e scontento è nell’opera la raffigurazione dell’indole umana. Forza lavoro che, assieme ai suoi compari d’avventura, rappresenta il motore della società, strizzando l’occhio all’oggi, palesando una differenza stilistica che realizza un originale glossario. Ecco, così si snoderà quest’idea di rappresentazione: un inizio lasciato all’Opportuno Ragionamento (Tèseo) e un finale affidato alla Ragione Opportuna (Bottom).

 



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