Letta e la piazza semivuota: nel Pd parte la resa dei conti - Live Sicilia

Letta e la piazza semivuota: nel Pd parte la resa dei conti

Tre giorni prima del doppio appuntamento con il voto, il fuoco amico ha già sparato una raffica di colpi sulla casa madre.
PALERMO
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PALERMO – Piazze piene, urne vuote. Al Pd siciliano non resta che affidarsi a questa speranza. Piazza Sant’Anna semivuota per la chiusura della campagna elettorale di Caterina Chinnici è la fotografia nitida di una resa dei conti interna al Pd già in corso. Il segretario nazionale Enrico Letta, il vice Peppe Provenzano e soprattutto il segretario regionale Anthony Barbagallo sono le vittime eccellenti di un piatto che non viene servito nemmeno freddo. Tre giorni prima del doppio appuntamento con il voto, il fuoco amico ha già sparato una raffica di colpi sulla casa madre. 

A taccuini chiusi più di un malpancista dem gongola. La candidatura di Caterina Chinnici che non scalda l’elettorato e i paracadutati da Roma diventano l’oggetto di discussione privilegiato. Leggendo tra le righe appare evidente che il bersaglio è il segretario regionale Anthony Barbagallo e che il partito palermitano ha qualche problema: ha scelto la strada del disimpegno oppure non gode affatto di buona salute. Delle due l’una. “Cui prodest?”, si chiede qualche saggio che passeggia sotto il palco allestito per una chiusura di campagna elettorale che lascia l’amaro in bocca. La risposta, al netto dei tempi, rimane elusa. “Io non mi preoccuperei più di tanto, sono anni che l’elettorato del Pd non scende in piazza”, dice qualcuno. “Nel 2008 Rita Borsellino e Claudio Fava hanno comiziato in questa Piazza ed era strapiena, mi fa rabbia quello a cui sto assistendo oggi”, dice invece uno storico militante della sinistra. E c’è chi a taccuini chiusi non fa mistero di prepararsi per una guerra senza esclusione di colpi. 

In piazza si vedono diversi volti noti dem Peppino  Lupo, Antonello Cracolici,  Antonio Rubino, e i candidati Erasmo Palazzotto, Anna Maria Furlan e Bobo Craxi.  Il segretario Barbagallo interviene con un filo di voce dal palco per tenere alto il morale della truppa. Poi tocca a Chinnici. 

“Forse la mia campagna elettorale è stata troppo istituzionale ma questo è il mio tratto. Credo che serva autorevolezza per guidare questa regione”, dice. Chinnici rivendica lo stile garbato della propria campagna elettorale e la scelta di non attaccare frontalmente gli avversari. Poi sul palco sale Claudio Fava che scalda il pubblico lanciando bordate all’indirizzo del governo uscente. E qualcuno sussurra il suo “Enrico, stati sereno” prima che il segretario nazionale salga sul palco. “Il nostro impegno è fare vincere Caterina Chinnici e darle la possibilità di cambiare questa Regione. La Sicilia ha bisogno di un cambiamento radicale, ha bisogno di competenza, di onestà, unità. Sono venuto a Palermo per dare l’impulso finale, la Sicilia merita un presidente come Chinnici e non la destra”, dice Letta.

Poi ricorda ai presenti la portata della battaglia che si giocherà il 25 settembre. “Noi risponderemo ai proclami della destra, domani in piazza del Popolo, con la gente del centrosinistra che racconterà una Italia diversa”, argomenta. Alla fine il comizio si chiude sulle note di “Bella Ciao”, ma non senza un fuoriprogramma che sa tanto di lapsus freudiano. Parte “la solitudine” di Laura Pausini. 


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Commenti

    Il partito democratico è stato distrutto da tempo. A cominciare da Renzi a finire, oggi, con queste facce. Ve lo dice uno che ha votato Pd per anni. Io voto una persona nuova che durante la pandemia ha saputo governare nonostante le difficoltà. Lasciando stare lo schieramento che ha avuto il mio voto in passato, quando era al top, e poi ha avuto le mie critiche per personaggi incapaci, penso che se sei un “ex” di sinistra, per contrastare l’avanzata della destra, che comunque non vincerà al sud ma sarà sconfitta, bisogna votare per la persona di cui ho accennato. E poi, finalmente, voto per qualcuno presentabile, che ha un viso serio ed è per bene.

    Secondo me Enrico Letta è un agente infiltrato di qualche potenza straniera ostile al PD. Le cose sono due, o è incapace di fare il segretario di questo partito o al contrario capace lo è così tanto da portarlo alla distruzione.

    questo e’ quello che negli ultimi 10 anni ha seminato il pd,adesso a casa….

    Logica conseguenza delle scelte politiche di LETTA, PROVENZANO e BARBAGALLO, personalizzazione degli scontri interni al partito ed alle scelte sbagliate di coalizione con forte virata a sinistra, L’On. CHINNICI è una persona per bene, ma questi non sanno cosa significa governare.

    Lui, Letta, con la piazza semivuota sempre che, però, delle piazze strapiene di Meloni dice che non sono altro che fotomontaggi. Intanto, nel centrodestra, fioccano gli arresti a ridosso del 25 settembre. Nel centrosinistra, si sonnecchia nel solco della tradizione. E così, per Zingaretti che paga in anticipo 11 milioni di euro per mascherine fantasma, nonostante se ne parli da anni, a muoversi è solo la Corte dei Conti. Nel silenzio sempre più assordante della procura di pertinenza.

    Quelli che c’erano passavano di la x passeggiare.

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