Listino, nuovo scontro nel centrodestra: i nomi in ballo - Live Sicilia

Listino, nuovo scontro nel centrodestra: i nomi in ballo

La battaglia è più accesa che mai. In campo anche i partiti minori che battono cassa
VERSO LE ELEZIONI
di
4 Commenti Condividi

Neanche il tempo di presentare, tra le tensioni, le candidature alle politiche, tra paracadutati, la moglie di Silvio Berlusconi, gli uscenti, il presidente non confermato e molti malumori, che una nuova battaglia infiamma il centrodestra. È quella per il listino, in campo, agli estremi, non solo Gianfranco Micciché e Ignazio La Russa, ma anche i partiti minori, che battono cassa, con conseguenze a cascata.

La patata bollente

Non si tratta solo di “accontentare” ciascun partito. Il piazzamento nel listino serve anche per far scorrere una determinata lista, in un preciso collegio per rendere competitive le candidature minori. Per questo, la battaglia è più accesa che mai.

La regola dell’uno vale uno

Alla base della discussione sul listino c’è la regola di partenza: un seggio a ciascun partito.
E qui Miccichè batte il primo pugno sul tavolo. “Forza Italia è il primo partito – ha detto, secondo quanto risulta a LiveSicilia – a noi ne spettano due”. Ma anche Fdi, sarebbe “il primo partito”, non in base alle ultime regionali, ma a quelle che saranno. Quindi due posti anche a Fdi. La regola dell’uno diventa del “due” e i seggi finiscono ancor prima della distribuzione.

I nomi

Un posto di diritto spetta a Renato Schifani. E questo sarebbe il primo di Forza Italia, mettendo Micciché in bilico tra Gallo, Nicola D’Agostino e Marco Falcone, gli ultimi due sono i catanesi che hanno scatenato la raccolta firme per la candidatura – sfumata – alle politiche, in capo all’assessore regionale alle Infrastrutture. In Fratelli d’Italia spunta l’ipotesi Galvagno ma c’è da risolvere l’incognita Elvira Amata o Elena Pagana, deputata uscente che, diversamente, rischierebbe di non essere eletta nel collegio di Enna.
Acque agitate anche nella Lega, dove Figuccia, big delle preferenze, batte cassa, ma dovrebbe spuntarla la Caronia, perché Schifani ha richiesto una donna. Mpa, si consolida la candidatura nel listino di Giuseppe Lombardo, nipote dell’ex presidente della Regione, figlio di Angelo e apprezzato ex assessore ai servizi sociali del Comune di Catania. Lombardo scenderebbe ugualmente in campo, facendo da traino ad Alessandro Porto e Giuseppe Castiglione, presidente del consiglio comunale di Catania uscente, figlio di Santo, ex presidente dell’autorità portuale e uomo storico del centrodestra etneo. Resta un posto in capo ai cuffariani, si parla con insistenza di Ester Bonafede, ma ci vuole la benedizione di Totò. E poi, il mazzo di carte deve passare dalle mani di Renato Schifani, quindi non è detta l’ultima parola.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

4 Commenti Condividi

Commenti

    Diventare politici è un concorso pubblico(per affluenza) con limitao numero di partecipanti. con molta resa e scarsa fatica. CHI dici?????????????i

    Bravo Deluca che si candida con Cateno! Basta paracadutati. Grave errore non candidare Musumeci.

    La corda si sta spezzando!

    Un listino dove condidati/e , solo perche’ compagna di assessore, dove nella passata legislatura criticavano l’operato del presidente , oggi ribadisco nel listino, la coerenza cos’è…
    Ahime’ i soldi fanno gola a tutti, minimo sforzo per un ritorno economico importante

    Vergogna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.