Palermo, lo stupro del Foro Italico: la richiesta della difesa

Lo stupro del Foro Italico, “nuove prove”: chiesta la revisione

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Gli imputati vogliono un nuovo processo

PALERMO – La difesa di tre dei sette imputati giudicati colpevoli chiede la revisione del processo per lo stupro del Foro Italico.

Ritiene che ci siano elementi nuovi per riscrivere la storia giudiziaria su cui si è già pronunciata la Cassazione rendendo definitive le condanne.

Nella notte fra il 6 e il 7 luglio 2023 in un cantiere abbandonato si consumò uno stupro di gruppo.

Gli avvocati Carmelo Adamo, Leonarda Lo Presti e Giuseppe Farina, difensori di Elio Arnao, Angelo Flores e Christian Maronia, hanno presentato l’istanza alla Corte d’appello di Caltanissetta. È plausibile che anche gli altri imputati faranno la stessa cosa.

Gli elementi nuovi emergerebbero dalla telefonata tra la vittima e il podcaster Gioacchino Gargano, avvenuta nell’estate del 2025.

La registrazione, secondo i legali, smentirebbe la violenza accertata nel corso delle indagini e dei processi. La vittima, Asia Vitale, oggi ventunenne (che ha scelto di svelare la propria identità partecipando a programmi televisivi) avrebbe detto a microfono spento all’autore del podcast che il rapporto sarebbe stato consensuale almeno all’inizio. Che addirittura ci sarebbe dietro un piano per sfruttare la cosa dal punto di vista economico.

La tesi del rapporto consensuale è stata portata avanti dalle difese degli imputati, senza però riuscire a fare breccia nei giudici.

Per Angelo Flores, Christian Maronia, Cristian Barone, Elio Arnao, Gabriele Di Trapani e Riccardo Parrinello (giudicato separatamente perché all’epoca dei fatti era minorenne) la sentenza è passata in giudicato. Stanno scontando pene comprese fra 6 anni e 4 mesi e 8 anni e 8 mesi di carcere. Non è ancora definitiva la sentenza di Samuele La Grassa, condannato a quattro anni, per il quale pende un ricorso.


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