Lollobrigida: "Governo al lavoro per aiutare gli agricoltori"

Lollobrigida: “Governo al lavoro per aiutare gli agricoltori”

Lollobrigida
Il ministro: "Controlli e verifiche per evitare speculazioni sul costo del carburante"
LE DICHIARAZIONI
di
5 min di lettura

PALERMO – “In queste ore stiamo affrontando una questione di carattere nazionale molto rilevante. Rispetto a questo, il governo sta mettendo in campo tutte le ricette utili, anche in coordinamento con l’associazione di settore, per poter andare incontro ai nostri agricoltori. Ricordiamo, che l’Italia è l’unica nazione europea a mantenere l’incentivo da quasi 1 miliardo per il gasolio agricolo, per mettere in condizione le nostre aziende di continuare a produrre e avere dei costi che riescano a garantire l’economicità dell’azienda”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, parlando con i giornalisti a margine dell’assemblea di Coldiretti Sicilia a Palermo.

“Il nostro governo oggi – ha proseguito – è quello che, più di ogni altro, nella storia, ha investito sull’agricoltura. Quasi un miliardo da fondi del Pnrr, che abbiamo moltiplicato per tre, rispetto a quanto previsto dai governi precedenti, arriverà in Sicilia, sviluppando e rendendo sempre più resiliente il settore agricolo. Interveniamo – ha aggiunto il ministro – anche con sostegni: con l’ultimo bando, quello aperto proprio ieri, ad esempio, vi sono 800 milioni per l’agrisolare e c’è la possibilità per le aziende di ridurre i costi energetici. Già sono 24 mila le aziende finanziate con il precedente bando, quest’ultimo aggiungerà altre 6 mila aziende, dando la possibilità di produrre energia verde senza utilizzare territorio agricolo ma capannoni e infrastrutture collegate alle aziende di sistema”.

“Verifiche sulla speculazione del costo del carburante”

“Le associazioni hanno segnalato alla guardia di finanza e al ministero competente gli aumenti legati al costo del carburante.Il Mimit sta inviando controlli e verifiche per evitare ogni forma di speculazione. Chi approfitta di queste situazioni, per speculare, infatti, deve essere colpito senza alcun tipo di riguardo”. Ha aggiunto il ministro parlando dell’esposto presentato ieri dall’associazione di categoria a Roma e che verrà presentato anche oggi, da parte degli agricoltori siciliani, in procura a Palermo.

Ferreri (Coldiretti Sicilia): “Esposto sull’aumento del prezzo del gasolio”

“Viviamo, ancora una volta, l’ennesima speculazione e il comparto agricolo è quello che sicuramente ne risente di più le conseguenze: nell’ultima settimana abbiamo visto aumentare il prezzo del gasolio del doppio, rispetto ad una settimana fa”, ha detto Francesco Ferreri, presidente dei Coldiretti Sicilia parlando dell’esposto che l’associazione di categoria presenterà oggi alla procura del capoluogo siciliano rispetto alle speculazioni sul costo del carburante.

“Non è ammissibile che ci siano speculazioni di mercato. Se prima il problema era riuscire a coprire i costi di produzione, adesso, con questo rincaro così alto, già rispetto ai costi stessi, siamo fuori”.

Prandini: ” Con la guerra due miliardi di export a rischio”

“Laddove la situazione non dovesse ritornare a una forma di normalità, rischiamo di perdere circa 2 miliardi in termini di valore, a livello nazionale, per quanto riguarda le esportazioni, soprattutto per quanto riguarda tutti i prodotti deperibili”, ha detto il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, a margine dell’assemblea dell’associazione di categoria a Palermo, parlando dei disagi legati al caro carburante dovuto alla guerra tra Usa e Iran. 

“Serve essere coraggiosi nel presentare denunce chiare, rispetto a quelli che sono i corpi e gli organi di controllo. Ed è quello che Coldiretti ha voluto fare a tutela dei consumatori dei cittadini, ma soprattutto dei nostri imprenditori, presentando ieri un esposto alla procura e alla guardia di finanza di Roma per fare piena luce sulle speculazioni sul gasolio agricolo”, ha sottolineato Prandini.

“Penso che sia vergognoso quello che sta accadendo in termini speculativi – ha aggiunto – sappiamo che nei prossimi mesi potrebbero esserci degli aumenti, ma è altrettanto chiaro che quello che è avvenuto negli ultimi giorni è soltanto ed esclusivamente speculazione”.

“Questo perché – ha proseguito – l’allungamento delle tratte, con la chiusura del canale di Suez, provocherebbe comunque un rallentamento rispetto a un canale che è sempre stato fondamentale, soprattutto per quanto riguarda il Medio Oriente e i paesi asiatici. Rispetto a questo la tempestività e la velocità nel cercare di dare risposte, diventa determinante per mantenere una crescita economica che l’agroalimentare, l’agricoltura fino a oggi sono riusciti a garantire”.

“A preoccupare – ha sottolineato Ettore Prandini – sono soprattutto i prodotti deperibili, a partire da florovivaismo e ortofrutta. Le mele trovano una piazza importantissima, il 13 per cento del valore dell’esport, nei mercati dell’area Mediorientale. Inoltre lo stop al traffico marittimo nel Golfo arriva proprio nel momento clou della campagna floricola, con circa mille container destinati ai paesi del Medio Oriente e ordini già in portafoglio che stanno subendo una brusca frenata”.

“Alcune spedizioni in viaggio – è stato spiegato – sono state deviate verso l’India, con il rischio di compromettere la qualità dei prodotti. A pesare sono anche le scelte delle principali compagnie di navigazione che evitano il Canale di Suez, allungando tempi e costi delle rotte. Intanto si registrano aumenti annunciati dai fornitori di materie plastiche per vasi e impianti di irrigazione, mentre continuano a salire i prezzi di gasolio ed energia anche per effetto di manovre speculative”.

Faro: “Già 100 milioni di perdite per florovivaismo siciliano”

“Il florovivaismo siciliano è tra i settori più colpiti dalla guerra nel Golfo. Proprio nel pieno delle spedizioni verso il Medio Oriente, dalla Sicilia sarebbero dovuti partire più di duemila container diretti a Dubai, Arabia Saudita e Kuwait, ma le consegne sono state annullate e rinviate a data da destinarsi. Questo comporterà una perdita economica che si aggira intorno ai 100 milioni di euro di fatturato per il vivaismo siciliano e in Italia in generale sarà molto di più. Si tratta di uno stop improvviso che arriva nel momento più delicato per le nostre esportazioni”. Lo ha detto Mario Faro, della consulta florovivaismo Coldiretti Sicilia, parlando con i giornalisti a Palermo a margine dell’assemblea regionale dell’associazione di categoria.

“Oltre al danno delle esportazioni ferme – ha proseguito – stiamo registrando anche un aumento dei costi lungo tutta la filiera produttiva. Plastica, materiali tecnici e componenti per l’irrigazione, stanno diventando più cari e difficili da reperire. Se la situazione non si sbloccherà rapidamente, il rischio è di compromettere una parte significativa della stagione commerciale”, ha concluso Faro.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI