L'omicidio Bonomolo in California| "Le ultime parole con Francesco" - Live Sicilia

L’omicidio Bonomolo in California| “Le ultime parole con Francesco”

Umberto Bonomolo racconta l'ultima telefonata con il figlio 47enne trovato morto negli States.

parla il padre
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PALERMO – Il presunto assassino doveva comparire in tribunale lo scorso 14 maggio, ma l’udienza è stata rinviata al 6 giugno. Quel giorno, probabilmente, verranno a galla nuovi importanti elementi sull’omicidio di Francesco Bonomolo, il 47enne di origini palermitane trovato senza vita nella sua abitazione in California. Adam Anthony Ingala-Whiting, ventunenne ed anche lui di origini italiane, è stato arrestato una settimana fa dallo sceriffo della contea di Orange, ma non sono emersi dettagli sul delitto, né sul movente che avrebbe mosso la mano del presunto killer. Così come non ne sarebbero stati forniti al padre della vittima, che insieme alla figlia si è recato a Mission Viejo, dove Francesco detto “Joey” abitava, per cercare di capire cosa sia successo.

“Lo sceriffo – dice Umberto Bonomolo, imprenditore nel settore termotecnico raggiunto telefonicamente da Livesicilia – tramite i suoi detective ci ha incontrati con molta gentilezza e calore umano, ma non ci ha fornito quasi nessun elemento in più rispetto a quelli ufficialmente già resi pubblici. Ci daranno tutte le notizie quando decideranno di chiudere la fase investigativa – spiega – ma nel frattempo possiamo dire di essere stati assistiti nel migliore dei modi. ll District Attorney ci ha infatti messo a disposizione un avvocato del suo ufficio per darci indicazioni inerenti alla fase processuale e così sarà fino alla sentenza. In questo momento di estremo dolore – prosegue Bonomolo – pensavo non fosse possibile tale assistenza. Invece siamo stati accolti con estrema professionalità, al punto che anche il rientro della salma in Italia è stato accelerato grazie al contatto con una efficientissima impresa funebre e con le autorità locali. Ciò – aggiunge – è stato possibile per la straordinaria collaborazione del console generale a Los Angeles, Giuseppe Perrone e soprattutto quella di Enrica Dente degli Scrovegni del servizio assistenza. Grande professionalità, eccezionale calore umano. Eterna gratitudine per una meravigliosa incredibile Italia”.

Il 47enne, la cui morte è stata collocata dagli investigatori tra il 29 aprile e il 4 maggio,  aveva frequentato l’istituto privato Gonzaga, conseguendo la maturità classica. “Svolgeva un’intensa attività sportiva – racconta il padre – gareggiando con i migliori atleti di windsurf del periodo, ora divenute “vecchie glorie”. Li aveva poi incontrati in California e alle Hawaii. Una volta diplomato – prosegue – come premio non ci aveva chiesto un’auto, ma la possibilità di seguire l’America’s cup in Australia. Era il 1987 e si gareggiava a Perth. Ritornato in Italia, seguendo alcuni compagni di liceo, si era iscritto in un istituto privato universitario a Como che, collegato con la University of Hartford nel Connecticut, prevedeva il completamento degli studi in Usa, dove si è laureato”.

“Un orgoglio per me e la madre – aggiunge Umberto Bonomolo – che purtroppo nel 1989 ci ha lasciati per una brutta malattia”. Ma nel passato del 47enne c’era anche un master a Yale, nel 1999, dopo il quale era iniziata la collaborazione con alcune aziende della Silicon Valley: “Negli anni successivi Francesco aveva deciso di mettersi in proprio come broker e consulente finanziario, seguendo gli andamenti del mercato finanziario. Da oltre quattro anni si era stabilito nella cittadina residenziale di Mission Viejo, svolgendo la sua attività online. Poi non so cosa è successo, non abbiamo idea di cosa sia successo né di chi sia quest’uomo arrestato”.

Il delitto avvenuto nella casa che si trova nel complesso residenziale “Vista Real”, resta infatti avvolto nel giallo. Secondo gli investigatori, l’omicidio sarebbe stato il terribile epilogo di una lite, ma nessun problema, nessuna preoccupazione, sarebbe emersa durante le ultime telefonate con il padre e la sorella che vive in Sud Africa. “Ci siamo sentiti pochi giorni prima di Pasqua. Niente faceva presagire quello che sarebbe successo – dice Umberto Bonomolo -, mio figlio era tranquillo. Ci siamo scambiati gli auguri, con affetto aveva salutato anche la sorella. Sono state proprio quelle le sue ultime parole per noi”.


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