L'omicidio di Nicolosi |Il profilo della premeditazione

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Al momento è stata esclusa la premeditazione tra le aggravanti imputate a Luca Priolo. Ma le indagini non sono concluse. Tra qualche giorno sarà depositata dal medico legale una sintesi degli esiti dell'autopsia. Intanto la Procura ha firmato il "nulla osta" per il trasferimento del detenuto.

Il punto sulle indagini
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CATANIA – Alla fine le coltellate sono state quarantacinque. Le notizie sugli esiti dell’autopsia sul corpo di Giordana Di Stefano uccisa una settimana fa a Nicolosi dal suo ex convivente Luca Priolo, reo confesso, diventano più precise con il susseguirsi dei giorni. La relazione finale del medico legale arriverà tra diverse settimane, ma intanto il pm Alessandro Sorrentino ha chiesto entro la settimana il deposito di una sintesi dei risultati dell’esame autoptico.

Le indagini non si sono concluse: in questi giorni saranno sentiti altri testimoni dagli inquirenti, amici e familiari di Luca e Giordana che potranno fornire ulteriori dettagli per “blindare” le accuse.

Resta da determinare il profilo della premeditazione nella contestazione che al momento è di omicidio volontario aggravato: il Gip di Milano Guidi ha “evidenziato l’aggravante” che il delitto è maturato nel momento in cui era in corso un processo per stalking a carico dell’indagato. Priolo ha detto di “aver perso la testa” e di non aver “premeditato” di colpirla. Il coltello a scatto (non ancora trovato) lo aveva comprato cinque mesi prima, ma per una questione di sicurezza personale. Questa almeno la sua versione. Ma anche su questo aspetto investigatori e inquirenti faranno i dovuti riscontri.

Gli atti da Milano sono stati inviati alla magistratura catanese. Il Gip si è dichiarato incompetente già sabato quando ha convalidato il fermo ed emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. La procura, ieri, ha dato il “nulla osta” per il trasferimento del detenuto in un carcere più vicino.

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